Le ultime notizie che circolano sulla Fusione Fredda descrivono un palcoscenico sempre più affollato di figure, alcune con un profilo cristallino altre ancora coperte da quell’alone di incertezza che impedisce di vedere con chiarezza le prospettive di questa tecnologia. Riprendendo i sei punti già presentati nei mesi scorsi cerco di fare chiarezza sullo stato dell’arte.

1. Una conferma ufficiale della scienza da parte di una grande istituzione accademica : il follow up del corso sulla fusione fredda dell’MIT per ora non c’è stato, mentre per quanto riguarda il Colloquium di Celani e Srivastava al CERN l’interesse nel mondo accademico sta crescendo, e cosa rara per questo tipo di incontri, non solo la sala sarà gremita ma sarà anche disponibile un collegamento in webcast. Tutto fa pensare che la riunione sarà un evento storico non solo per quanto diranno i relatori, ma forse ancor di più per quello che diranno gli scienziati partecipanti. Rai 2 dovrebbe anticipare l’evento durante la trasmissione Voyager di Roberto Giacobbo con un’intervista a Celani in onda lunedì 19 marzo.

2. Una dichiarazione di interesse da parte delle istituzioni politiche: come già commentato su questo sito, lo scorso gennaio un’interpellanza parlamentare alla Camera ha chiesto al Governo la posizione dell’Italia su questo argomento citando quanto scritto due mesi fa su Pagina, non ci sono notizie recenti di una qualche reazione del ministro Passera. In Grecia invece alcune fonti riferiscono che l’apparecchio della Defkalion è stato testato proprio da enti governativi anche se mancano dichiarazioni ufficiali.

3. Il lancio di un prodotto o di una tecnologia da parte di un grande gruppo industriale: le notizie che circolavano sulla collaborazione tra Andrea Rossi e National Instruments si sono rivelate corrette come confermato dalla stessa multinazionale americana. Rossi ha inoltre dichiarato di aver ceduto completamente le azioni della sua azienda ad un nuovo gruppo di finanziatori. Rossi nelle sue dichiarazioni più recenti fa continui riferimenti alle tecnologie di Siemens per turbine a vapore a bassa temperatura. Queste tre informazioni fanno sospettare che dietro il divorzio da NI e la cessione del controllo dell’azienda ci sia proprio la multinazionale tedesca che rispetto alla NI è veramente un grande gruppo con un fatturato circa 100 volte più grande e la capacità di gestire tutte le tecnologie necessarie alla fusione fredda. Ovviamente non ci sono conferme da Siemens, ma questa ipotesi è certamente affascinante.

4. L’assegnazione del premio Nobel 2012 per la fisica: non ci sono nuove notizie sull’argomento ma le Università svedesi sono sempre molto attente agli sviluppi della tecnologia di Rossi. Recentemente è stata annunciata una collaborazione tra Rossi e l’Università di Uppsala.

5. Il riconoscimento a Rossi del brevetti: non ci sono notizie di rilievo sull’argomento.

6. Il veto dell’ente americano per l’energia nucleare a commercializzare il dispositivo: è stata diffusa recentemente la notizia di un’indagine da parte del “Florida Bureau of Radiation Control” nei confronti di Andrea Rossi e della sua azienda. Le risposte riportate:

· non ci sono reazioni nucleari nel dispositivo

· non ci sono produzioni in corso del dispositivo negli Stati Uniti

sono abbastanza contraddittorie rispetto a quanto dichiarato nei mesi scorsi e gettano una luce strana sull’ingegnere italiano.

Appuntamenti della settimana:

oltre ai già citati: trasmissione Voyager su Rai 2 lunedì 19 e conferenza di Francesco Celani e Yogendra Srivastava al CERN giovedì 22, è stata annunciata per il 23 marzo (data mitica che corrisponde esattamente al 23° anniversario delle conferenza stampa di Fleischmann e Pons a Salt Lake City), la presentazione da parte di George H. Miley (foto) professore emerito dell’ Università of Illinois di un dispositivo LENR molto simile a quello di Rossi.

Albino Maggia

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