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“Orissa: il turismo imperialista per lo ‘spettacolo tribale’ in zone di guerra, di repressione e di resistenza” 
PCI (Maoista) – Stato dell’Orissa, Comitato Organizzatore di Stato
Dichiarazione, 16 marzo 2012

Il governo – sia a livello centrale che dello Stato dell’Orissa – ha ridotto gli indigeni a meri oggetti da esposizione nel tentativo di attirare turisti nazionali e stranieri. Da un lato, il governo invita i capitalisti multinazionali a saccheggiare le risorse naturali e minerali nel cuore della terra degli indigeni e tenta di reprimere con le armi le espressioni della resistenza scatenando l’Operazione Green Hunt [Battuta di caccia, N. d. T.] contro gli indigeni e la gente. Dall’altro lato, intensifica gli sforzi per trasformare gli indigeni innocenti in oggetti da esposizione. Le affermazioni del governo che sostiene di aver modificato le cosiddette leggi nel febbraio 2012 per porre alcuni controlli ai turisti che visitano le aree indigene sono falsità eclatanti. In modo perfettamente ipocrita i centri di potere a Delhi e Shahid Nagar, mentre attuano l’industrializzazione di cui si parla tanto e mentre mettono in atto con le armi le leggi che costringono le popolazioni ad abbandonare le loro terre, mandano i turisti nelle aree indigene a fotografare gente nuda, mercificando queste aree di modo che i turisti ci si trovino a loro agio. È un modo di agire disumano, che si pratica a Ganjam e Kandhamal con il consenso non scritto della polizia distrettuale corrotta e complice dei governi di Orissa e dell’India. È sempre lo stesso governo quello che manda le forze di polizia in queste aree a bruciare foreste, a bruciare mucchi di foglie di curcuma secche [la curcuma è una pianta usata a scopo alimentare e officinale, N. d. T.], a distruggere le proprietà della gente e a uccidere, e che manda turisti stranieri a scattare foto su colline brulle e corpi nudi di indigeni: questo è un insulto per il popolo.

A causa di tutto questo, abbiamo arrestato due turisti italiani (uno di loro è un operatore del turismo autorizzato dal governo dello Stato):

1. Bosusco Paolo, Borgo Pralesio 10, Condove (Val di Susa), Italia
2. Claudio Colangelo, via Di Frascati, 215, 00040 Rocca Di Papa, Italia

In questo modo, noi facciamo vedere qual’e il vero volto di governo che non ha un minimo di umanità, che considera le zone indigene merce per il turismo, come posti dove abitano scimmie e scimpanzé. Chiediamo alle masse popolari di far sentire la loro voce contro la trasformazione delle aree indigene in merce per il turismo. Abbiamo arrestato i due italiani colpevoli, e abbiamo anche rilasciato due loro schiavi locali – Santosh e Kartik.

Se il governo davvero vuole a liberare questi due visitatori, le autorità centrali e statali dovranno come condizione primaria interrompere ogni forma di repressione e le operazioni di rastrellamento nello stato dell’Orissa entro il 18 marzo 2012, e farsi avanti per discutere delle nostre richieste. Se non lo fanno, non possiamo prendere questo governo sul serio, e non saremo responsabili se i due visitatori perderanno la vita. Lo saranno invece il governo che sta scatenando il terrore senza tenere le nostre richieste in alcuna considerazione e l’apparato statale che manda avanti una industria del turismo illegale.

Le nostre richieste

1. Gli indigeni non sono merci per il turismo e le aree indigene non sono luoghi ricreativi per i turisti. Ditelo chiaramente e arrestate chi viola questa norma.
2. Fermate la repressione che avete chiamato Operazione Battuta di Caccia. Smantellate tutti i campi di polizia presenti nelle zone remote, ad eccezione delle thanas [stazioni di polizia normali, N. d. T.]. Create uno spazio adeguato per il dialogo con i rivoluzionari sui problemi del popolo.
3. Abrogate la messa al bando del PCI (Maoista) e di altre organizzazioni di massa nello stato dell’Orissa.
4. Arrestate e mettete sotto accusa per omicidio e stupro la Polizia Speciale e altre forze di polizia coinvolti in pretesi scontri a fuoco [la polizia uccide gli arrestati e poi afferma di averlo fatto durante scontri a fuoco, N. d. T.] e le morti in carcere di Lalit Dehuri, Junesh Badaraita, Pradeep Majhi e altri, e quelli coinvolti nello stupro di gruppo di Arati Majhi. Ritirate tutte le accuse contro Arati Majhi e liberatela.
5. Rilasciate Ashutosh, Kamalakanta Sethi, Sujata, Kishor Jena, Pratap, Manjulata, e tutte le persone arrestate in connessione con l’attacco al deposito di armi di Nayagarh.
6. Smettete di creare nuove accuse false per tenere in carcere quelli che vengono assolti dai tribunali. Liberate quindi senza condizioni Subhashree Das e Lalit dal Rayagada insieme a tutti gli altri che sono stati arrestati di nuovo o che sono in carcere.
7. Liberate Shatrughna Biswal, Uttam, Shekhar, Sudarshan Mandal, Ramesh Nayak, Lata, Bijal, Ratna insieme a tutti gli altri innocenti da Rayagada, Gajapati, Kandhamal, Ganjam, Nayagarh, Sambalpur, Mayurbhanj, Kendujhar, ed altri distretti, che sono stati messi in carcere accusati di essere maoisti.
8. Non abrogate lo ‘status di indigeni’ per Jhodia, Kanda Dora, Acha Kui, Gauda Kui, Kumbhar Kui, Saora, Odia Kandha, Khaira, e altre comunità indigene, e riconoscete lo ‘status di indigeni’ di molte altre comunità simili.
9. Fornite l’accesso all’acqua potabile nei villaggi in tutte le parti dello Stato dell’Orissa, provvedete a irrigare i terreni agricoli, portate l’assistenza sanitaria gratuita in tutte le Panchayats [assemblee popolari amministrative, N. d. T.] e istituite strutture educative gratuite fino al liceo.
10. Interrompete la repressione poliziesca contro tutti i movimenti che si oppongono alle espulsioni delle popolazioni dai loro territori, che si oppongono alle multinazionali POSCO e Vedanta e agli insediamenti industriali pianificati a Kalinganagar da Tata Steel. Rilasciare tutti i leader di questi movimenti e gli attivisti come Abhay Sahu, Narayan Reddy, e altri.
11. Rilasciate Gananath Patra, ex amministratore distrettuale a Daringbadi, fratello di Nachika Linga, e i due studenti insieme ad altri leader dei movimenti di massa e movimenti contro la repressione che sono stati arrestati per vendetta dalle forze di polizia. Smettete di costruire senza fine nuove accuse false nei confronti delle persone che fanno parte del Mandrabaju, Nedingpadar, Gudari e dei movimenti per i diritti alla terra di Narayanpatna. Rilasciate coloro che sono stati implicati in casi analoghi e che sono in carcere nonostante tutte le accuse siano state ritirate.
12. Istituite inchieste indipendenti sulle storie che lo stato sponsorizza e mette in scena basate sulle false dichiarazioni di gente che si è arresa e che è stata sottoposta a pressioni e minacce, e sulla campagna che si conduce sotto copertura contro la Rivoluzione. Istituite una inchiesta da parte di organismi indipendenti e prendete le dovute iniziative contro la polizia di Kendujhar per la detenzione di Sangeet Pradhan per anni dopo che si è arreso, e per la frattura alla mano a causa delle torture della polizia.
13. Provvedete a soddisfare tutte le richieste poste durante l’arresto dell’Esattore di Malkangiri da parte dei maoisti e che ancora non avete soddisfatto.

Facciamo appello alle masse popolari a sostenere e mobilitarsi per queste richieste giuste e democratiche e costringere il governo a intavolare i colloqui.

Sunil, Segretario, PCI (maoista)

Comitato Organizzatore dello Stato dell’Orissa

 

 

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 csgpindia@gmail.com
11 marzo 2012
India PCI (Maoista):
Condannare gli arresti e la tortura sugli attivisti maoisti a Kolkata e
Mumbay!

Comunicato stampa.
Nell’ultima settimana del febbraio 2012 la polizia ha arrestato degli
attivisti del nostro Partito, tra cui alcuni quadri anziani di Kolkata e
Mumbai. Su imbeccata dei servizi segreti assassini APSIB, forze congiunte di
polizia di AP, Maharastra e West Bengala hanno fatto irruzione nei rifugi
dei nostri compagni nei sobborghi di Kolkata Mumbay e arrestato almeno 9
compagni, tra cui due donne. I compagni Sadanala Ramakrishna, Deepak Kumar
Pargania, Sukumar Mandal, Bapi Mudi e Sambhu Charan sono stati arrestati a
Kolkata mentre i compagni Dinesh Wankhede, Aasimkumar Bhattacharya, Suman
Gawde e Paru Patel sono stati prelevati a Thane in Maharashtra. I compagni
Sadanala Ramakrishna alias Santosh (62) e Aasimkumar Bhattacharya (65) sono
gli anziani tra gli arrestati. Il compagno Sadanala Ramakrishna lavora per
la rivoluzione da quarant’anni, da molti anni soffre di gravi problemi si
salute. Ingegnere meccanico laureatosi al prestigioso Regional Engineering
College (REC) di Warangal, lo stesso da cui sono usciti altri dirigenti
caduti come Surapaneni Janardhan and Azad, emersi come grandi rivoluzionari
dell’epoca, il compagno Ramakrishna ha rinunciato alla sua vita brillante
per la causa della liberazione degli oppressi.
Entrambe le compagne arrestate, Vijaya e Suman, da tempo stavano ricevendo
cure mediche e perciò si trovavano in rifugi fuori delle zone di lotta. In
particolare la compagna Vijaya soffriva di seri problemi cardiaci.
Le forze di polizie, famigerate per crudeltà di ogni genere, hanno torturato
mentalmente e fisicamente questi compagni mentre erano i custodia. Contro di
questi sono state montate false accuse tali che potrebbero tenerli dietro le
sbarre a vita.
Da una parte le classi dominanti dichiarano che questi arresti sono una
grande vittoria per loro e, dall’altra, cercano di dipingere i nostri
compagni come pericolosi criminali, dicendo di aver recuperato ingenti
quantità di denaro e materiali per fabbricare armi.
Questi arresti non sono altro che parte della operazione Green Hunt, cioè
della “guerra contro il popolo” che prosegue dal 2009. Le classi dominanti
compradore in combutta con i loro padroni imperialisti, in particolare
l’imperialismo
USA, hanno scatenato questa brutale guerra di annientamento nelle parti più
povere dell’India per eliminare ogni ostacolo alle politiche neoliberiste di
saccheggio delle risorse. In particolare stanno prendendo a bersagli la
dirigenza rivoluzionaria, per eliminarla. Come ha recentemente dichiarato lo
stesso Pentagono, forze speciali USA non solo sono attivamente coinvolte ma
assistono sul campo i loro partner indiani nelle operazioni antisovversive
volte ad eliminare i dirigenti rivoluzionari. Questo fatto dimostra anche
che gli USA hanno patrocinato l’Operazione Green Hunt facendosi beffe di
valori quali libertà. Indipendenza e sovranità del nostro paese. Gli
sfruttatori al potere nel nostro paese sognano ad occhi aperti se credono di
potere sopprimere questo movimento cancellando la sua direzione.
Il movimento rivoluzionario non si può spezzare con arresti e assassini. Le
sbarre delle loro celle non possono fermare il diffondersi tra le masse
delle idee rivoluzionarie.
Il CC del PCI(Maoista) condanna con forza questi arresti e le inumane
torture inflitte ai prigionieri. Esigiamo l’immediata e incondizionata
liberazione di questi compagni, e di tutti i prigionieri politici rinchiusi
nelle carceri in ogni angolo della nostra terra. Richiediamo anche il ritiro
di tutte le false accuse montate contro questi compagni.

(Abhay)
Portavoce, Comitato Centrale, PCI (Maoista)

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