In un sito in lingua inglese che tratta l’argomento degli investimenti più interessanti nel settore dell’energia, abbiamo trovato un recente articolo (1 Luglio) che riguarda il litio, l’elemento solo di ‘recente’ scoperto, nel 1817 da Johann Arfwedson mentre lavora in un laboratorio in Svezia, e ancora più di recente utilizzato per le batterie utilizzate nei cellulari e apparecchiature varie ma soprattutto nei veicoli elettrici per accumulare energia. Nel 1940 si era cominciato a utilizzarlo anche in medicina per curare i sintomi tradizionalmente etichettati come il ‘disturbo bipolare’ o ‘psicosi maniaco-depressiva’. Il litio è ancora uno degli elementi più comuni utilizzati per il trattamento di questi disturbi dell’umore. Alcuni ricercatori ritengono inoltre che sia stato utilizzato nel passato per scopi medicinali, ben 1800 anni fa. Insieme al suo ruolo nel settore farmaceutico, il litio viene utilizzato principalmente nelle batterie così come nell’industria del vetro e nella ceramica avendo la caratteristica di diminuire la temperatura di fusione del vetro.
Il litio può essere ritrovato in rocce ignee e acque di sorgente minerale oltre che depositato in bacini di raccolta naturali in salamoie di enormi estensioni. Cile, Argentina e Stati Uniti sono attualmente i tre maggiori produttori del metallo nel mondo, anche se attualmente si ritiene che la Bolivia abbia le più grandi riserve del mondo, secondo quanto riferisce la Royal Society of Chemistry.

Attualmente, l’elemento sta incontrando una elevata richiesta soprattutto nel campo delle batterie, quelle al litio sono più efficienti rispetto alle tradizionali al nichel-idruro di metallo, in tutti settori economici come l’industria automobilistica ed elettronica. Inoltre, questa forte domanda è soddisfatta da un’offerta limitata, il che significa investimenti in litio potrebbe avere un grande potenziale di profitto. A questo punto l’articolo propone due aziende estrattive che si interessano al litio. Una è la cilena  Sociedad Química y Minera e l’altra è la statunitense  Rockwood Holdings. La prima controllava il 31%  del mercato del litio e la sua capacità di produzione annuale era di 48.000 tonnellate nel 2012. La seconda ha investito 140 milioni di dollari in un nuovo impianto di carbonato di litio in Cile con l’intento di aumentare la sua capacità produttiva annua di 50.000 tonnellate entro la fine del 2013.

Aldilà dei consigli sugli investimenti migliori, che a noi interessano poco o nulla  per ovvie ragioni di scarsa o nulla consistenza economica da destinare a tal fine, questa informazione aggiornata sui quantitativi prodotti ci permette di ricavare alcuni numeri che, estrapolati, portano alla ipotetica consistenza di energia accumulabile con la disponibilità di litio odierna.

Fonte: http://mondoelettrico.blogspot.co.uk/2013/08/il-litio-e-lo-storage.html

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