La richiesta ed il consumo di carne negli Stati Uniti dal 2007 in poi sta diminuendo progressivamente. Si alleggerisce il peso ambientale del consumatore medio.
Non si tratta di imporre un regime alimentare. Il messaggio vale per vegani, vegetariani, onnivori o carnivori:  troppa carne fa male alla salute e all’ambiente. Oltre il 90% della soia a livello mondiale è destinata come mangime per gli animali da allevamento: se l’agricoltura è insostenibile, e se imperversano gli ogm, è colpa del consumo smodato di carne, soprattutto bovina. Ma anche di tutti gli altri prodotti animali. Da diversi anni esistono campagne che cercano di dissuadere l’opinione pubblica dei paesi avanzati rispetto ad un modello alimentare “hamburger e patatine” che contraddistingue soprattutto la subcultura americana. Ma, come scrive Umberto Mazzantini sul portale greenreport.it, le cose stanno cambiando. Secondo il Dipartimento dell’agricoltura statunitense, «Il consumo di carne medio degli americani ha raggiunto un picco a 184 libbre (84,5 chilogrammi) per persona nel 2004. Entro il 2011, tale cifra è scesa a 171 libbre, e le proiezioni per il 2012 indicano un’ulteriore diminuzione a 166 libbre a persona per quest’anno».
Un calo del 10% in 8 anni. «Per una società che vive al culmine della catena alimentare, questa nuova tendenza potrebbe segnare la fine del dominio dei pasti a base di carne – scrive l’Earth policy institute di Lester Brown nel suo rapporto “Peak Meat: U.S. Meat Consumption Falling” – Il consumo di carne negli Stati Uniti ha raggiunto un picco nel 2007 a 55 miliardi di libbre e da allora è sceso ogni anno. Nel 2012, il consumo dovrebbe scendere a 52 miliardi di libbre, il livello più basso in oltre un decennio».
Anche il consumo di carne suina negli Usa è sceso meno rapidamente, ma sta mostrando ugualmente una tendenza al ribasso. Il picco della carne di maiale risale addirittura al 1944, quando gli americani ne consumarono 54 libbre a persona, nel 2012 si dovrebbe attestare a 44 libbre, il 19% in meno.

Fonte: http://www.aamterranuova.it/article6877.htm

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