…di cosa parleranno i media domani? L’evento di Ventotene è passato come passa una loffia. Senza lasciare una traccia da utilizzare nei prossimi giorni  per la chiacchiera e il tormentone estivo.

La cosa più divertente  – bisogna contentarsi –  è stata vedere le facce di circostanza di Hollande e Merkel portati da Renzi davanti al cenotafio di Altiero Spinelli.  Nella supposizione che i tre “Esuli Antifascisti” fossero universalmente noti e altissimamente stimati  anche fuori dai confini. Ossia: si crede che un ‘culto’ artificiale, creato dal sistema di potere parassitario oggi vigente   e imposto alle scolaresche italiche  a forza  di 70 anni  di lezioni  e “25 Aprile” e Giornate della Memoria, avesse  vita propria e  concreta e fosse condiviso “in Europa”  come atto fondativo  della medesima.

S’è visto che quei due –   che vengono da storie diverse,  uno dal Grand Orient, l’altra dalla STASI – non ne sapevano niente. Ho tenerezza per Renzi, anzitutto sapendo che quando quelli del suo partito lo rovesceranno ci  metteranno sul gobbo uno peggiore, e poi anche perché  – in fondo – ci sta provando, a ridare vita alla cosiddetta “Europa” del “sogno”, del “Manifesto di Ventotene”.  Avremmo voluto poterlo avvertire, il poveretto: il Culto degli Esuli Antifascisti  Confinati è una cosa tutta vostra, ha vigenza solo nelle celebrazioni ufficiale dei partiti nati nel ’45 ed ora in deliquescenza ed auto-eliminazione.  La maggioranza degli italiani manco conosce la vicenda dei confinati; quelli che lo sanno, sopportano il culto ufficiale come parte della lagna nelle Giornate della Liberazione, annualmente ripetute.  Il pianto sulla sciagura dei tre (due dei quali ebrei, tre comunisti) perché confinati a Ventotene non può essere che cerimoniale:  tutti noi vorremmo soffrire sotto un regime che ci sbatte a Ventotene, invece che alle Solovki nel GuLag. “Vi siete portati le pinne e la maschera, Colorni, Rossi e Spinelli?”. Si vedeva benissimo che la Merkel ci pensava: avessi un po’ di tempo, mi ci farei una luna di miele.  Con la mia Fraulein.  

Siamo qui   di fronte al caso estremo di un regime depassé che crede alla propria propaganda. Sintomo terminale.  Il regime che il povero  Renzi  è stato messo a rappresentare non solo non si accorge che la sua propaganda non ha più corso nello Stato come una moneta falsa,  ma è convinto che essa sia  vigente a Berlino o Parigi. Che il Culto di Ventotene dica qualcosa, che so, a Juncker,  che illumini di fattiva intelligenza la faccia di Jens Weidman, che sostenga di viva fede europeista la Erasmus Generation che (si sa) “coniuga   studio e divertimento”.

 

E’ un caso brutto, quando un regime crede  alla propria propaganda; se poi la crede universale proprio quando è locale e provinciale e inoltre fuori moda e  inesportabile,  è un caso pietoso. Non solo di un regime costretto a vivere nella menzogna (come disse Solgenitsin) e quindi impossibilitato a portare reali soluzioni ai problemi in cui si è irretito da sé; ma la dimostrazione patente dell’assenza di  una minima idea di “destino comune”.  Il povero Renzi ci ha provato, gliene do atto;  ammiro perfino la sua ambizione: purtroppo, non ha la menoma legittimità per  fare quel che avrebbe voluto fare. Non ce  l’ha presso il popolo italiota; figurarsi se gliela riconoscono i due marpioni-statisti, anche loro  in grave crisi di astinenza di legittimità presso i loro popoli. Juncker è giunto a  inveire contro i confini nazionali, “la peggior sciagura dell’Europa”: ecco un altro che ha capito tutto.

Nell’insieme, i tre hanno dovuto pronunciare menzogne che tutti sanno essere tali: la questione immigrati,  il rilancio dell’economia, la  difesa comune.  La “flessibilità”, ha piatito Renzi (poveretto).

La “lotta al terrorismo islamico”,  per esempio, senza dire che esso è  la diretta conseguenza delle  guerre e delle sovversioni che hanno portato alla distruzione di interi stati nell’area  islamica;  sovversioni americane a cui    come “europei” abbiamo partecipato senza un’obiezione.  Alcuni giornali tedeschi  rimproverano alla Merkel di  continuare a definire quella in Siria una “guerra civile”  fra il regime oppressore e una opposizione  legittima, laddove invece sono ormai a battersi decine di migliaia di mercenari pagati, stranieri  armati dagli Usa. Direte: che cosa c’entra con l’Europa? C’entra: un’Europa che continua avivere nella menzogna non rinascerà mai. C’entra anche  nel senso che la UE mantiene contro la Siria e il suo governo,  un durissimo embargo:  gli europei invitati a commuoversi per “i bambini sotto i bombardamenti di Aleppo”  non vedono i bambini siriani che muoiono perché il paese non può comprare medicinali e alimenti. Questo per dire: la UE di Renzi, della Mogherini e dell’Hollande è una entità malvagia che compie cattive azioni, non è innocente.

E non ha letto nemmeno tutto il manifesto di Spinelli, che a un certo punto detta: “In un momento in cui occorre la massima determinazione ed audacia, i democratici si sentono smarriti, non avendo dietro di sé uno spontaneo movimento popolare […] Pensano che loro dovere sia di formare questo consenso, fanno i predicatori quando servono capi che guidino….Rappresentano non la volontà di rinnovamento, ma confuse velleità…”

 

FONTE: Blondet & Friends

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