orario_di_lavoroSiamo l’unico animale al mondo che ha bisogno di lavorare per sopravvivere.
Il lavoro non esiste in natura. A volte confondiamo funzioni fisiologiche (procacciarsi cibo) col lavoro, ma in realtà questo concetto lo ha inventato di sana pianta l’uomo creando qualcosa di estremamente deleterio per la nostra specie. Il lavoro è qualcosa di innaturale e inventato come la guerra, come la sigaretta, o la pena di morte.

Ci rassicurano che il mondo nel quale viviamo è il migliore dei mondi possibili, che non si può fare altrimenti e che se fosse stato possibile ci avrebbero già pensato altri in passato (politici, banche, associazioni, volontariato, ecc)
Dai professori, ai politici, alla tv, ai colleghi, tutti o quasi contribuiscono all’opera di convincimento: “non possiamo fare a meno di banche private, moneta privata, debito pubblico, armi, 8 ore lavorative, malattie, prestiti bancari, il latte per le ossa, la carne per i muscoli, riviste di gossip, ‘La prova del cuoco’, la borsetta di marca e rimborsi elettorali”.

478152_292736940860164_1645150769_oL’uomo di qualche milione di anni fa, prima della devastante deviazione trofica ed ecosistemica (dovuta alla prima glaciazione) non avrebbe saputo cosa farne di tutto ciò.
Ci avrebbe presi per pazzi schizofrenici.
Aveva tutto: salute perfetta, tempo, ecosistema adatto alla specie umana, cibo elettivo, felicità, libertà, contatto con la natura. Era libero e non avrebbe mai cambiato la sua vita con la nostra.
600539_656796834348346_502717364_n (1)Potessimo tornare a quei tempi con la tecnologia che abbiamo oggi avremmo molto più tempo per sviluppare la creatività, conoscere la natura, studiare il potenziale del corpo umano, viaggiare, amare, VIVERE.
Il lavoro come è inteso oggi cambierebbe i connotati.
Non chiederemmo più “Che lavoro fai?”, bensì “QUALI PASSIONI HAI?”
Non “lavoreremmo” per altri, ma CON gli altri
 (condivisione di conoscenze, applicazione di tecniche, aiuto reciproco disinteressato).
Ci riapproprieremmo della fiducia nel prossimo e non saremmo costretti a chiedere in prestito un mezzo di scambio come la moneta, che si basa proprio sulla fiducia.
Passeremmo dall’economia del “dEnarO” all’economia del dOnarE”.

La-gente-non-conosce-il-suo-vero-potereEppure oggi non riusciamo a fare a meno dei fabbisogni indotti che ci hanno reso schiavi.
Senza saperlo facciamo “volontariato di schiavitù” dipende solo da noi, ma spesso è solo la paura del cambiamento a frenarci.
Possiamo costruire un futuro solo conoscendo il nostro passato.
Allora si che abbracceremmo con gioia ed entusiasmo un ritorno alle origini.

Fonte: http://contiandrea.wordpress.com/2013/04/23/il-lavoro-schiavizza-luomo/

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