Il gigante del tabacco Philip Morris è stata la compagnia che nell’ultimo anno ha investito maggiormente in lobbying a livello europeo.

La Philip Morris ha speso circa 5.25 milioni di euro, superando la compagnia petrolifera ExxonMobil, la quale ha investito 5 milioni di euro.

La Philip Morris ha aumentato le proprie spese nelle attività di lobbying di 1,25 milioni di euro nel 2012 durante il periodo di discussione della nuova Direttiva Europea sui prodotti del tabacco.

Parlamentari europei e attivisti per la trasparenza hanno criticato la Commissione Europea per aver implementato le regole di trasparenza riguardo i contatti tra i decisori pubblici e l’industria del tabacco.
Il Difensore Civico europeo ha avviato un’investigazione riservata, secondo quanto riportato, riguardo gli incontri tra i funzionari europei e l’industria del tabacco. Questo ha portato, nell’ottobre del 2012, il Commissario europeo per la salute John Dalli ad essere invitato a rassegnare le dimissioni in seguito ad un “trattativa” illecita con la Swedish Match, per cui avrebbe dovuto influenzare le revisioni della direttiva sul tabacco.

Dati assunti dal Registro europeo per la trasparenza

I dati sono desunti dal Registro europeo per la trasparenza che però, come sostiene LobbyFacts si tratta di un registro inaffidabile poiché i dati vengono inseriti volontariamente dagli iscritti. Basti pensare che colossi come Goldman Sachs e Time Warner non sono iscritti a registro. “Quello che si vede è solo la punta dell’iceberg”, sostiene Natacha Cingotti di Friends of the Earth Europe.

L’attuale registro riguarda la Commissione europea e il Parlamento Europeo, ma non il Consiglio europeo. Il neo eletto Presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker ha fissato come priorità del nuovo esecutivo l’istituzione di un registro obbligatorio riguardante tutte e tre le Istituzioni europee.

 

Avvocati, lobbisti e associazioni di imprenditori

LobbyFacts ha pubblicato online un database che per rendere note le spese sostenute in attività di lobbying a Bruxelles.

Queste cinque società di consulenza hanno un volume di affari maggiore di 60 milioni di euro all’anno, e 130 lobbisti accreditati.

D’altra parte vi sono anche le associazioni di categoria che, solo considerando le prime dieci per dimensioni, spendono circa 52 milioni di euro all’anno in lobbying.

Oltre questi attori vi sono anche alcuni importanti studi legali che svolgono attività di rappresentanza a Bruxelles, dove i cinque principali hanno un giro di affari di 25,5 milioni di euro.

Fonte: http://www.euractiv.com/sections/public-affairs/philip-morris-tops-ngos-lobbying-spending-table-308820

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