Bill Mitchell ci racconta la truffa sulla revisione dei conti di bilancio fatta dai Greci nel 2010, gli interessi che c’erano dietro, e cosa dovrebbe fare adesso un governo che voglia ricostruire il paese 
Il britannico Guardian ha riferito (6 febbraio 2012) – Incredulità per come i politici Greci ritardino l’accordo sul pacchetto di salvataggio da € 130 miliardi – che la signora Tedesca è sempre più “esasperata”. Che disagio.
A quanto pare, il fatto che il governo Greco deve impegnarsi a discutere, nel paese, prima di firmare ulteriori tagli estremamente dannosi, sta sconvolgendo il leader Tedesco. Lei ha affermato che “Il tempo è essenziale. Molto è in gioco per l’intera zona euro “. Probabilmente ha ragione. Più rapidi saranno gli ulteriori tagli, più veloce sarà l’uscita della Grecia dalla zona euro. Ma il disagio della Merkel non è niente in confronto a ciò che la popolazione Greca sta sentendo in questo momento.

L’Autorità Statistica Greca EL.STAT ha riferito che nell’ottobre 2011 il tasso di disoccupazione in Grecia era del 18,2 per cento, rispetto al 13,5 per cento nel mese di ottobre 2010 e al 17,5 per cento nel settembre 2011. E continuerà ad aumentare fino a quando il governo segue la Troika-line e impone la peggio austerità. Sembra che il governo Greco sia totalmente ossessionato dai rapporti fiscali, che sia totalmente neo-liberal-centric – e stia perdendo di vista la tragedia umana che sta causando. Il governo Greco deve dire alla Troika che la sua priorità è una caduta del tasso di disoccupazione – prendere o lasciare!
L’ultimo rapporto EL.STAT Labour Force publication (ottobre 2011) fornisce un confronto tra i principali aggregati della forza lavoro, da ottobre 2006 al 2011.
Qualche semplice calcolo rivela che l’economia Greca ha perso (in termini netti) circa 447 mila posti di lavoro (un calo del 10 per cento) dal 2006, mentre la disoccupazione ufficiale è salita del 138 per cento.
Se si tiene conto del calo di partecipazione dovuto all’aumento della componente inattiva della popolazione in età lavorativa, allora si può calcolare che oltre 99.514 disoccupati sono nascosti – scoraggiati dalla partecipazione attiva per la mancanza di crescita dei posti di lavoro.
Se si aggiunge questo dato ai disoccupati ufficiali (e si corregge di conseguenza la forza lavoro), allora il tasso implicito di disoccupazione nel mese di ottobre 2011 è stato del 19,8 per cento.
L’aggiunta dei lavoratori sottoccupati renderebbe la situazione ancora peggiore.
EL.STAT riferisce inoltre che nel 2006 il tasso di disoccupazione per i giovani di età 15-24 anni era del 22,6 per cento e per i 25-34 anni del 10,7 per cento. A ottobre 2011, questi tassi sono saliti al 45,5 per cento e 25,3 per cento, rispettivamente.
Questo è il futuro della nazione, che giace inattiva.
Ma i leaders politici (presunti Socialisti addirittura) che hanno supervisionato il tragico declino avevano la mente altrove, o almeno così sembra.
E’ girata una storia in Grecia nel corso degli ultimi mesi (grazie Vassilis) su come l’Eurostat e i funzionari EL.STAT, sotto l’influenza di politici governativi di alto livello, sono riusciti a sovrastimare il dato del disavanzo di bilancio 2009 in modo da poter più facilmente imporre sulla popolazione il duro programma di austerità richiesto dalla Troika (UE, BCE e FMI). Un programma che sta dietro il rapido deterioramento del mercato del lavoro.
Nel settembre 2011, il giornale Greco in lingua Inglese Ekathimerini ha pubblicato una storia (19 settembre 2011) – Prosecutor to probe ex-statisticians’ claims – in cui si riferisce di una denuncia da parte di un ex dipendente della Hellenic Statistical Authority (ELSTAT ) “secondo cui il deficit della Grecia per il 2009 è stato artificiosamente gonfiato, in modo che il paese potesse beneficiare di un piano di salvataggio “.
Il deficit del bilancio Greco 2009 è stato rivisto nel novembre 2010, dal 13,6 per cento al 15,4 per cento del PIL, cosa che ha cambiato la dinamica della crisi Euro. La revisione ha accelerato le mosse da parte dell’UE per un piano di salvataggio e della BCE per isolare il governo Greco dai mercati obbligazionari privati.
Le accuse sulle false revisioni sono state fatte da Zoe Georganta , professore di Applied Econometrics e produttività presso l’Università di Macedonia in Grecia.
Zoe Georganta ha sostenuto che:
“Elstat intenzionalmente, e dopo essere stata sottoposta a pressione da parte di Eurostat, ha gonfiato il deficit 2009, rivedendolo da circa il 12-13 per cento al 15,4 per cento … al fine di giustificare l’adozione di ulteriori e più severe misure fiscali in Grecia … la revisione al rialzo è stata resa possibile includendo le spese dei servizi pubblici nella spesa generale delle amministrazioni pubbliche … Questo metodo è in conflitto con le pratiche di Eurostat … Il deficit 2009 è stato artificiosamente gonfiato per dimostrare che il paese aveva il più grande deficit fiscale in tutta Europa, anche superiore a quello dell’Irlanda, che era del 14 per cento.”
Le sue accuse sono stati sostenute dall’ex vice-presidente EL.STAT, che ha a suo carico accuse penali per violazione della protezione dei dati personali”.
Il 27 settembre 2011 un’ulteriore storia – Former EL.STAT board member testifies in 2009 deficit furor – riporta che:
“Zoe Georganta … ha testimoniato per sei ore davanti a due pubblici ministeri nell’ambito di un’inchiesta sulle accuse che il deficit pubblico della Grecia per il 2009 è stato volutamente gonfiato …per l’insistenza della Germania di voler attuare le rigide misure di austerità..”
Si può leggere tanti altri particolari su questa vicenda nel pezzo di Bill Mitchell, ma andiamo direttamente alle osservazioni sul significato di questa storia.

Ma tutto questo è una distrazione dal problema principale. Perché il sistema politico Greco è stato così disposto a piegarsi ai desideri di Merkozy (principalmente “Mer”) e infliggere dure misure economiche sulla sua gente?
Più recentemente (21 gennaio 2012) questo articolo – So, what is the real truth about the Greek catastrophe? – apre una nuova prospettiva sullo scandalo della revisione del bilancio.

Il rapporto chiede “quanto sono precise e accurate” le storie che la Grecia sistematicamente truffa l'”Europa:
… “ falsificando la sua performance economica al fine di godere dei benefici di appartenenza a un club di privilegiati, a spese dei suoi partners e dell’euro.”
Il rapporto rileva che, come la crisi andava avanti, le previsioni di disavanzo e i dati preliminari comunicati da “la maggior parte dei governi Europei erano inesatti … per esempio … la Gran Bretagna aveva previsto un deficit del 8,2% che alla fine ha raggiunto l’11,4%, i Paesi Bassi avevano previsto un avanzo del 1,2% che si è rivelato un deficit del 5,4%, e il Portogallo aveva previsto un deficit del 3,9% che è salito al 9,3% “.
Inoltre, il FMI formula continuamente previsioni prive di senso. Si prega di leggere il mio blog – IMF – the height of hypocrisy but still wrong as usual – per una discussione su questo punto.
Ho notato nel blog che il FMI ha una lunga storia di previsioni di crescita eccessivamente ottimistiche in momenti in cui forza i governi nazionali a imporre l’austerità fiscale. Ma succede anche l’opposto, con una stima di crescita tipicamente prudente quando i governi stanno introducendo pacchetti di stimolo fiscale, stime che vengono sottovalutate per rinforzare i modelli che negano la forza della politica fiscale (ed i relativi moltiplicatori).
Questa è la parzialità tipica dei loro modelli macroeconomici, quella di minimizzare il ruolo dei disavanzi pubblici e dare eccessivo peso ad effetti di tipo ricardiano rispetto alla spesa del settore privato.
Gli errori vengono distorti sistematicamente, piuttosto che in modo casuale.
Così il rapporto si chiede perché è stato individuata proprio la Grecia e messa sotto esame?
“… E’ stata solo la Grecia ad essere accusata di aver falsificato i suoi dati e di essere inaffidabile. E dal suo stesso governo! Ci si chiede cosa abbia causato questa improvvisa e precipitosa autocritica.”
C’è un interessante (recente) racconto storico di come l’attuale governo Greco è salito al potere nel 2009. I socialisti hanno sostenuto al momento della elezione che vi era “denaro” e il progetto di bilancio per il 2010 “includeva tutta una serie di stanziamenti, come l’aumento dei salari e delle pensioni, aumenti di spesa pubblica, un fondo di solidarietà e l’impegno di non imporre ulteriori tasse “.
Il governo deposto (sotto Kostas Karamanlis, marzo 2009) “, aveva avvertito che la crisi internazionale, e il debito eccessivo del paese, poneva gravi minacce, e aveva fatto un futile tentativo di raggiungere un consenso su tagli di spesa e contenimento dei partiti e dei sindacati “.
Ha indetto le elezioni in modo che i tagli del nuovo governo originassero da un mandato dal popolo. Il rapporto afferma che il governo attuale si era opposto alla strategia di austerità, come stratagemma per guadagnare voti. Il neo-eletto governo in diverse occasioni si era opposto ai tagli alla spesa proposti, dicendo che “ci dovrebbero essere aumenti di spesa invece di tagli”.
La domanda interessante da porre è:
Perché la Grecia è stata accusata di falso, corruzione e tutto il resto dal suo stesso governo?
La risposta è che “pur essendo informato sulla situazione prima delle elezioni, sia dai funzionari Greci che dagli stranieri, aveva creato aspettative e promesse, aveva offerto cose che non poteva garantire”.
Il problema è che, facendo le revisioni, il neoeletto governo Greco ha pensato semplicemente di consolidare il suo potere, di “dare la colpa al suo predecessore, e far sembrare la ripresa economica più impressionante”.
Ma è qui che la storia è andata a monte. Il governo “socialista” era infestato di pensiero neo-liberale, e chiaramente era allettato ad accettare il sogno di Ricardo che l’austerità fiscale avrebbe provocato un aumento di spesa del settore privato e una ripresa della crescita.
Poi, annunciando che il deficit era in realtà peggiore di quanto si pensasse, è chiaro a tutti (tranne che agli ideologi neo-liberali) che gli stabilizzatori automatici erano vivi e vegeti, e avrebbero provocato il caos dell’economia greca – come aveva previsto chi sa come funziona la macroeconomia .
Potrebbe essergli sfuggito che l’austerità fiscale stava causando un peggioramento dei loro obiettivi principali invece che un miglioramento. Ma questo era del tutto prevedibile.
Ciò dimostra che è sciocco concentrarsi su questi dati finanziari (anche per una nazione UEM), piuttosto che sui risultati dell’economia reale, che, per inciso, guidano questi rapporti finanziari.
E poi, come il rapporto sottolinea, il governo:
… Non è riuscito a prevedere l’impatto che i nuovi dati, e le sue accuse, avrebbero avuto sui mercati finanziari mondiali, la loro reazione, e il disastro che avrebbe provocato per la Grecia e l’UE.
Conclusioni
Ora vi è un coro crescente (di cui parlerò più avanti in settimana) che chiede una strategia di crescita per sostituire il programma di austerità che viene inflitto alla Grecia e altrove in Europa.
Questo dovrebbe essere l’obiettivo principale del governo Greco.
Ci sono le elezioni nazionali nel mese di aprile in Grecia, ed è ormai chiaro che i partiti dell’opposizione stanno cercando (come riporta il britannico Guardian) “di dissociarsi dalle riforme, sempre più viste come controproducenti”.
Speriamo che il processo politico produca un percorso alternativo al default, rifugga l’austerità e cominci a ricostruire l’economia Greca. Ogni strada che il paese si trova davanti al momento è dolorosa. Ma meglio restaurare la sovranità monetaria che condannare la nazione ad un’austerità più o meno permanente.
Questa alternativa lascerebbe una parte significativa (attualmente circa il 50 per cento) dei giovani Greci, senza alcuna speranza.
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