Puntualmente tradotto dall’amico Franco, pubblichiamo l’estratto pubblico del GEAB 63 di Europe2020 [1]

Nel Geab del Gennaio 2012, avevamo segnalato che l’anno in corso sarebbe stato quello del cambiamento geopolitico mondiale. Nel primo trimestre del 2012, in effetti,  si può  vedere di come un’epoca stia volgendo al termine attraverso, in particolare, le decisioni russe e cinesi di bloccare ogni tentativo d’ingerenza occidentale in Siria [2], con la loro espressa volontà [associata, in particolare, a quella  dell’India] [3] d’ignorare o di aggirare l’embargo petrolifero fissato dagli Stati Uniti e dall’UE [4] contro l’Iran, con la crescente tensione nelle relazioni tra Stati Uniti ed Israele [5], con l’accelerazione della politica di diversificazione dal Dollaro americano guidata dalla Cina [6] e dai  BRICS [ma anche da Giappone ed Eurolandia] [7], con la premessa del cambiamento politico-strategico di Eurolandia, nel momento della campagna elettorale francese [8], e con l’intensificazione delle azioni e delle dichiarazioni che alimentano la forza delle guerre commerciali fra i blocchi. [9] Nel Marzo del 2012, siamo ben lontani da quello del 2011, e dalle “spallate” alle Nazioni Unite, da parte del trio USA/ UK/Francia, per poter attaccare la Libia. Nel Marzo del 2011 eravamo ancora nel mondo unipolare del post-1989. Nel Marzo del 2012 siamo già nel mondo multipolare del post-crisi mondiale, esitante tra scontro e partenariato.

Riserve cinesi in valuta estera, e disponibilità di titoli in Dollari USA (2002-2011), in migliaia di miliardi (color verde: totale – color salmone: titoli USA – color rosso: % dei titoli degli Stati Uniti sul totale) – Fonti: People’s Bank of China/US Treasury/The Wall Street Journal/Dollar Collapse, 03/2012

Così, come anticipato da LEAP/E2020, la gestione della “crisi greca” [10] ha provocato la rapida scomparsa della cosiddetta “crisi dell’Euro” dai titoli dei media, e dalle preoccupazioni degli operatori di mercato. L’isteria di massa sostenuta, su questo tema, dai media anglo-sassoni e dagli euroscettici, nella seconda metà del 2011, non è durata a lungo: Eurolandia sta sempre più affermandosi come una struttura assolutamente sostenibile [11], ed ancora una volta l’Euro è di moda nei mercati e nelle Banche Centrali dei paesi emergenti [12], mentre l’Eurogruppo/BCE ha funzionato in modo efficace, con gli investitori privati che ??dovranno accettare un haircut [per il suo significato, in finanza, cfr. Wikipedia, NdT] fino al 70% del loro patrimonio greco, confermando le nostre anticipazioni del 2010, che parlavano di un haircut del 50%, quando quasi nessuno immaginava una tale possibilità, senza che al contempo ci fosse una “catastrofe” che avrebbe segnato la fine dell’Euro. [13] In definitiva, i mercati cedono sempre alla legge del più forte … ed alla paura di perdere ancora di più, qualsiasi cosa possano dire al riguardo gli studenti dell’ultra-liberalismo. E’ una lezione che i leaders politici custodiranno gelosamente, perché ci saranno altri haircuts in futuro, negli Stati Uniti, in Giappone ed in Europa. Torneremo su quest’argomento in questo stesso numero del GEAB.

Debito sovrano detenuto dalle Banche Centrali (in % del PIL) (2002-2012) – Stati Uniti (viola), Regno Unito (grigio), Eurolandia (tratteggio viola), Giappone (tratteggio grigio) – Fonti: Datastream/Banche Centrali/ Natixis, 02/2012

Contemporaneamente (fatto che contribuisce a spiegare la dolce euforia che ha alimentato i mercati e molti operatori economico/finanziari in questi ultimi mesi, perché siamo in un anno elettorale, e c’è necessità di dare una buona impressione, a tutti i costi, contro l’Eurozona che non sta crollando[14]), i media finanziari statunitensi hanno fatto un remake della storia dei “green shoots” [termine usato colloquialmente per indicare i segnali di ripresa economica, successivi ad un periodo di crisi, ndt] dell’inizio del 2010, e della “ripresa” [15] dell’inizio del 2011, per dipingere un ritratto dell’America che sta “uscendo dalla crisi”. Tuttavia gli Stati Uniti, in questo inizio del 2012, assomigliano davvero ad una deprimente scena dipinta da Edward Hopper [16], e non a quella cromata degli anni ’60, nello stile di Andy Warhol. Proprio come nel 2010 e nel 2011, la Primavera sarà il momento del ritorno al mondo reale.

In questo contesto, ancor più pericoloso, perché gli operatori economici sono cullati dalla pericolosa illusione di un “ritorno alla normalità”, in particolare dal “riavvio del motore economico statunitense” [17], LEAP/E2020 ritiene necessario mettere sull’avviso i propri lettori sul fatto che l’Estate del 2012 vedrà la distruzione di quest’illusione. In effetti, possiamo anticipare che vedremo la cristallizzazione di cinque devastanti shocks, che sono al centro del processo in corso del cambiamento geopolitico mondiale. Le nuvole nere che si sono accumulate, dall’inizio della crisi, sulle questioni economiche e finanziarie, si sono unite alle nubi oscure del confronto geopolitico.

Pertanto, secondo le nostre considerazioni, l’Estate del 2012 sarà segnata da cinque devastanti tempeste, che accelereranno il processo del cambiamento geopolitico mondiale:

  • Ri-caduta in recessione degli Stati Uniti, con sullo sfondo la stagnazione europea ed il rallentamento dei BRICS.
  • Banche Centrali in un vicolo cieco, aumento dei tassi d’interesse.
  • Tempesta sul mercato dei cambi e su quello del debito sovrano occidentale.
  • Iran, la guerra «di troppo».
  • Nuovo crollo dei mercati e delle istituzioni finanziarie.

In questo numero del GEAB, il nostro team analizza in dettaglio questi cinque shocks dell’Estate del 2012.
Allo stesso tempo, in collaborazione con le Edizioni Anticipolis, pubblichiamo un estratto del nuovo libro di Sylvain Périfel e Philippe Schneider: “2015 – La grande caduta del mercato  immobiliare occidentale” [al momento con la messa in vendita della sola versione in lingua francese], che affronta le prospettive del mercato immobiliare-residenziale americano. Infine forniamo, in questo stesso numero, le nostre raccomandazioni mensili riguardo l’oro, le valute, le attività finanziarie, le borse e le materie prime.


Venerdì, 16 Marzo 2012 – Traduzione di Franco per il Portico Dipinto

  • 1.Global systemic crisis – The five devastating storms in summer 2012 at the heart of the world geopolitical swing: http://europe2020.org/spip.php?article725
  • 2.Un articolo del Cameroon Voice, pubblicato il 2012/03/06, fornisce una panoramica interessante di quest’impasse, che ci sembra utile per analizzare, dal punto di vista geopolitico ed umanitario, quello che si nasconde dietro le “prove di giusta causa.” Ricordiamo l’attacco contro la Libia, e le disastrose conseguenze che esso ha comportato per molti libici e per tutta la regione. Le più recenti, le destabilizzazioni delle Nazioni a sud del Sahara, come il Mali, ad esempio. A questo proposito, si può leggere un’analisi molto interessante di Bernard Lugan su Le Monde del 2012/12/03.
  • 3.Ed il Giappone, che ha sì assunto un basso profilo, ma che non ha comunque alcuna intenzione di bloccare i rifornimenti di petrolio iraniano. Cina ed India aumentano, per quanto le riguarda, questi approvvigionamenti,  riempiendo così il vuoto lasciato dall’Occidente. Gli indiani ancora oggi utilizzano l’Iran come la porta d’ingresso per il petrolio dell’Asia Centrale. Fonti: Asahi Shimbun, 29/02/2012; Times of India, 13/3/2012; Indian Punchline, 18/02/2012
  • 4.Vedremo quale sarà la volontà dell’UE, in questo campo, nella seconda metà del 2012. Con la fine della tutela americana sulla politica estera francese, conseguenza del cambio di presidente, muteranno molti aspetti della politica internazionale dell’Europa.
  • 5.Molti funzionari israeliani ed americani si chiedono quale sarà il rapporto tra i due paesi, alla fine di questo confronto, quasi senza precedenti, sulla questione di un possibile attacco contro l’Iran. Per alcuni, gli Stati Uniti stanno raggiungendo un punto di  “frustrazione”, con Israele, come si evince analizzando l’articolo di Gideon Levy, su Haaretz del 2012/04/03.
  • 6.Gli esempi più recenti: l’accordo dei BRICS di commerciare fra loro usando le valute nazionali [ed in particolare lo Yuan, a causa del desiderio di Pechino di internazionalizzare la sua moneta], e la decisione giapponese di acquistare i T-Bonds cinesi, con l’accordo di Pechino. La Cina è dunque l’opposto del Giappone “dominante” degli anni ’80, che non aveva mai osato spingere sull’internazionalizzazione dello Yen. Questo fatto è sufficiente per annullare tutti i confronti fra la crescita abortita del Giappone, e la situazione della Cina di oggi. Tokyo era sotto il controllo di Washington, Pechino no. Fonti: FT, 2012/07/03; Japan Today, le 13/03/2012
  • 7.Le Banche di Eurolandia si ritraggono dalle loro attività di prestito in valuta statunitense. Fonte: Journal du Net, 2012/02/23
  • 8.Ovvero nel momento della fine del liberalismo sociale, che aveva preso il posto della socialdemocrazia europea nel corso degli ultimi due decenni, e del ritorno dell'”economia sociale di mercato”, al centro del modello Renano, storico modello continentale europeo. Dalla Slovacchia del nuovo primo ministro Fico, alla Francia del futuro presidente Hollande [questa non è una scelta politica, ma il risultato delle nostre previsioni, riportate nel Geab n. 49 del Novembre 2010] attraverso l’Italia di Mario Monti e la Germania [dove conservatori e socialdemocratici devono percorrere insieme il sentiero europeo, poiché questo è necessario per ottenere la maggioranza necessaria per ratificare il nuovo Trattato Europeo], vediamo i contorni della futura strategia economica e sociale di Eurolandia: una maggiore progressività nella tassazione, la solidarietà sociale, l’efficienza economica, il settore finanziario posto sotto controllo, la vigilanza doganale … in breve: il distanziamento ad alta velocità dal modello anglosassone, di moda 20 anni fa, tra l’élite del continente europeo.
  • 9.I più recenti episodi: l’attacco degli Stati Uniti, nell’ambito del WTO, alla politica commerciale della Cina sulle “terre rare”, sostenuto dalla UE e dal Giappone; i nuovi reciproci contorcimenti, e le nuove accuse, fra Stati Uniti ed UE, sempre presso il WTO, sulle sovvenzioni a Boeing ed Airbus; la “guerra valutaria” innescata dal Brasile verso gli Stati Uniti e l’Europa. Fonte: CNN Money, 2012/12/03, Bloomberg, 13/03/2012; Mish’s GETA, 2012/03/03
  • 10.Inoltre, fatto impensabile appena tre mesi fa, un’agenzia di rating ha rialzato il rating della Grecia. Fonte: Le Monde, 13/03/2012
  • 11.Come abbiamo già detto, sta crescendo la questione della democratizzazione di queste strutture. Ma queste (ESM, BCE, …) sono ora state fondate. I soggetti e le forze politiche, nei prossimi due anni, devono metterle sotto il controllo dei cittadini, piuttosto che passare il tempo a  rimpiangere il meraviglioso tempo che fu … dove i cittadini non avevano nemmeno idea di come il loro paese gestisse il proprio debito. E non è attaccando i tecnocrati, che hanno fatto il “lavoro sporco” nel mezzo della tempesta, che le forze politiche troveranno la strada per la legittimità democratica delle istituzioni dell’Eurozona, ma offrendo alle persone nuovi meccanismi di coinvolgimento nelle decisioni.  A questo proposito è utile sapere che, nel Parlamento europeo, il gruppo PPE (che include il partito di Nicolas Sarkozy e di Angela Merkel) sta cercando di stroncare sul nascere una proposta trans-partisan, di creare 25 seggi nel Parlamento Europeo, riservati a liste transnazionali, con l’UE come unica circoscrizione. Secondo LEAP/E2020, questa proposta è un piccolo passo in avanti verso l’unica strada che può condurre alla sorveglianza dei cittadini sulle decisioni europee. E’ un peccato che i cantori della necessità di avvicinare l’Europa ai cittadini, siano in realtà complici di chi vuole bloccare un primo serio tentativo in questa direzione. Fonte: European Voice, 2012/11/03
  • 12.Anche il Financial Times, uno dei cardini dell’isteria anti-euro, deve ora riconoscere che i mercati emergenti (soggetti pubblici e privati) hanno riacquistato il loro appetito per la moneta europea. Fonte: Financial Times, 26/02/2012
  • 13.Sottolineiamo questi punti, perché non dobbiamo dimenticarci troppo in fretta di quei discorsi dominanti nel 2010 e nel 2011, che hanno spinto gli investitori ad acquistare debito greco come se fosse un “vero affare”! Gli stessi “esperti” avevano già previsto la  parità Euro/Dollaro, inducendo molti operatori a vendere i primi per i secondi. Risultato: questi “esperti”, che popolano tutti i media finanziari, hanno causato la perdita di un sacco di soldi. Per essere in grado di anticipare il futuro, dobbiamo anche mantenerci in forma con la memoria!
  • 14.Non si dimentichi che senza l’isteria sulla “crisi dell’Euro”, dalla fine del 2011 gli Stati Uniti non sarebbero stati in grado di finanziare li loro enorme deficit. Wall Street e la City hanno dovuto dipingere un’Europa sull’orlo del burrone, per mantenere il flusso degli acquisti sui loro titoli. Ora che questa messinscena non funziona più, è fondamentale cercare di abbellire la situazione degli Stati Uniti, per evitare di prosciugare la fonte esterna di finanziamento dell’economia statunitense. Vedere i Geab dal n. 58 al n. 61.
  • 15.Per la cronaca, a metà del 2010 il FMI era preoccupato di non “ostacolare la ripresa.” E nel Gennaio del 2011, gli esperti si chiedevano come beneficiare del “recupero” dimostrato dal famoso “indicatore chiave”! Fonti: FMI, 2010/07/07; Credit Infocenter, le 27/01/2011
  • 16.Ci teniamo a precisare che noi apprezziamo il talento di Hopper, che è qui menzionato perché è il pittore per eccellenza della classe media dell’”età d’oro” statunitense, che tuttavia è generalmente mostrata in un’atmosfera molto depressiva. Possiamo solo immaginare quale sarebbe lo stato d’animo espresso dai suoi dipinti, oggi, con la classe media in difficoltà, in un ‘”età del ferro” per il Paese.
  • 17.Ricordiamo che questo è il credo fondamentale di tutto il sistema economico e finanziario globale. Dopo tre anni di crisi, e per la prima volta dal 1945, questo motore non funziona più. Dobbiamo quindi continuare a sostenere tutto ciò il più a lungo possibile, sperando in un miracolo. Nell’Estate del 2012 i temporali porteranno molti tuoni e fulmini, ma non ci sarà quello miracoloso, anzi!
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