Abolizione dei comuni, delle province, delle regioni… solo palliativi. La strada giusta ci è stata autorevolmente indicata da Merkel e Sarkozy. Abolizione dell’Italia.

E della Francia, e della Germania. Abolizione di tutti i paesi con meno di cento milioni di abitanti, e accorpamento al governo unico dell’Euro. Bandiere, inni, gonfaloni, sono orpelli folkloristici che non possiamo più permetterci. La sovranità nazionale è un’inutile facciata decorativa ormai troppo costosa da mantenere. Le decisioni che contano sono sempre state prese altrove, è quindi arrivato il momento di calare il sipario, e sciogliere la compagnia dello Stato italiano, a cominciare dal Parlamento.

È una sgangherata banda di vecchi guitti, primedonne isteriche, spogliarelliste e prestigiatori incapaci, ma un po’ ci mancherà, tutti noi siamo cresciuti guardando le loro facce buffe alla Tv, ripetendo i loro tormentoni. Per tanti anni ci hanno intrattenuto, a volte divertito, più spesso disgustato, ma sempre hanno saputo distrarci dalle faccende realmente importanti, dai centri del potere economico dove davvero si decideva il nostro futuro.

Quante se ne sono sapute inventare… vi ricordate quella del Federalismo? E la Bicamerale, il Tesoretto, il Nuovo Miracolo Italiano… quanti titoli di giornale e aperture di Tg, quanti editoriali, dibattiti, risse Tv, quante ore passate a vederli cazzeggiare, mentre il paese ci crollava attorno.
Hanno recitato la loro parte, hanno svolto il compito assegnatogli dal capitalismo, che esattamente di questi leader e di questi amministratori pubblici ha bisogno: cialtroni che s’indebitino con gli usurai.
Adesso che l’Europa non può più permettersi tante compagnie locali, ne basterà una sola, un governo unico dell’Euro che faccia l’unica cosa che, mente ci parlavano di Radici Cristiane e Influenza dei Polli, hanno sempre fatto tutti gli altri: indebitarsi con gli usurai. Accumulare debiti fatti apposta per accumulare altri debiti.
E farli pagare a noi.
Bisognerà riscrivere la Costituzione Europea per sostituirla a quelle nazionali, ma non ci vorrà molto, la bozza è già pronta, è il contratto Pomigliano-Mirafiori. Inoltre, come è già successo per l’approvazione della precedente, l’unico voto popolare valido sarà considerato il sì, in caso di vittoria del no il referendum sarà ripetuto, e poi se necessario sostituito da un più veloce e maneggevole decreto d’approvazione.
In attesa della riforma però dobbiamo rimboccarci le maniche, ci occorre con urgenza un rilancio economico e d’immagine. Visto che incuria e inquinamento hanno ormai gravemente ridotto le nostre attrattive come meta turistica, dovremo attrarre il turismo sessuale. Possiamo contare su operatori qualificati nel campo della prostituzione minorile.

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