Di Antonio Mazzeo

Anche senza il MUOS, il nuovo sistema satellitarea microonde della marina Usa, la stazione di telecomunicazioni militari diNiscemi è una pericolosa fonte d’inquinamento elettromagnetico. Così il Ministerodell’ambiente e della tutela del territorio ha chiesto alla direzione generaledell’Arpa, l’agenzia regionale per la protezione dell’ambiente, di avviare intempi rapidi una campagna di rilevamento delle emissioni delle 41 antenne installatenella base statunitense di contrada Ulmo, all’interno della riserva naturale “Sughereta”e a pochi chilometri dal centro abitato di Niscemi.
Con una nota inviata il 29 febbraio2012 all’Arpa e all’Assessorato del territorio e ambiente della regionesiciliana, il direttore generale per le valutazioni ambientali del dicastero sollevapiù di un dubbio sul parere espresso a favore dell’installazione del MUOS dopole simulazioni effettuate a Niscemi dell’agenzia regionale. “Dalla relazioneistruttoria inviata dall’Arpa Sicilia – scrive il Ministero dell’ambiente – si evinceche nelle aree circostanti la base radio della Marina militare Usa di Niscemi NRTF(Naval Radio Transmitter Facility), il contributo al campo elettromagnetico fornitodalle antenne paraboliche e dalle antenne elicoidali del MUOS sia trascurabilea condizione che vengano rispettati gli angoli di elevazione e le direzioni dipuntamento di progetto”. Da un recentissimo studio sui rischi del nuovo sistemadi telecomunicazioni satellitari a firma dei professori Massimo Zucchetti eMassimo Coraddu del Politecnico di Torino, rileva la direzione generale delministero, è tuttavia emerso che nel periodo compreso tra il dicembre 2008 e l’aprile2010, “l’Arpa Sicilia ha effettuato una serie di rilievi sulle emissioni elettromagnetichegenerate dalla stazione NRTF che hanno consentito di rilevare valori di campoelettrico prossimi al valore di attenzione di 6 V/m”. Le misurazioni hanno evidenziatoin particolare “la presenza di un campo elettrico intenso e costante inprossimità delle abitazioni, mostrando un sicuro raggiungimento dei limiti di sicurezzaper la popolazione e, anzi, un loro probabile superamento. In un caso il valorerilevato è risultato prossimo al valore limite di attenzione stabilito dalla normativa”.
Nel loro studio sui rischi elettromagneticidel terminale terrestre MUOS, i ricercatori del Politecnico di Torino hanno poi rilevato che la “situazionereale” a Niscemi “è però, con ogni probabilità, ancora peggiore di quellaevidenziata dalle misurazioni Arpa”. “I misuratori utilizzati (centraline PMM8055S, banda passante 100 Khz – 3 GHz in modalità Wide Band, 100 KHz-860 MHz in modalità Low Band), non sono sensibili alle emissioni dell’antenna in bandaLF alla frequenza di 43 Khz”, spiegano Zucchetti e Coraddu. “Data la grandepotenza dei trasmettitori LF, questo fatto può aver prodotto unasistematica sottostima del campo rilevato.La potenza di picco del trasmettitore VERDIN (VLF Digital Information Network,dedicato alle le comunicazioni con i sommergibili in immersione) utilizzato perle trasmissioni in banda LF a Niscemi, può variare infatti da 500 a 2000 KW, valoriestremamente elevati che non consentono certo di trascurare questa componentenella valutazione complessiva”. Alla scarsa considerazione di questo tipo diemissioni, si aggiunge la “non conformità” alle norme legislative delle proceduredi misurazione. “Le rilevazioni devono essere effettuate quando tutte le sorgentisiano in funzione alla potenza massima, cosa che in questo caso non e statopossibile realizzare”, ammoniscono Zucchetti e Coraddu. Tesi pienamente condivisedai dirigenti del Ministero dell’ambiente che, nella nota indirizzata all’Arpae alla regione siciliana, ritengono sia necessario effettuare“ulteriori e più approfondite valutazioni” da parte delle autorità competenti “a salvaguardiadella salute pubblica e dell’ambiente” e “al fine di fugare qualsiasipreoccupazione sui possibili rischi per la salute legati al funzionamento dell’impianto”.
Per il Ministero dell’ambiente dovrà cosìessere accertato il rispetto dei valori limite indicati dalla normativa vigente,garantendo la “corretta esecuzione del rilievo dei campi elettromagnetici infunzione sia della massima potenza di emissione di tutte le sorgenti che rimarrannooperative anche dopo l’installazione della stazione terrestre MUOS sia della strumentazioneutilizzata per la determinazione dei contributi alle diverse frequenze prodottedagli apparati, rimandando a tali valutazioni il giudizio di conformità delledue installazioni (NRTF e MUOS) o la necessità di procedere ad azioni correttive”.
Intanto, comitati spontanei di cittadini,istituzioni e associazioni ambientalisteNoMUOS moltiplicano i loro sforzi per impedire l’installazione del devastantesistema di guerra Usa in Sicilia. Dopo un corteo di protesta a Niscemi sabato31 marzo e un presidio a Comiso il 4 aprile in occasione del trentennale dellagrande manifestazione contro i missili nucleari Cruise, i No MUOS hanno indettoper fine mese una tre giorni di eventi a Niscemi. Il 19 maggio sarà la voltadella vicina città di Vittoria ad ospitare un grande concerto contro il sistemasatellitare a cui parteciperanno importanti gruppi musicali nazionali.
Proprio il sindaco di Vittoria, Giuseppe Nicosia, hainviato nei giorni scorsi una lettera al Presidente della Repubblica, alPresidente del Consiglio dei ministri, al Ministro della difesa e al Presidentedella regione siciliana, per chiedere il loro intervento al fine di revocare osospendere le autorizzazioni concesse per l’installazione del MUOS. “L’infrastruttura- scrive il sindaco – oggetto di un protocollo d’intesa siglato l’1 giugno 2011tra il Ministero della Difesa e la Regione Siciliana, oltre a destarepreoccupazioni per l’impatto ambientale e per le possibili interferenze con isistemi di volo dello scalo aeroportuale di Comiso, che in linea d’aria distaappena quindici chilometri dalla stazione MUOS e la cui apertura è imminente,suscita allarme anche per i probabili danni alla salute, provocati dallaesposizione ai campi elettromagnetici”. “Sento il dovere di ricordare – concludeil primo cittadino – che questa terra, già afflitta dalla presenza della mafiaoltre che da due impianti petrolchimici (Gela e Priolo), ha una forte vocazionepacifista, e negli anni Ottanta fu teatro di una massiccia azione di protesta –che vide impegnato in prima persona Pio La Torre – contro la base Nato diComiso. La Sicilia non può e non deve diventare la pattumiera d’Italia; inostri figli non possono vedere ipotecati il loro futuro e la loro salute”.
È da segnalare infine lapresentazione di un’interrogazione parlamentare sul sistema Usa per le guerrestellari da parte dell’onorevole Fabio Giambrone di Italia dei Valori. Nel sottolinearei gravi rischi per la popolazione e l’ambiante degli impianti di Niscemi, l’on.Giambrone ricorda come le emissioni elettromagnetiche potrebbero avere pesanti conseguenzesul traffico aereo. “La potenza del fascio di microonde del MUOS sarebbe ingrado di provocare interferenze nella strumentazione di bordo di un aeromobileche dovesse essere investito accidentalmente”, scrive il parlamentare. “Questeeventualità non sono assolutamente da considerarsi remote e trascurabili, vistoche l’aeroporto di Comiso (Ragusa) verrebbe a trovarsi a poco più di 19chilometri dal MUOS e gli effetti per il traffico aereo del nuovo sistema ditelecomunicazioni satellitari sarebbero noti ai tecnici della Marina americanagià da alcuni anni”.
In un primo tempo, infatti, lastazione di telecomunicazione satellitare doveva essere realizzata nella grandebase aeronavale di Sigonella, alle porte di Catania. Poi però i militari Usadecisero di dirottare il MUOS a Niscemi date le risultanze di uno studio sull’impattodelle onde elettromagnetiche eseguito da due società statunitensi, la AGI – AnalyticalGraphics Inc. di Exton in Pennsylvania e la Maxim Systems con sede a San Diego,in California. I contractor elaborarono un modello di verifica degli alti rischidi irradiazione sui sistemi d’armi, munizioni, propellenti ed esplosivi, raccomandandocosì di non installare i trasmettitori in prossimità di velivoli dotati diarmamento e di trasferirli in una località alternativa.
“Il Presidente della Provincia di Ragusa ha incontratoa Palermo i rappresentanti dell’Aeronautica militare e dell’Assessoratoregionale alle infrastrutture, i quali, stando a dichiarazioni di stampa,avrebbero negato l’esistenza di interferenze tra il MUOS e l’aeroporto diComiso”, scrive l’on. Giambrone. “Il gruppo consiliare IdV alla Provincia diRagusa ha chiesto formalmente gli atti comprovanti la compatibilità tra lastazione di telecomunicazioni MUOS e lo scalo di Comiso ma, ad oggi, nessunatto è stato prodotto. La normativa comunitaria e nazionale sanciscono ilprincipio secondo cui l’interesse nazionale perseguito con la realizzazionedell’opera pubblica deve comunque essere compatibile con l’interesse pubblicoprevalente, costituito dalla tutela della salute e dell’ambiente. Qualiindagini intende porre in essere il Governo al fine di verificare l’effettivacompatibilità tra il MUOS e il funzionamento dell’aeroporto di Comiso?”.
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