di: Andrea Perrone
a.perrone@rinascita.eu
La globalizzazione sta svuotando di potere i governi nazionali, minacciando la sovranità economica. È questo il messaggio lanciato dal primo ministro greco George Papandreou, in un discorso diffuso per il 44mo anniversario del golpe militare dei colonnelli.
“Oggi – ha affermato il premier socialista – i governi nazionali sembrano deboli di fronte al potere del capitale globale. Sono le agenzie di rating e non i governi eletti dal popolo a voler definire il nostro destino e determinare il futuro dei nostri figli”. Tracciando un parallelo implicito fra la minaccia autoritaria e quella della perdita di sovranità economica, Papandreou ha ribadito che “la difesa e il rafforzamento della democrazia sono più attuali che mai”. Le parole del premier greco seguono precedenti dure prese di posizione delle autorità greche contro le agenzie di rating che hanno posto il debito di Atene a livello “spazzatura” (“junk”), causando l’esplosione del costo di rifinanziamento dei titoli in scadenza. Una sottolineatura sempre attuale per lo Stato ellenico che anche venerdì mattina ha visto salire il rendimento delle obbligazioni quinquennali al 16,73, dopo aver superato in apertura quota 17 per cento. Per i titoli decennali, invece, il rendimento è stato del 14,90 per cento. Un’impennata crescente che da più di un anno colpisce le già magre finanze di Atene. Circa 12 mesi fa si aggirava ancora attorno all’8,50%.
Per arginare la crisi il governo greco avrebbe avviato “consultazioni dietro le quinte” allo scopo di allungare la maturazione delle obbligazioni in scadenza, così da evitare una ristrutturazione del debito, paventata da molti di recente, e particolarmente traumatica non solo per la fiducia nei confronti di Atene ma per le prospettive di tutta l’Eurozona.
A dirsi preoccupato per i possibili rischi è stato il quotidiano greco Ta Nea, senza citare fonti dirette, ma evidenziando come nel secondo trimestre del 2012 alle casse pubbliche mancherebbero 25-30 miliardi di euro per coprire le obbligazioni in scadenza. Ma il giornale non si è fermato qui e ha espresso i timori della Bce sul “potenziale effetto domino” di soluzioni traumatiche per il debito greco. Un effetto domino, dietro cui si cela la speculazione, che rischia di coinvolgere a breve tutti i Paesi con un debito pubblico particolarmente elevato, come Spagna, Belgio e Italia.
Per il giornale la proposta di allungare la maturazione delle obbligazioni non potrebbe essere presentata prima di giugno, quando dovrà essere definito il pacchetto di aiuti al Portogallo, se non prima di settembre, quando scadrà il mandato di Jean-Claude Trichet alla Banca centrale europea.
Una soluzione andrà comunque trovata prima del 2012, ha proseguito Ta Nea, precisando che il “grande vantaggio giuridico” di Atene sta nella gestione del suo debito: infatti, il 90% delle obbligazioni in euro emesse dal Tesoro sono regolate dalla legge greca e quindi una eventuale ristrutturazione potrebbe essere fatta per legge. Ma le voci circolata su una possibile ristrutturazione hanno provocato un vespaio di polemico, spingendo la procura ad aprire un’inchiesta. Il governo ellenico ha chiesto alla magistratura di indagare sulle voci di un’imminente ristrutturazione che mercoledì scorso ha affossato la Borsa. Atene ritiene che tali speculazioni siano state innescate dalla mail di un trader di Citigroup, la più grande azienda di servizi finanziari del mondo. E anche se la banca d’affari ha rinviato l’accusa al mittente i dubbi restano e il governo mette in guardia tutti dalle attività speculative volute e gestite contro il volere del popolo sovrano sull’economia del Paese. 
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