Un fatto accaduto il 4 luglio scorso non ha avuto alcuna risonanza sui media, e ciò proprio perché la notizia avrebbe potuto contribuire a spiegare parecchie cose anche su quanto sta avvenendo in questi giorni in Italia. In quella data il governo greco ha inviato all’attuale direttore del Fondo Monetario Internazionale, Lagarde, una lettera in cui si impegna a realizzare quanto già sottoscritto il 2 maggio dello scorso anno nei confronti dello stesso FMI, all’atto di ricevere il prestito vincolato al programma di presunto “risanamento” del debito pubblico greco.

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Nella lettera il governo greco non si limita a rinnovare gli impegni, ma allega un memorandum in cui illustra scadenze e strumenti per realizzarli. Il punto saliente della lettera riguarda, manco a dirlo, le privatizzazioni.
Nel testo viene ricordato che il Parlamento greco ha già approvato un dettagliato piano di privatizzazioni con scadenze precise, ed allo scopo è stata istituita un’apposita agenzia. Nel memorandum viene però spiegato anche come queste privatizzazioni saranno materialmente realizzate, cioè attraverso un Fondo finanziato dallo Stato!


Il Fondo per le privatizzazioni sarà infatti sovvenzionato dal Ministero delle Finanze greco, che versa immediatamente una quota iniziale di trenta milioni di euro, da aumentare poi in base alle esigenze. Il testo della lettera e del memorandum del governo greco sono reperibili sul sito del Fondo Monetario Internazionale, che deve costituire il luogo più segreto del mondo, dato che nessun giornalista dei media ufficiali riesce mai a consultarlo.(1)

Quindi lo Stato greco non solo non incassa nulla per le privatizzazioni, dato che nessun privato è lì pronto a sborsare le cifre necessarie; ma, al contrario, il Ministero delle Finanze si impegna a fornire ai privati i mezzi per appropriarsi di beni pubblici che altrimenti questi privati non potrebbero comprare. Le privatizzazioni vengono giustificate in nome dell’esigenza di ridurre le spese dello Stato, ma intanto lo Stato viene costretto a finanziare i privati in nome di una del tutto ipotetica remunerazione futura. Insomma, il solito assistenzialismo per ricchi.

E cosa si privatizza? Di tutto. Dalle quote azionarie detenute dallo Stato, sino ai beni immobili del Demanio pubblico. Se si voleva una prova documentale che l’emergenza del debito pubblico costituisce soltanto un pretesto per privatizzare scaricando i costi sulla spesa pubblica, questa prova è reperibile sul sito del FMI.
Nel memorandum del governo greco si può consultare un elenco puntiglioso degli articoli di spesa pubblica da salassare per reperire le risorse finanziare necessarie a pagare le privatizzazioni. Tra i settori da spremere non mancano, ovviamente, le pensioni ed il Pubblico Impiego; ciò in base alle vere regole del sedicente “Libero Mercato”, che consistono nel costringere i poveri a versare l’elemosina ai ricchi.

Vista l’entità della rapina ai danni del popolo greco, non c’è da stupirsi che, come le altre bande di rapinatori, anche i vertici del FMI si siano messi a litigare per la spartizione del bottino. Lo scontro interno al FMI, tra la fazione USA e quella europea, per ora ha messo fuori gioco nientemeno che il boss supremo, il francese Strauss Kahn, che è stato bersaglio di uno scandalo/messinscena piuttosto improbabile, rispetto alla quale i suoi avvocati hanno avuto la capacità di opporre una versione difensiva dei fatti ancora più assurda, tanto da riuscire a commuovere la corte e indurla a liberare lo stesso Strauss Kahn. O, forse, sono stati i titoli massonici del francese a riequilibrare la bilancia della giustizia.(2)

In questa situazione di rapina istituzionalizzata, c’è almeno di positivo che in Grecia l’opposizione sociale dimostra di avere chiari i punti di riferimento ed i veri nemici. Mentre in Italia ancora ci si balocca con bersagli-fantoccio come la “Casta”, gli oppositori greci hanno invece chiaramente individuato il FMI come l’aggressore coloniale da cui difendersi. Da questo punto di vista, la memoria storica dei Greci è ancora viva, e molte ferite del colonialismo sono ancora aperte. Dal 1945 al 1949 la Grecia è stata sottoposta ad una aggressione/occupazione militare da parte delle truppe britanniche, con il pretesto di una presunta insurrezione comunista.
Di fatto Stalin non appoggiò la resistenza greca; anzi, dal 1948 le fece mancare anche il retroterra e gli aiuti che potevano provenire dai Paesi socialisti confinanti. Nel 1967 la Grecia ancora subì un colpo di Stato, quella volta organizzato dalla NATO, un putsch passato alla Storia come colpo di Stato dei “Colonnelli”; e la giunta militare cadde solo a causa di un conflitto intermo alla stessa NATO: una guerra contro la Turchia per Cipro.

Costituisce un scoperta dell’acqua calda rilevare che la NATO ed il FMI sono facce della stessa medaglia. Alcuni dicono che il FMI è il braccio finanziario della NATO; altri, considerando che la istituzione del FMI risulta di cinque anni antecedente a quella della NATO, affermano invece che è la NATO a costituire il braccio armato del FMI. Comunque sia, la NATO ed il FMI costituiscono distinti aspetti istituzionali della stessa cordata affaristico-criminale, come risulta platealmente dal caso Kosovo, uno staterello mafioso generato dalle bombe NATO ed immediatamente adottato dal FMI.(3)

Le organizzazioni internazionali agiscono in effetti come un unico potere e, di fatto, confondono e sovrappongono le loro funzioni. Ad esempio, è la documentazione reperibile sul sito del FMI a farci sapere che persino l’Organizzazione Mondiale per il Commercio (acronimo inglese: WTO) non è altro che un’emanazione dello stesso FMI. Gli accordi del WTO prevedono infatti la consultazione obbligatoria con il FMI per ogni aspetto che riguardi bilance dei pagamenti e riserve finanziarie, cioè praticamente per tutto.(4)

(1) http://translate.google.it/translate?hl=it&sl=en&u=http://www.imf.org/External/NP/LOI/2011/GRC/070411.pdf&ei=hBUjTq7BOo2l-gbmuuShAw&sa=X&oi=translate&ct=result&resnum=2&sqi=2&ved=0CCMQ7gEwAQ&prev=/searc
(2) http://archiviostorico.corriere.it/1997/giugno/04/Strauss_Kahn_prof_seduttore_odiato_co_0_97060411100.shtml
(3) http://translate.google.it/translate?hl=it&sl=en&u=http://www.imf.org/external/country/uvk/
(4) http://translate.google.it/translate?hl=it&sl=en&u=http://www.imf.org/external/np/exr/facts/imfwto.htm&ei=MckhTuafNcfqOZ

Pubblicato da Voci dalla Strada

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