Paul Joseph Watson 16 Maggio 2012

I globalizzatori temono che la Grecia possa uscire dalla moneta unica e realizzare una ripresa economica miracolosa

Il Gruppo Bilderberg teme che la potenziale uscita della Grecia dall’euro possa condurre il Paese ad una incredibile ripresa economica, facendolo diventare così l’esempio da seguire per altre nazioni e minacciando in tal modo la stessa moneta unica e l’intero piano per un superstato federale europeo.

Uno dei principali argomenti di discussione dell’annuale riunione del Bilderberg Group di quest’anno – a Chantilly, Virginia – ruoterà attorno a come l’elite dovrà gestire il tema che minaccia di far naufragare il calendario ed il piano per un governo mondiale: la crisi dell’euro. La crescente minaccia di una Grecia che abbandona il proprio impegno ad onorare i termini delle misure di austerità draconiane concordate con Brussels e Berlino, ha portato la notte scorsa la cancelliera Angela Merkel a riconoscere per la prima volta che la Grecia potrebbe uscire dall’euro. Una possibilità che negli ultimi giorni ha fatto precipitare l’euro ed i mercati finanziari. La crisi dell’euro è ora nel punto più critico della sua storia, superando per gravità crisi analoghe che – casualmente – si erano verificate in precedenza delle riunioni annuali del Bilderberg del 2010 e del 2011.In entrambe le occasioni, il consenso creato dai membri del Bilderberg fu sufficiente a tenere in vita l’euro per altri 24 mesi, con i globalizzatori che ancora una volta – a porte chiuse – pensarono e misero a punto una strategia che rivitalizzava il loro adorato progetto.Nel 2010, il “futuro dell’euro” passava dalla Spagna quando il Primo Ministro spagnolo Luis Rodriguez Zapatero fu circondato da pezzi da novanta del mondo finanziario alla ricerca della soluzione alla crisi, con i membri Bilderberg nel panico per il possibile crollo della moneta unica.

Un anno dopo, durante la riunione annuale del 2011 a St. Moritz, Svizzera – la crisi dell’euro era nuovamente in cima alla lista dei pensieri del Bilderberg poiché i globalizzatori temevano che la morte della moneta unica potesse far affondare le speranze relative alla creazione di monete multi-regionali.Il Bilderberg Group ora, non solo è terrorizzato dall’idea che la Grecia esca dall’euro, ma è terrorizzato dall’esempio che questa situazione potrebbe dare, perchè potremmo ritrovarci ad assistere ad un incredibile rimbalzo economico che darebbe stimolo alle altre nazioni dell’eurozona a seguire lo stesso cammino. Questo terrore è manifestato in un articolo che è comparso sul quotidiano finanziario Financial Times – casualmente controllato dal Bilderberg Group – ed intitolato: Luscita della Grecia può far invidia alleuro.

Scrive Arvind Subramanian: “Espulsa dall’eurozona, la Grecia potrebbe risultare più pericolosa al sistema di quanto non lo fosse standovi dentro, [in quanto] fornirebbe un esempio di ripresa economica di successo”.

Subramanian è un Senior Fellow del Peter G. Peterson Institute for International Economics, che annovera fra i suoi direttori numerosi influenti membri del Bilderberg Group fra i quali l’ex presidente della Federal Reserve Paul Volker, l’ex Segretario al tesoro USA Lawrence Summers ed il perno di tutto il Bilderberg, David Rockefeller.

“Immaginate che a metà 2013 l’economia della Grecia sia in ripresa, mentre il resto dell’eurozona sia rimasto in recessione. L’effetto su Spagna, Portogallo ed anche Italia – tutte sballottate dall’austerità – sarebbe dirompente. Gli elettori non mancherebbero di notare le migliorate condizioni del loro vicino greco (fino allora disprezzato). Inizierebbero a chiedersi perchè mai i propri governi non dovrebbero scegliere il modello greco e darebbero voce alla loro preferenza per uscire dall’eurozona. In altre parole, l’esperienza greca potrebbe modificare in modo sostanziale le motivazioni di quei Paesi a rimanere nell’eurozona, soprattutto se le condizioni economiche rimanessero negative”; così scrive Subramanian aggiungendo che la potenziale uscita della Grecia “potrebbe essere un esempio contagioso”  e portare alla “fine dell’eurozona e forse dell’intero progetto europeo.”

Il Bilderberg Group cerca così disperatamente di salvare l’euro perchè rappresenta le intere fondamenta del piano e del calendario finanziario globale volto a creare altre monete regionali ed altre federazioni strettamente regolate dalla burocrazia, e tutte create sullo stesso modello dell’Unione Europea.

Se l’euro risultasse essere un fallimento, il progetto finale di una sola ed unica moneta mondiale sarebbe morto perlomeno per i prossimi 100 anni.Inoltre, il Bilderberg coccola la moneta unica perchè è la sua creatura.

Il Presidente del Bilderberg Group – Étienne Davignon – si vantò dell’aiuto che diedero nel creare l’euro introducendo il piano per la moneta unica nei primi anni ’90, piano successivamente ufficializzato nel Trattato di Maastricht del 1992.

Ad onor del vero, la primissima discussione sulla creazione di una moneta unica ebbe luogo alcuni decenni prima: alla riunione Bilderberg del 1955 a Garmisch-Partenkirchen, Germania Ovest.

Questi documenti sfuggiti illustrano come gli elitari del Bilderberg Group discussero “la necessità di portare prima possibile il popolo tedesco all’interno di un mercato europeo comune”, aggiungendo che senza una “Europa Unita”  il loro futuro era in pericolo. Il piano ed il suo calendario includevano “la necessità di una moneta unica” così come la creazione di “una autorità politica centrale.”

Dato che ci sono voluti come minimo 5 decenni per creare l’euro, non aspettatevi che l’elite dei globalizzatori si arrenda senza combattere. La crisi dell’euro sarà al centro della riunione 2012 del Bilderberg Group, riunione nella quale i membri cercheranno di mettere a punto il consenso necessario per salvare ancora una volta la loro moneta unica.

Paul Joseph Watson Traduzione per EFFEDIEFFE.com a cura di Massimo Frulla

Fonte:  Infowars.com | martedì 15 maggio 2012

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