Di Giuseppe Coppedè

Il motto che campeggiava sulla gigantografia alle spalle dei partecipanti al G20 di Cannes recitava“Nuovo mondo, nuove idee”. Che poi tutta questa novità non esista è alquanto evidente. Si tratta del solito progetto mondialista del NWO ( nuovo ordine mondiale) dove tutto deve essere asservito agli interessi della finanza. Progetto elaborato dalle elités, all’interno di club ristrettissimi, ed affidato per la sua messa in opera ad una serie di strutture “pubbliche” quali il FMI, la Banca Mondiale, l’ONU, l’UE, la BCE, la Federal Reserve ecc. ecc. Se riuscissimo a capire che dietro queste sigle non si celano organismi che operano per il nostro bene, che i fini istituzionali di cui si fanno scudo sono soltanto fuorvianti principi scritti per trarre in inganno i creduloni, saremmo già sulla buona strada per la risoluzione dei nostri problemi. Un buon aiuto in questo senso ce lo fornisce una lettura non ortodossa di quanto è avvenuto a Cannes in occasione dell’incontro del G20.

Atto primo. Si è iniziato con la convocazione preventiva all’apertura dei lavori del premier greco Papandreu. Convocazione richiesta da Merkel e Sarkozy che nelle loro trame ricordano tanto i cosiddetti “furbetti del quartierino”, di cui si sono interessati anche recentemente le cronache giudiziarie in occasione della sentenza Unipol. I furbetti del quartierino Europa, nonostante la spocchia che mostrano in pubblico, sanno benissimo di essere con le spalle al muro nel caso di un rifiuto del debito sovrano da parte della Grecia. Da qui la necessità di una bella tirata d’orecchie al primo ministro ellenico, che con la sua trovata di indire un referendum avrebbe dato ai suoi concittadini l’opportunità di decidere sul loro futuro. E dove chiaramente tali decisioni non avrebbero coinciso con gli interessi dei banchieri franco-alemanni. A questo doveroso richiamo, il leader del Pasok , forse in virtù dei suoi eccellenti rapporti con l’establishment finanziario anglosassone, ha subito aderito rimangiandosi la proposta referendaria. Chiaramente seppur incassato il risultato che volevano, i rappresentanti del potere finanziario, hanno pensato bene di non fidarsi più di tanto ed hanno provveduto a “comperare” alcuni parlamentari del partito socialista i quali si sono defilati dalla linea politica del primo ministro, hanno trescato con l’opposizione di destra e sottoscritto appelli per un governo di salvezza nazionale ( che chiaramente si può raggiungere soltanto mettendo in pratica i diktat della BCE e del FMI). Se riflettete un attimo, lasciando perdere i ruoli di sinistra e destra nei rispettivi paesi, che tanto non servono a niente se non a confondere le idee, questa è una situazione che ricorda molto da vicino quella italiana. Ma la domanda principale che frulla nella testa e mette pure un po’ di angoscia è quella relativa alla reale rappresentatività di questo baraccone chiamato UE e di tutte le sue propaggini. Ma è così scandaloso e fuori da ogni regola democratica se si pensa di interrogare il popolo sul destino che vuole costruirsi? O forse il vero scandalo non è dato dal fatto che si è costruita una sovrastruttura continentale che toglie sovranità e quindi libertà di scelta a tutti noi senza che nessuno ci chiedesse se eravamo d’accordo. Certamente il vero scandalo è l’Europa di Maastricht, di Shenghen, dell’Euro e di Lisbona costruita senza l’assenso dei cittadini. Possiamo pure dire contro la volontà degli stessi europei, perché le poche volte che gli stessi sono stati chiamati ad esprimersi su quanto si andava costruendo hanno sempre detto NO. E’ cronaca di questi giorni che nella tanto celebrata Inghilterra, patria culla e bara della democrazia, il Parlamento in data 24 ottobre ha esaminato una proposta di referendum sulla rinegoziazione dell’appartenenza della Gran Bretagna all’UE. La proposta è stata rigettata con 111 voti favorevoli e 483 contrari. Lo stesso parlamento che dichiara guerra a mezzo mondo perché anche i Tuareg, i Pashtun, i Curdi, i Turcomanni, i Tagik, i Baluch e qualche altra dispersa e felice etnia fuori dai confini dell’occidente possa finalmente apprezzare i benefici dell’esercizio delle primarie e della democrazia delegata, nega poi ai discendenti Cromwell di poter decidere se vogliono continuare ad essere infilzati nella tonnara denominata UE. Tornando al G20, appena i furbetti d’Europa hanno sistemato l’”affaire” Grecia sono passati all’Atto secondo. Che questa volta ha visto mettere sotto torchio Berlusconi. Il quale oramai è cosa risaputa è alquanto volubile e pronto a tradire pur di salvare la sua “roba” . Che però, come lo stesso ha capito perfettamente, è maggiormente al sicuro se lui può continuare a risiedere a Palazzo Chigi. E quindi ammaestrato dalla vicenda greca pensando, erroneamente, di poter continuare salvaguardare la sua posizione ha consegnato l’Italia tutta nelle grinfie del FMI. Grazie ad un esecutivo che sino a pochi mesi fa negava che la crisi potesse sfiorarci adesso siamo sottoposti alle verifiche periodiche degli ispettori del FMI con tutto quello che questo comporta. La strada è oramai aperta per il saccheggio finale. Saccheggio richiesto ed auspicato da quello stesso personaggio che nel ’92 prese i voti fingendo di opporsi ai progetti dei “crocieristi” del Britannia. Atto terzo. Messe in bisaccia le due prede, i vincitori del summit hanno sciorinato supponenza ed arroganza, come si conviene a chi vince a mani basse. Emblematico è stato l’intervento del presidente americano, il quale fingendo di dimenticare l’enorme debito pubblico del suo paese, dal quale è partita la crisi mondiale e che lo stesso non ha minimamente risolto i problemi di casa sua, ha rinforzato l’appello affinché l’UE attui il più rapidamente possibile le decisioni prese per la stabilità dell’eurozona .

Adesso che le luci sul summit di Cannes si sono spente, qui in Italia siamo giunti alla resa dei conti. Berlusconi, dopo la sua resa incondizionata agli organismi finanziari internazionali, non serve più. Ha agevolato i loro piani e si appresta ad essere sacrificato come l’omologo greco. Già è iniziata la transumanza di parlamentari in libera uscita dal PDL. Potendo così realizzare il disegno più volte enunciato dal Presidente della Repubblica. Il quale quando diceva che il governo ha una sua legittimità sino a quando ha una maggioranza, non evidenziava una ovvietà costituzionale ma indicava l’unica strada sulla quale lavorare per poter giungere alla formazione di un governo di unità nazionale tanto caro agli amichetti della City e di Wall Street. E’ questione di giorni ed il disegno si realizzerà. Ci saremo liberati di Berlusconi ed avremo un nuovo uomo di paglia che continuerà a realizzare il progetto della BCE e del FMI. In sostanza i sommovimenti a cui stiamo assistendo altro non sono che concitazione nella foresteria della servitù. E’ in corso la riffa per l’aggiudicazione della livrea di maggiordomo e nessuno si tira indietro. Occorre essee consci che chiunque riuscirà ad indossarla non modificherà il nostro stato di ostaggi nelle mani della finanza apolide.

Fonte: http://movimentodiazionepopolare.blogspot.com/2011/11/i-padroni-delle-nostre-vite.html

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