di  InformationGuerrilla 
lunedì 7 novembre 2011

C’era una volta l’alternanza bipolarista, era una situazione simile a quella di uno stadio di calcio.

Da una parte c’era una curva con il capo degli ultras che mandava i cori insultando l’altra che rispondeva con altri insulti. In mezzo c’era un popolo che guardava la partita, e un arbitro che ogni tanto fissava le regole. Il campo su cui si giocava, era lo stesso di quello di oggi.

Uguali le linee che ne delimitavano lo spazio, il liberismo come pensiero unico dominante, la fine del conflitto sociale come elemento positivo nell’affermazione dei diritti, il lento declino del welfare, la competitività giocata sui diritti dei lavoratori. Ogni 90 minuti l’arbitro fischiava la fine, prendeva la palla, e l’alzava in aria. Poi si votava, a volte si cambiava il colore delle magliette, ma i giocatori e lo schema rimanevano sempre lo stesso. Una noia, tant’è che molti spettatori delle tribune cominciavano a non pagare più il biglietto, standosene fuori dello stadio. Ad un certo punto l’arbitro è stato chiamato dall’altoparlante, ha interrotto il gioco ed è sceso negli spogliatoi dove ad attenderlo c’erano i creditori internazionali.

A quanto si è capito in una riunione ristretta, loro – le banche ed i padroni – hanno dato all’arbitro una letterina riservata nella quale c’era scritto che i mercati che mettono gli sponsor volevano che il gioco cambiasse le proprie regole. Certo, le linee sono rimaste sempre le stesse, anche se sono ancora più ristrette le strisce del patto di stabilità, i vincoli del fuori gioco, e la speculazione può entrare direttamente in campo senza chiedere il permesso a nessuno e decidere quando fare goal ai nostri conti pubblici.

Hanno inoltre imposto all’arbitro che le squadre devono avere una sola maglietta, che i 22 giocatori si uniscono in un solo nome, e che le due curve dello stadio devono mandare cori unici. Hanno chiamato questo schema tra il vecchio catenaccio e la zona di Sacchi, governo di transizione, ma il vero nome sarebbe governo unico delle banche.

La finalità è semplice, tutti uniti perchè il gioco continui e il biglietto, rincarato, lo pagheranno sempre gli stessi. Per chi sgarra, Maroni propone la tessera del manifestante e nessuno può permettersi di contestare. Tutto per avere credibilità ovviamente, non importa se per far questo i raccattapalle saranno ancora di più massacrati socialmente. Non conta se i massaggiatori andranno in pensione a 70 anni.

Da quanto inoltre hanno annunciato i giornali sportivi anche l’arbitro cambia, non più un arbitro nazionale votato dal popolo, ma tre arbitri e tre guardalinee per lato mandati rispettivamente dal Fondo Monetario Internazionale, dalla BCE e dalla Commissione Europea che vigileranno che tutto proceda come deve e fischieranno continuamente il rigore dei conti.

Una noia mortale sta diventando il calcio in Italia…

Fonte: http://bellaciao.org/it/spip.php?article30110

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