Da Andrea Carancini
La Fat Man, la bomba sganciata su Nagasaki

IL NEW YORK TIMES ONORA UN CRIMINALE DI GUERRA AMERICANO[1]

Martedì 8 novembre 2011
Nota del direttore [Michael Hoffman]: la noncuranza con cui ilNew York Times celebra la vita del defunto fisico nucleare Norman Ramsey, che è morto il 4 novembre, toglie il respiro. Accompagnando il suo necrologio, il Times ha pubblicato una foto di Ramsey che appone la propria firma – come se stesse firmando un biglietto di compleanno – sulla bomba atomica che fu sganciata su Nagasaki[2], e che uccise decine di migliaia di civili. Se il dr. Ramsey fosse stato fotografato nell’apporre la propria firma sulla porta della presunta camera a gas di Auschwitz, il New York Timeslo avrebbe condannato come un mostro, ma il suo elogiativo necrologio è insensibile rispetto agli orrori – inclusi i bambini giapponesi con gravi ustioni da radiazioni – perpetrati a Nagasaki da criminali di guerra come Ramsey. Questa perversa indifferenza promana dalla fede cieca nel dogma, professato dagli Alleati, della Guerra Giusta, e dalla mentalità talmudica incentrata sull’eccezionalità della vittima giudaica.
NORMAN RAMSEY MUORE A 96 ANNI; LA [SUA] OPERA CONDUSSE ALL’OROLOGIO ATOMICO
Di Jascha Hoffman
New York Times, 7 novembre 2011, pagina A19
Norman Ramsey nel 1989
Ramsey mentre firma la bomba atomica che verrà sganciata su Nagasaki

Norman F. Ramsey[3], il fisico vincitore del Premio Nobel che sviluppò un metodo preciso per indagare sulla struttura degli atomi e delle molecole, e che utilizzò per ideare un modo straordinariamente esatto per misurare il tempo, è morto venerdì a Wayland, nel Massachusetts. Aveva 96 anni. La sua morte è stata confermata dalla moglie, Ellie. Nel 1949, Ramsey inventò una tecnica sperimentale per misurare le frequenze della radiazione elettromagnetica più prontamente assorbita dagli atomi e dalle molecole. La tecnica permise agli scienziati di indagare la loro struttura con maggiore precisione e permise lo sviluppo di un nuovo tipo di congegno per il rilevamento dei tempi conosciuto come orologio atomico. Per entrambe le conquiste, il dr. Ramsey aveva ricevuto nel 1989 il Premio Nobel per la fisica.

Se faceste un elenco dei più importanti fisici del 20° secolo, lui figurerebbe tra i primi”, ha detto Leon M Lederman, direttore emerito del Fermi National Accelerator Laboratory[4] di Batavia, nell’Illinois, che il dr. Ramsey contribuì a fondare.
All’inizio del 20° secolo, i fisici iniziarono a decifrare la struttura degli atomi grazie alle misurazioni delle lunghezze d’onda della luce che essi rilasciavano e assorbivano, un metodo chiamato spettroscopia atomica. Nel 1937, il fisico Isidor Isaac Rabi, della Columbia University, sviluppò un mezzo per studiare gli atomi e le molecole inviando un fascio di essi attraverso campi magnetici che si alternavano rapidamente. Come allievo del dr. Rabi alla Columbia alla fine degli anni ’30, il dr. Ramsey lavorò a perfezionarlo.
Nel 1940, quando si trovava a Harvard, il dr. Ramsey scoprì un modo per migliorare la precisione di tale tecnica: esponendo gli atomi e le molecole ai campi magnetici solo brevemente mentre essi entravano e uscivano dall’apparato. Il suo nuovo approccio, che il dr. Ramsey chiamò il metodo dei campi oscillatori separati, ma che viene spesso semplicemente definito come il metodo Ramsey, è oggi largamente utilizzato. La ricerca del dr. Ramsey contribuì a fondare le basi della risonanza magnetica nucleare, le cui applicazioni includono la tecnica M. R. I[5] ora largamente utilizzata per le diagnosi mediche [Le sue immagini a risonanza magnetica hanno aiutato a diagnosticare quei giapponesi anziani con malattie causate dalle radiazioni di Nagasaki? – Michael Hoffman].
Ma l’applicazione più immediata del metodo di Ramsey è stata nello sviluppo di orologi atomici altamente precisi. Dal 1967, esso è stato utilizzato per definire lo spazio esatto di un secondo, non come frazione del tempo che impiega la Terra per girare intorno al Sole, ma come i 9.192.631.770 cicli di radiazione di un atomo di cesio. Nel 1960, lavorando con il suo allievo Daniel Kleppner, ora professore emerito di fisica al Massachusetts Institute of Technology, il dr. Ramsey inventò un differente tipo di orologio atomico, conosciuto come il maser ad idrogeno, la cui straordinaria stabilità è stata da allora in poi utilizzata per confermare gli effetti cronometrici della gravità sul tempo come previsti dalla teoria delle relatività generale di Einstein. Gli orologi atomici come il maser ad idrogeno vengono anche utilizzati nei sistemi di misurazione da terra che rilevano i satelliti di posizionamento globale[6]. Il dr. Ramsey non previde che la sua tecnica di laboratorio avrebbe avuto tali applicazioni. “Non sapevo neppure che c’era un problema riguardante gli orologi, all’inizio”, disse nel 1995, in un’intervista di storia orale. “Il mio orologio da polso andava molto bene”.
Nel 1943 andò a Los Alamos, New Mexico, per lavorare al progetto Manhattan, guidando un gruppo che contribuì ad assemblare le bombe sganciate su Hiroshima e Nagasaki, in Giappone [Il Times non ha altri commenti da fare sul suo ruolo nell’olocausto atomico – Michael Hoffman].
Dopo la guerra, insegnò per quasi quattro decenni a Harvard, guidando un gran numero di studenti, molti dei quali proseguirono fondando i propri gruppi di ricerca. Sebbene fosse andato ufficialmente in pensione nel 1986, continuò il suo lavoro fino all’inizio degli anni ’90. In anni recenti, collaborò con un gruppo di fisici inglesi a studiare la simmetria del neutrone, cercando le prove che non fosse perfettamente sferico. Il dr. Ramsey presiedette alla fondazione del Fermilab e di un altro importante laboratorio acceleratore delle particelle, il Brookhaven National Laboratory di Long Island, dove fu il primo direttore del dipartimento di fisica negli anni ’40. Come primo consulente scientifico della NATO, fondò corsi scolastici estivi per formare scienziati europei. Egli guidò una commissione del National Research Council [Consiglio Nazionale delle Ricerche] che nel 1982 concluse che contrariamente alle risultanze della House Select Committee on Assassinations [Commissione scelta della Camera dei deputati sui casi di assassinio], le prove acustiche non suffragavano l’esistenza di un secondo cecchino nell’assassinio del Presidente John F. Kennedy.
Il dr. Ramsey era versato nelle attività atletiche. Imparò a sciare in Norvegia negli anni ’30. In seguito, si diede al surf con la tavola lunga, e all’ice sailing [windsurf su ghiaccio], e viaggiò con la seconda moglie, Ellie Welch Ramsey, dall’Himalaya all’Antartide. Dopo aver avuto un’operazione chirurgica sostitutiva al ginocchio negli anni ’80, continuò a sciare. La prima moglie del dr. Ramsey, Elinor, morì nel 1983. Oltre alla moglie, gli sopravvivono quattro figlie: Margaret Kasschau, Patricia Ramsey, Winifred Swarr e Janet Farrell; due figliastri: Marguerite e Gerard Welch; otto nipoti; e nove pronipoti.
I colleghi dicono che il dr. Ramsey era un uomo alto con capelli candidi che gesticolava in modo energico e che camminava velocemente. “Aveva una qualità messianica quando parlava del suo lavoro”, ha detto Gerald Gabrielse, professore di fisica a Harvard. William Phillips, fisico alla University of Maryland, ha detto che la forte presenza del dr. Ramsey e i suoi contributi “hanno dato il là ad una generazione di fisici”.
I grassetti sono di Michael Hoffman
Nagasaki: effetti della radiazione termica su un bambino colpito a circa un miglio dall’epicentro dell’esplosione. Foto scattata nel novembre del 1945

[1] Traduzione di Andrea Carancini. Il testo originale è disponibile all’indirizzo: http://revisionistreview.blogspot.com/2011/11/new-york-times-honors-american-war.html
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