Da oltrelacoltre

di Gianni Tirelli

“Il Sistema Bestia non si è auto/generato, ma è cresciuto e si è sviluppato fino
a questo punto, perché sistematicamente e metodicamente alimentato dall’insensatezza complice dei nostri comportamenti individuali e quotidiani”

L’occupazione è in calo, la disoccupazione in crescita! Non fa una piega! Le macchine, la tecnologia e la robotica hanno sostituito la manualità e l’uomo è a spasso! E’ una realtà che conosciamo e denunciamo da almeno 50 anni, tanto più che anche un cretino analfabeta riesce a capire (a rigor di logica) che, se il lavoro di un singolo viene delegato ad una macchina, il singolo perde l’occupazione.
Inoltre la meccanicizzazione ha drasticamente azzerato la qualità dei beni prodotti e della nostra vita, sommergendoci di scarti industriali, scorie e rifiuti tossici di ogni genere.
Pertanto, la sola via di uscita a una tale sciagura planetaria, sta nell’ammucchiare tutte queste macchine e marchingegni infernali, dentro un’immensa discarica: cospargere il tutto di benzina e dare fuoco. Altro che laurea, master, stages e specializzazioni della minchia! Solo una perdita di tempo e di denaro!

Qui se non ci tiriamo su le maniche dando fondo alle nostre ultime risorse, fisiche e morali, e cominciare a capire che, solo il lavoro della terra, la fatica fisica e la manualità più in generale, sono gli strumenti in grado di restituirci la dignità perduta e quella da sempre agognata occupazione a tempo indeterminato, se non capiamo questo, siamo fottuti per sempre.
Dobbiamo tornare ad essere api e formiche e non parassiti e termiti!
Se alla funzione delle api di produrre miele e affini, fosse sostituita da una macchina e composti chimici, in breve tempo le stesse, si estinguerebbero. Questo è ciò che sta accadendo all’uomo cazzone di questo secolo devastato dalla barbarie e dalla sua stupidità.
Il problema dell’occupazione, dunque, si risolve solo tornando a lavorare la terra, a bonificare i territori e le acque contaminati/e dal programma di sterminio messo in atto dall’Industrialesimo pagano e idolatra.

Noto con piacere che in molti, si stanno organizzando in questo senso, nel privilegiare l’acquisto, di appezzamenti di terra ai titoli di stato e monnezza finanziaria.
La terra non tradisce mai e il suo valore è sempre in crescita – la terra è passione, emozione e salute – la terra è amore e libidine, solidarietà e vera cultura!

Quando, oggi, sento ancora parlare di sviluppo e di crescita, come i soli strumenti idonei per combattere la crisi del capitalismo, mi si rizzano quei quattro capelli che ancora mi sono rimasti in testa e, ancora di più, prendo coscienza di quanto, le conquiste di questo secolo, siano state nefaste per tutta l’umanità. Il futuro, diversamente, è nella Decrescita: una riduzione pragmatica e controllata dell’attività economica industriale e tecnologica fino al suo azzeramento.

Se dunque, al risparmio famigliare corrisponde un aumento della disoccupazione, è anche vero (l’altra faccia della medaglia) che si riduce drasticamente il carico di spazzatura, di rifiuti, scorie e l’inquinamento più in generale – Ergo, un netto ridimensionamento dei trasporti e del caos metropolitano prodotto dalla congestione del traffico.
Deprimendo in maniera significativa i consumi, gli sponsor batteranno in ritirata dai nostri schermi al plasma e, le nostre città, imbrattate e disonorate da decenni dalla pestilenziale pubblicità, si riapproprieranno della dignità perduta, per cominciare a respirare.
La televisione commerciale imploderà dentro un boato sordo, sommergendo sotto le sue macerie, un mondo fatto di vergogna, menzogna, solitudine e paura. Inoltre, tutta quella montagna di bisogni effimeri, dipendenze e insane abitudini che, un tempo, andavano ad ingrassare il PIL, spariranno come per incanto, dentro l’oblio di un tempo che fu. Discariche e inceneritori e tutto l’indotto, saranno per la nostra nuova società, l’ultimo dei problemi.
Le oggettive priorità, si sposteranno sui beni essenziali, duraturi e di prima necessità dentro una quotidianità fatta di artigianato, manualità, tradizione e responsabile creatività.

E’ arrivato il momento di sporcarci le mani di terra – unica, vera, sola e inesauribile ricchezza.
Nel movimento fisico, possiamo ritrovare la salute, la qualità della vita e quell’energia primitiva, in grado di restituirci, autonomia, coraggio e passione. Comprenderemo il senso della nostra esistenza, il valore della preghiera e la necessità della morte.
Presto, ogni disturbo del sistema nervoso (ansie, angosce, attacchi di panico, depressione ed affini) scomparirà come per incanto e, la misura, il buon senso, l’umiltà e la ragionevolezza, ritorneranno dentro il nostro cuore per rigenerare la consapevolezza perduta.
L’etica, riacquisterà la sua forza primordiale e, come un tempo, governerà su tutte le cose perché, più nessuno e niente, possano ancora destabilizzare l’equilibrio e l’armonia del Mistero Infinito. O terra o schiavitù.

Il Sistema, così come lo conosciamo oggi, non avrebbe mai visto la luce senza l’apporto, l’appoggio incondizionato e la complicità attiva, di centinaia di milioni di individui nel mondo pronti a prostituire i loro principi e sperperare i loro guadagni sull’onda di promesse di libertà e di benessere, gridate da qualche rampante e improvvisato affabulatore telematico.
Il Sistema dunque non si è auto/generato ma è cresciuto e si è sviluppato fino
a questo punto, perché sistematicamente e metodicamente alimentato dall’insensatezza complice dei nostri comportamenti individuali e quotidiani.
E’ questa la cruda e sconcertante realtà – risultato di un liberismo tiranno e senza regole, che attraverso un meccanismo perverso, improntato al consumo indotto e sistematico di beni illusori, consolida il suo potere e guarda al risparmio dei cittadini, come ad una sciagura planetaria e al pari di un’eresia.

Per tutti questi motivi, “la disperazione più grande che possa impadronirsi di una società, è il dubbio che vivere onestamente sia inutile. C.A.

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