Sul sito del ministero il conteggio dei voti supera quello dei votanti. In molti, dopo la vittoria del candidato dei Verdi, hanno avanzato l’ipotesi di brogli elettorali

 

di

Giuseppe De Lorenzo

Non sono pochi gli elettori austriaci a gridare allo scandalo per “brogli elettorali” alle ultime presidenziali.

I fan di Norbert Hofer, il candidato di destra risultato sconfitto per colpa dei voti per corrispondenza, pensano che qualcosa sia andato storto. Numeri “anomali” nel conteggio che ha incoronato l’ecologista Alexander Van der Bellen presidente d’Austria.

I focolai di protesta sono stati incoraggiati da una notizia pubblicata dal quotidiano austriacoheute.at sulla versione online, poi ripresa anche nell’edizione cartacea odierna. Un articolo nel quale viene evidenziato un dato “irregolare” riferito agli scrituni che ieri hanno consegnato la vittoria ai Verdi. Nel collegio “Waidhofen an der Ybbs”, infatti, l’affluenza al voto è stata del 146,9%. Più i votanti degli aventi diritto: 13.262 quelli che si sarebbero recati alle urne contro i soli 9.026 che avrebbero potuto partecipare alla consultazione elettorale. Il risultato nel collegio è stato tutto in favore di Van der Bellen, che ha collezionato il 52,7% (6.621 voti) contro il 47,3% del candidato di destra, Hofer (5.938 voti).

Quasi sicuramente si tratta di un errore del sistema di conteggio. O probabilmente qualcuno ha sbagliato a inserire i dati. Intanto il ministero dell’Interno austriaco ha “bloccato la pubblicazione dei risultati elettorali fino al primo giugno”, precisando che anche qualora cambiasse il conteggio sul distretto, il responso non intaccherebbe la vittoria finale di Van der Bellen.

Lo scarto così basso (appena 31mila voti) tra i pretendenti al trono della presidenza dell’Austria ha alimentato però molti sospetti. Sono tantissimi gli elettori di Hofer che invitano il loro leader a fare ricorso contro il risultato finale uscito dalle urne. Che però il candidato della destra non ha raccolto, riconoscendo per il momento la sconfitta.

Fonte: Il Giornale

 

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