Il giornale Le Monde spiega come la Goldman Sachs si sia infiltrata in Europa.

Nel frattempo i leader Europei hanno in programma di cambiare il trattato Europeo [1entro il 9 Dicembre. Che significa? Maggiore governo totalitario. Ma forse l’Europa non ci arriverà a quella data, senza l’aiuto “attivo” della BCE. Ormai è un’eventualità che pare non essere più un ipotesi [2].

L’ultima asta di bond Tedeschi è stata un fallimento, la crisi pian piano sta mangiando il “pilastro forte” dell’Eurozona. Ormai è questa la domanda. Quanto tempo rimane prima che cada la Germania? Gli altri sono già al di là della “redenzione”.

Ma indovinate un pò? Tutto ciò fu predetto nel 1989, e ancora una volta da un Austriaco [3].

 

di Marc Roche [4]

 

Seri e competenti, valutano i pro ed i contro e studiano tutti i documenti prima di dare un parere. Hanno una predilezione per l’economia, ma questi luminari che entrano nel tempio solo dopo un processo di selezione lungo e meticoloso preferiscono essere discreti.

Collettivamente formano un’entità che è in parte un gruppo di pressione, in parte un’associazione per la raccolta di informazioni, ed in parte una rete di aiuto reciproco. Sono i maestri artigiani, maestri la cui missione è “diffondere la verità acquisita presentandola al resto del mondo.”

Secondo i suoi detrattori, la rete di influenza Europea tessuta dalla banca Americana Goldman Sachs (GS) funziona come una massoneria. A gradi diversi, il nuovo presidente della Banca Centrale Europea, Mario Draghi, il neo designato Primo Ministro d’Italia, Mario Monti, e l’appena nominato Primo Ministro Greco Lucas Papademos sono figure totemiche in questa ragnatela costruita con cura.

 

I MEMBRI DI PESO HANNO UNA GRANDE PARTE NELLA CRISI DELL’EURO

Draghi è stato il vice-presidente della Goldman Sachs International per l’Europa tra il 2002 e il 2005, una posizione che lo mise a capo del dipartimento “compagnie e sovranità”, che poco prima del suo arrivo, aiutò la Grecia a mascherare la vera natura dei suoi libri con un swap sul suo debito sovrano.

Monti è stato un consulente internazionale per Goldman Sachs dal 2005 fino alla sua nomina per guidare il governo Italiano. Secondo la banca, la sua missione era quella di fornire consulenza “sulle imprese Europee e sulle principali iniziative pubbliche in tutto il mondo”. Come tale, era un “apriporta” con il compito di difendere gli interessi della Goldman nei corridoi del potere in Europa.

Il terzo uomo, Lucas Papademos, è stato il governatore della banca centrale Greca dal 1994 al 2002. In questa veste, ha svolto un ruolo che deve essere ancora chiarito sull’operazione di mascheramento del debito sui libri del suo paese, perpetrato con l’assistenza di Goldman Sachs. E forse ancora più importante, l’attuale presidente dell’Agenzia della Gestione del Debito Pubblico Greco, Petros Christodoulos, ha anche lavorato come trader per la banca di Londra.

Altri due membri di peso nella rete Europea della Goldman hanno avuto una grande parte nella crisi dell’euro: Otmar Issing, ex membro del consiglio d’amministrazione della Bundesbank e una sola volta capo economista della Banca Centrale Europea, e l’Irlandese Peter Sutherland, un amministratore di Goldman Sachs International, che ha svolto un ruolo dietro le scene nel salvataggio Irlandese.

 

REFERENTI DI INFORMAZIONI ESCLUSIVE PER LE STANZE DELLA BANCA

Come è stata creata questa fedele rete di intermediari? La versione Americana di questo cerchio magico è composta da ex dirigenti altolocati della banca che sono entrati senza sforzo al più alto livello dell’amministrazione statale.

In Europa, invece, Goldman Sachs ha lavorato per accumulare un capitale di relazioni. Ma a differenza dei suoi concorrenti, alla banca non interessano diplomatici in pensione, altolocati funzionari nazionali ed internazionali, o anche ex primi ministri e ministri della finanza. La priorità della Goldman è quella di mirare a banchieri centrali ed ex commissari europei.

Il suo obiettivo principale è quello di raccogliere legalmente le informazioni sulle iniziative del prossimo futuro e sui tassi di interesse fissati dalle banche centrali. Allo stesso tempo, Goldman preferisce che i suoi agenti agiscano con discrezione. È per questo che i suoi sudditi fedeli preferiscono non parlare della loro filiazione durante le interviste o in corso di missioni ufficiali.

Questi ex dipendenti ben collegati devono semplicemente parlare di ciò e con la certezza che il loro prestigio sarà inevitabilmente premiato con franchezza schietta da parte di coloro che occupano posizioni potenti. In poche parole sono lì per vedere “da che parte soffia il vento”, e successivamente per trasmettere le informazioni esclusive nelle stanze della banca.

 

UN’OFFERTA PER IL DOMINIO GLOBALE

Ora che c’è un ex direttore alla testa della BCE, un ex intermediario come leader del governo italiano, e un altro responsabile in Grecia, gli antagonisti della banca sono ansiosi di sottolineare la straordinaria potenza della sua rete a Francoforte, Roma e Atene, che potrebbe rivelarsi estremamente utile in questi tempi turbolenti.

Ma guardando al di là di questi dettagli, il potere del governo della Goldman in Europa prima e durante il calvario finanziario del 2008 potrebbe rivelarsi un ostacolo. I rapporti mantenuti con esperti ex banchieri centrali hanno meno probabilità di essere utili ora che i politici sono consapevoli dell’impopolarità dei professionisti della finanza che sono visti come responsabili della crisi attuale.

Dove Goldman Sachs soleva essere abile nell’esercitare i suoi talenti, deve ora fare i conti con l’opposizione delle autorità pubbliche che sollevano dubbi su una serie di scandali. Una rubrica di contatti ben fornita non è più sufficiente in un mondo complesso ed altamente tecnico, dove una nuova generazione di industriali ha meno probabilità di essere intrisa di un rispetto incondizionato verso l’Establishment.

Nella loro offerta per il dominio globale, non hanno più bisogno di contare sugli alti crociati finanziari della Goldman, mentre il tentativo di proteggere i diritti degli azionisti, le richieste di maggiore trasparenza e l’opposizione attiva dei media, delle ONG, e degli investitori istituzionali continuano ad erodere la potenza “dell’effetto rete”.

 

Traduzione per il Portico Dipinto a cura di Johnny Contanti.

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