Nella catastrofe un buona notizia. Non solo scontri
con la polizia, ma contropotere popolare reale
Il caso esemplare dei lavoratori dell’ospedale di Kilkis

E’ in corso (sono le ore 22:52 del 12 febbraio) la cruciale riunione del Parlamento greco che deve approvare, per potere usufruire del prestito europeo di circa 130Mld di euro, misure di massacro sociale ben peggiori di quelle recenti. Vedremo, se saranno in tanti, i deputati del Pasok e di Nuova democrazia ad ammutinarsi, e a raggiungere le fila dell’opposizione. In questo caso gli oligarchi europei potrebbero non concedere il prestito, che usano come una pistola alla tempia della Grecia. Potrebbero cioè, altro che balle!, determinare il default e l’uscita del paese dall’euro (non necessariamente dall’Unione). In questo contesto ci pare importante segnalare ai lettori quanto accaduto nella cittadina di Kilkis. L’ospedale è stato occupato da infermieri e dottori che hanno diffuso un appello. C’è maturità tra i lavoratori greci, ma di questo non si parla, si parla solo dei black bloc.

«I lavoratori dell´ospedale di Kilkis: medici, infermieri e il resto del personale che ha
partecipato alla Assemblea Generale ha concluso che:

1
Riconosciamo che i problemi attuali e persistenti del .. (il sistema sanitario nazionale) e
delle anizzazioni correlate non possono essere risolti con richieste specifiche e isolate o
richieste che servono i nostri interessi particolari, dal momento che questi problemi sono il
prodotto di una più generale e anti- popolare politica di governo e del neoliberismo globale.

2.
Riconosciamo, inoltre, che, insistendo nel sostenere questo tipo di rivendicazioni
contribuiamo al gioco spietato dell’autorità. Tale autorità, che, al fine di affrontare il suo
nemico – cioè il popolo, indebolito e frammentato, vuole impedire la creazione di un fronte
unito dei lavoratori ad un livello nazionale e globale con interessi e rivendicazioni comuni
contro l’impoverimento sociale a cui porta la politica.

3.
Per questo motivo, mettiamo i nostri interessi particolari all’interno di un quadro generale
delle rivendicazioni politiche ed economiche che vengono poste da una larga parte del
popolo greco che oggi è sotto il più brutale attacco capitalista; rivendicazioni che per essere
feconde devono essere sostenute fino alla fine, in collaborazione con le classi medie e
inferiori della nostra società.

4.
L’unico modo per raggiungere questo obiettivo è mettere in discussione, in azione, non solo
la sua legittimità politica, ma anche la legalità dell´arbitrario potere autoritario e anti-
popolare e della gerarchia che si sta muovendo verso il totalitarismo a larghi passi.

5.
I lavoratori presso l’ospedale generale di Kilkis rispondono a questo totalitarismo con la
democrazia. Occupiamo l’ospedale pubblico e lo mettiamo sotto il nostro controllo diretto e
assoluto. L´ospedale di Kilkis, d’ora in poi sarà auto-governato e gli unici mezzi legittimi del
processo decisionale amministrativo sarà l’Assemblea Generale dei lavoratori.

6.
Il governo non è sollevato dai suoi obblighi economici sul personale e forniture per
l’ospedale, ma se continueranno a ignorare questi obblighi, saremo costretti ad informare il
pubblico di questo e chiedere al governo locale, ma soprattutto alla società di sostenerci in
ogni modo possibile per:
(a) la sopravvivenza del nostro ospedale
(b) il sostegno globale del diritto per l’assistenza sanitaria pubblica e gratuita
(c) il rovesciamento, attraverso una lotta comune popolare, dell’attuale governo e qualsiasi
altra politica neoliberista, non importa da dove proviene
(d) una democratizzazione profonda e sostanziale, vale a dire, una società responsabile
(piuttosto che un terzo partito) nel prendere le decisioni per il proprio futuro.

7.
Il sindacato dell´ospedale di Kilkis, comincerà dal 6 febbraio, il blocco del lavoro, fornendo
solo il servizio di emergenza, fino al completo pagamento per le ore lavorate, e all´aumento
del nostri salari ai livelli a cui era prima dell’arrivo della troika (UE -BCE-FMI). Nel
frattempo, ben sapendo qual è la nostra missione sociale e quali sono i nostri obblighi
morali, proteggeremo la salute dei cittadini che vengono in ospedale, fornendo assistenza
sanitaria gratuita a chi ha bisogno, chiamando il governo ad accettare finalmente le proprie
responsabilità.

8.
Decidiamo che una nuova assemblea generale si terrà, il Lunedi 13 febbraio nell’aula
magna del nuovo edificio dell’ospedale alle ore 11, per decidere le procedure che sono
necessarie per attuare in maniera efficace l’occupazione dei servizi amministrativi e di
realizzare con successo l’auto-gestione della struttura ospedaliera, che partirà da quel
giorno. Le assemblee generali si svolgeranno tutti i giorni e sarà lo strumento fondamentale
per il processo decisionale per quanto riguarda i dipendenti e il funzionamento
dell’ospedale.

Chiediamo la solidarietà del popolo e dei lavoratori provenienti da tutti i campi, la
collaborazione di tutti i sindacati dei lavoratori e le organizzazioni progressiste, così come il
supporto di qualsiasi organizzazione dei media che sceglie di dire la verità. Siamo
determinati a continuare fin a quando i traditori che vendono il nostro paese e la nostra
gente lasceranno. O loro o noi!

Le decisioni di cui sopra saranno rese pubbliche attraverso una conferenza stampa a cui
tutti i mass media (locali e nazionali) saranno invitati Mercoledì 15/2/2012 alle ore 12.30. Le
nostre assemblee quotidiane partiranno dal 13 febbraio. Informeremo i cittadini su ogni
evento importante che si svolgono nel nostro ospedale per mezzo di comunicati stampa e
conferenze. Inoltre, useremo tutti i mezzi disponibili per pubblicizzare questi eventi al fine di
rendere questa mobilitazione un successo.

Chiamiamo
a) i nostri concittadini per mostrare solidarietà al nostro sforzo,
b) ogni cittadino ingiustamente vessato del nostro paese alla contestazione e
all´opposizione, con azioni contro i suoi oppressori,
c) i colleghi di altri ospedali di prendere decisioni analoghe,
d) i dipendenti in altri settori del settore pubblico e privato e i partecipanti alle organizzazioni
sindacali e progressiste a fare lo stesso, al fine di aiutare la nostra mobilitazione per
assumere la forma di una resistenza e una rivolta dei lavoratori popolare e universale, fino
alla nostra vittoria finale contro la elite economica e politica che oggi opprime il nostro
paese e il mondo intero.

Lunedi 6 febbraio»

(Bozza di Manifesto del M.P.L.) Assemblea nazionale: 10-11 marzo 2012
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