Di Peppe Meola

Eccomi qui. Per una serie di ragioni mi sono preso una bella pausa dal blog. Anche perchè, una volta che hai avvisato per tempo della tempesta all’orizzonte, non è che puoi fare molto altro, se non la cronaca in diretta degli eventi…Ma per quello c’è il mainstream.

Succede però che leggo delle cosettine sullaGermania…; e, come sapete, quando ci sono di mezzo quei simpaticoni inevitabilmente mi parte l’embolo. E allora qualcosa devo scriverla per forza…

Prima di venire al punto bisogna però fare una premessa.
Del MES (ovvero meccanismo europeo di strozzinagg…, pardòn, stabilità) e del suo diabolico congegno dovreste saperne abbastanza. Nel caso doveste avere qualche buco nella memoria, o vi foste persi qualche passaggio, vi riassumo i punti salienti:

Il MES fornisce aiuti economici agli stati sotto attacco speculativo, chiedendo in cambio il controllo della politica economica del paese che viene aiutato. Il che vuol dire fare “ciao ciao” con la manina ad ogni forma residua di sovranità di governo dell’economia.
Come se questo non bastasse, il trattato che lo istituisce ha previsto una serie di garanzie ed immunità per i membri della struttura che lo governa.

Ad esempio, i beni e documenti del MES, in qualsiasi caso di utilizzo, ovunque si trovino e chiunque li detenga, godranno di totale segretezza in ogni eventuale controversia giudiziaria.
Inoltre, tutti i Governatori, compresi i membri del personale di cui non è chiara natura, incarico e scopo, saranno immuni da procedimenti legali in relazione ad atti o documenti ufficiali globalmente tutelati dalla prevista inviolabilità.

La perdita del controllo dell’economia cancellerà di fatto ogni traccia residua di sovranità politica nazionale, e condannerà gli Stati aderenti a un indebitamento forzoso senza limiti.

Infatti, a foraggiare le casse del Mes saranno gli Stati stessi attraverso quote nazionali obbligatorie coperte da nuove emissione di debito.

l fondo iniziale comune è stato stabilito in 700 miliardi di euro. L’Italia ne dovrà inizialmente versare125. Uno sproposito di denaro che, secondo i primi documenti disponibili nel sito del Senato, saranno recuperati mediante l’emissione di nuovi titoli di debito con conseguente pagamento di ulteriori interessi, per le prime quote stimati attorno ai 120 milioni di euro.

Il MES è un meccanismo al quale sono direttamente vincolati i paesi che adottano l’euro come propria valuta nazionale. Quindi, come al solito, l’Inghilterra è fuori dal radar.
Ma se quanto sopra può suonare come la solita menata sensazionalista da blog, si può tranquillamente buttare un occhio sul testo del Trattato ratificato dal Parlamento italiano.

E allora:

  • L’adesione al MES comporta la creazione di nuovo debito pubblico (l’Italia dovrà versare complessivamente 125 miliardi di euro, di cui oltre 14 miliardi tra il 2013 e il 2018) – Fonte: art. 4, art. 8 e allegato 1.
  • I rappresentanti nazionali nel MES sono nominati tra le figure responsabili delle relative finanze, quindi non sono stabiliti di ufficio (non saranno necessariamente i rispettivi Ministri dell’economia) – Fonte: art. 5 e art. 43.
  • I nomi dei rappresentanti nazionali del MES potrebbero essere coperti da segreto, ovvero non comunicati ai cittadini – Fonte: art. 34.
  • Il MES comincerà ad esercitare una ingerenza sulla politica economica di un paese nel momento in cui quel paese ne accetterà un prestito – Fonte: art. 12 e art. 16.
  • Il MES potrà imporre l’inserimento di determinate clausole sui titoli di Stato emessi dall’Italia a partire dal 2013 – Fonte: art. 12.
  • Il MES deciderà la politica economica dei paesi che finanzierà insieme a BCE FMI – Fonte: art. 13.
  • Il MES potrà utilizzare le proprie risorse finanziarie (ovvero i versamenti effettuati dagli Stati membri) per concedere dei prestiti alle banche – Fonte: art. 15.
  • Il MES è un ente a scopo di lucro autorizzato a distribuire dividendi – Fonte: art. 20 e art. 23.
  • Il MES, creato per dare stabilità, sarà in realtà autorizzato a creare nuovo debito che andrebbe a carico degli Stati membri – Fonte: art. 21.
  • Il MES potrebbe registrare delle perdite finanziarie, che andrebbero a carico degli Stati membri – Fonte: art. 25.
  • Il MES deciderà quali dovranno essere i suoi stessi controllori – Fonte: art. 30.
  • Il MES è al di sopra di ogni legge nazionale e comunitaria – Fonte: art. 32.
  • I Membri del MES potranno agire godendo di un’assoluta segretezza – Fonte: art. 34.
  • I Membri del MES potranno agire godendo di una completa immunità, nessuno sarà mai perseguibile per eventuali abusi compiuti nell’interesse del MES – Fonte: art. 35.
  • Con il MES si crea un paradiso fiscale in Europa (esenzione fiscale totale) – Fonte: art. 36.
  • Il MES potrà occuparsi di servizi di pubblica utilità – Fonte: art. 36.

Ok, al termine di questa premessa piuttosto lunga (ma sapete, non ho il dono della sintesi), vi devo spiegare per quale motivo, anche questa volta, ho da ridire sulla Germania.

Ebbene, il MES ha iniziato ad usare la liquidità messagli a disposizione dagli Stati contribuenti; e come veniamo a sapere da Bloomberg, il nostro caro(nel senso di costosissimo) istituto avrebbe investito i primi 4 miliardi di euro a favore di obbligazioni di istituzioni internazionali e titoli sovrani di di elevato rating.

E allora fermiamoci un attimo a riflettere.
L’articolo 22 del Trattato istitutivo del MES, stabilisce che:

Il direttore generale attua una politica di investimento del MES improntata al principio di prudenza atta a garantire la sua massima affidabilità creditizia […]. La gestione del MES deve essere conforme ai principi della buona gestione delle finanze e dei rischi.

Detto in soldoni, il MES deve investire in strumenti a bassissimo rischio, che garantiscano quindi la massima affidabilità creditizia in termini di ritorno del capitale. Qualcuno sta per caso pensando allaGermania…?

Quindi, senza chiedere aiuto a nessuno, ecco a Berlino si ritrovano finanziati dal MES senza dover cedere niente in cambio.
Certo 4 miliardi, al cospetto della dotazione del MES ed alla potenza delle finanze tedesche, non sono una cifra abnorme. Però con questa impostazione, il meccanismo di stabilità determinerà un aumento delle divergenze esistenti tra i paesi core dell’eurozona e quelli dell’aria mediterranea, poiché il flusso di liquidità che verrà riversata a favore dei titoli di stato “sicuri”  tenderà a schiacciarne (almeno in parte) i rendimenti, con benefici, in termini di minor costo per interessi per i paesi virtuosi.
Ciò determinerà anche una diminuzione di costi finanziari a favore delle imprese operanti in quelle aree, che già godono di condizioni di credito imparagonabili rispetto alle concorrenti dei paesi più deboli.

Insomma, i più forti saranno più forti ed i più deboli ancora più deboli. E tutto questo grazie anche agli ulteriori debiti che i Paesi periferici stanno facendo per finanziare il MES.

Strano concetto di solidarietà quello dell’Unione Europea e della Bce

Stay tuned

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