Presentato il dossier Bio in Cifre, che si riferisce all’anno 2012 e verrà presentato al Sana di Bologna, il biologico continua ad espandersi senza segni di flessione, crescono le aziende e gli ettari. Una delle poche certezze di lavoro nel made in italy

Il biologico tra le poche certezze della nostra economia

Il biologico, garanzia di sicurezza per i cittadini sulla qualità del cibo, rimane uno dei settori anticrisi. Lo possiamo affermare alla luce le ultime rilevazioni di Sinab Italia, il Sistema di Informazione Nazionale sull’Agricoltura Biologica realizzato dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali insieme alle Regioni.
Secondo l’anticipazione di questo rapporto, Bio in Cifre, che si riferisce all’anno 2012 e verrà presentato al Sana di Bologna, il biologico continua ad espandersi senza segni di flessione, connotandosi come uno dei motivi di orgoglio del made in italy. Gli operatori biologici certificati in Italia sfiorano ormai la quota 50 mila (sono 49.709), con una maggioranza di produttori agricoli, ma con numeri interessanti anche di preparatori, imprese di commercializzazione e importatori, che completano la filiera delle produzioni biologiche. Rispetto all’anno precedente si rileva un aumento complessivo del numero di operatori di quasi il 3 per cento (erano 48.269): indubbiamente un segnale di fiducia per l’eccellenza produttiva dell’agricoltura italiana.
Dopo un periodo di stagnazione nel 2011, in cui c’era stata una leggera flessione (-1,5%), torna ad aumentare anche la superficie coltivata secondo i protocolli bio, con un aumento complessivo, rispetto all’anno precedente, del 6,4%. Anche sul fronte dei consumi i dati rilevati dal Panel famiglie Ismea/Gfk-Eurisko, nel primo quadrimestre 2013, a fronte di una contrazione di tutto l’agroalimentare, dimostrano una spesa biologica ancora in espansione con addirittura un incremento dell’8,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Insomma il settore biologico sembra non risentire della crisi, probabilmente grazie alla crescente sensibilità del consumatore verso la protezione della propria salute e il rispetto per l’ambiente.
“Nel quadro generale dell’economia agricola e agroalimentare del Paese il biologico è un’opportunità concreta per la ripresa, per l’occupazione, per l’imprenditoria giovanile e per l’internazionalizzazione” ha commentato il presidente di FederBio Paolo Carnemolla. Come in passato, al nord del paese si registra l’incidenza maggiore sui consumi, con un peso delle vendite pari al 71%. Ma sul piano occupazionale i prodotti da agricoltura biologica sembrano dare respiro ad ogni area geografica, se il numero più elevato di aziende si concentrano in Emilia Romagna, Lombardia e Veneto, Sicilia e Calabria possono vantare la maggiore presenza di aziende agricole biologiche.

di Dario Scacciavento
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