Da STAMPA LIBERA di Jacopo Castellini

La decisione del governo di eliminare le province con meno di 300mila abitanti e i comuni minori ha generato molto scontento tra la popolazione delle realtà in questione, soprattutto quelle montane. Onde l’aggiustamento legislativo che ha permesso, in extremis, di salvare le province di Belluno e Sondrio… lasciandole però prive dei fondi necessari per restare in vita! Per questo Bossi e Calderoli hanno trovato delle inaspettate contestazioni a Calalzo di Cadore (Bl), terra loro elettrice: come si può strombazzare il “federalismo” per anni e poi…cancellare con un colpo di spugna delle realtà storiche, abolire gli enti locali che del federalismo sono invece i mattoni costitutivi? Quello che forse molti bellunesi (e gli italiani) non sanno è che...il federalismo esiste già! Eppure da anni la sua realizzazione appare chimericamente nei programmi elettorali di tutti i partiti politici ed era lo slogan dell’attuale maggioranza. “Votateci e vi daremo il federalismo!“, in quanti ci sono cascati? E se vi dicessi che dal 1989 il federalismo è legge dello stato, ma non è stato mai applicato? Si chiama Convenzione Europea relativa alla Carta Europea dell’Autonomia Localee disciplina i rapporti tra Stato ed Enti Locali (Regioni, Province, Comuni, Città Metropolitane, Comunità montane), garantendo a questi: corretto equilibrio tra stanziamenti monetari e competenze assegnate, autonomia organizzativa, autonomia decisionale entro le proprie competenze e molto altro. Lo Stato non può imporre un’opera pubblica, ma solo stanziare i fondi ad essa destinati, previo consenso della comunità; non può tagliare i consiglieri comunali o provinciali; non può abolire gli enti locali, nè modificarne l’estensione territoriale; non può imporre loro un aumento dell’imposizione fiscale a danno dei cittadini su servizi di competenza locale, ecc. Insomma, da anni viene promessa la realizzazione di ciò che esiste già! Ma non è tutto. I veneti avrebbero maggior ragione di sentirsi presi in giro, se sapessero di essere una Regione Autonoma, ma…solo sulla carta. L’Articolo I dello Statuto della Regione del Veneto, infatti, dice esplicitamente

“Il Veneto è Regione autonoma, nell’unità della Repubblica italiana”.

Poi ancora, Articolo 2:

“L’autogoverno del popolo veneto si attua in forme rispondenti alle caratteristiche e tradizioni della sua storia”.

Lo Statuto è stato approvato con la Legge Costituzionale n°340/1971 ed è a tutti gli effetti legge dello Stato. Se applicato, permetterebbe alle province venete di godere della stessa autonomia di Trento e Bolzano. Eppure, i veneti hanno conferito credibilità politica a chi ha promesso loro solo una piccola parte di ciò che invece spetta loro di diritto in base alla legge! Ovviamente, i ministri citati in apertura non ammetteranno mai di aver preso in giro per anni i loro elettori e di non aver mai avuto alcuna intenzione di realizzare quanto promesso. Se le attuali leggi fossero state applicate, nessuno li avrebbe eletti…ma il federalismo sarebbe già realtà da decenni! Per quanto tempo continueremo a dare credito a chi ci promette briciole, rinunciando al tesoro di fronte ai nostri occhi? Fino al giorno in cui ci accorgeremo di essere Re di noi stessi e non delegheremo più ad altri la responsabilità della nostra vita…

Convenzione Europea relativa alla Carta Europea dell’Autonomia Locale: http://venetie.in/?page_id=39

Legge Costituzionale n°340/1971: http://www.issirfa.cnr.it/5007,46.html

Per tutti i riferimenti legislativi, rimando al sito di Loris Palmerini, indipendentista veneto che da anni promuove queste informazioni, da lui reperite attraverso un encomiabile lavoro di documentazione giuridica:http://www.palmerini.net/blog/

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