http://www.meteoservice.it/forum/showthread.php?24647-FUKUSHIMA-COSA-STA-ACCADENDO-IN-GIAPPONE-EVACUAZIONE-DI-MASSA-DI-40-MILIONI-DI-PERSONE

Tepco è la società che gestisce la centrale di Fukushima e ne sta curando la messa in sicurezza. Ha annunciato che a fine aprile inizierà la rimozione dei detriti dalla sommità del reattore 4. Si tratta, come è facile immaginare di un’operazione di grande difficoltà e pericolosissima. Soprattutto per gli operatori umani. Questi useranno due scavatrici, una alla base ed una alla sommità del reattore. I detriti coprono attualmente le piscine del combustibile esaurito, pericolosissimo perchè necessitante di un raffreddamento continuo ed esposto ora praticamente all’aria aperta. In un futuro purtroppo ancora abbastanza lontano si dovrà trovare un modo per rimuoverlo. L’eliminazione dei detriti è la prima fase di questo delicato processo.

Questo è il PDF divulgativo diffuso dalla TEPCO tramite Twitter per illustrare l’importante operazione di messa in sicurezza.

http://www.tepco.co.jp/en

E’ importante notare che TEPCO, dopo una primissima fase un po’ discutibile, ha in effetti svolto un lavoro incredibile per limitare gli effetti del disastro. Esaminando a mente fredda non si può che restare stupiti. Praticamente hanno ricostruito un circuito di raffreddamento nuovo nei ruderi di quattro reattori nucleari esplosi, fusi e completamente fuori controllo.

Anche a livello comunicativo ha fatto il possibile, dato il contesto.

Un video (recentissimo) mostra impietoso lo stato attuale della centrale. Le immagini sono sconvolgenti. Gli edifici dei reattori divelti dalle esplosioni sono ancora un ammasso di rovine. Su di essi si aggirano tecnici completamente avvolti in tute protettive.

Tutto intorno centinaia e centinaia di enormi contenitori nei quali vengono accumulati milioni di litri di acqua mortalmente contaminata. E’ quella che raffredda ciò che resta delle barre di carburante che continueranno a bruciare ancora per secoli. E per lunghissimi anni quest’acqua avvelenata dovrà restare in questi depositi o in altri che i nostri pronipoti saranno costretti a gestire.

Questo è il video.

http://www.youtube.com/watch

La centrale nucleare di Fukushima è ancora un pericolo immenso per l’umanità.

La situazione attualmente è come congelata. Certamente ancora si è lontani dall’aver risolto il problema della messa in sicurezza delle barre di combustibile (in parte fuse nei noccioli, in parte pericolosamente danneggiate sopra e accanto ai reattori.

Ed il pericolo per il pianeta, in realtà aumenta ogni giorno che passa.

Se la realtà di fukushima fosse frutto di fantasia, sarebbe frutto di una fantasia malata di catastrofismo. Ma essendo appunto realtà, è una realtà talmente spaventosa da venire rimossa il più possibile dalla coscienza collettiva.

Eppure una realtà con cui siamo costretti a fare i conti.

Quello che segue è un resoconto di notizie trovate sul web. E’ evidente un aumento generale della preoccupazione nei confronti della centrale danneggiata. Questo al di là delle informazioni in se che vanno considerate sempre con la dovuta prudenza.

In questi giorni, ad un anno dalla catastrofe, in Giappone superato lo shock subentra la fobia.

I giapponesi si stanno rendendo conto, forse solo ora a livello di massa, di dover convivere con quattro meltdown a pochi passi da casa loro.

Anche grazie ad un libro di recente pubblicazione e di enorme successo nel sol levante. Un’inchiesta che spiega nei dettagli e con grande autorevolezza cosa è accaduto e cosa sta avvenendo nella centrale. (http://www.amazon.co.jp)

Ormai sono migliaia le persone che iniziano a pensare di emigrare da quella che è la seconda o la terza economia mondiale.

Questo desiderio di fuga, generato dal senso di pericolo imminente e continuo, rischia di trasformarsi in realtà forse anche ingiustificata razionalmente.

Tuttavia sono gli stessi politici giapponesi a porsi seriamente il problema dell’evacuazione di massa dall’arcipelago.

Ecco alcune notizie recenti:

Il 22 marzo, l’ex ambasciatore Giapponese della Svizzera Mitsuhei Murata avrebbe rilasciato un’inquietante dichiarazione;

avrebbe detto che, se l’edificio dell’ unità danneggiata del reattore 4 – con 1.535 barre di combustibile nella piscina del combustibile esaurito a 30 metri dal suolo – crolla, non solo provocare un arresto di tutti e sei i reattori, ma colpirà anche il pool comune del combustibile esaurito contenente 6375 barre di combustibile,che è situato a circa 50 metri dal reattore 4 . In entrambi i casi le aste radioattive non sono protette da una nave di contenimento; pericolosamente, sono all’aria aperta. Ciò causerebbe certamente una catastrofe globale come non abbiamo mai sperimentato prima. Avrebbe poi sottolineato che la responsabilità del Giappone verso il resto del mondo è incommensurabile. Una tale catastrofe avrebbe riguardano tutti noi per secoli. L’ex ambasciatore Murata avrebbe inoltre informato che il numero totale delle barre di combustibile esaurito sul sito Fukushima Daiichi escludendo le aste nel recipiente a pressione (il nocciolo fuso vero e proprio) sono 11.421.

http://www.youtube.com/

http://akiomatsumura.com/

Un alto caso molto emblematico sull’aria che si respira in questi giorni a proposito del disastro nucleare è la seguente:

Nei mesi scorsi si sono svolti importanti incontri bilaterali tra Russia e Giappone, nei quali si è discusso del destino di alcune isole sottratte dalla Russia al Giappone nelle fasi finali della seconda guerra mondiale. Si tratta delle isole Curili, disputate da sessant’anni.

Circola la voce che i russi siano rimasti letteralmente sbigottiti nel sentirsi dire dalla diplomazia giapponese che stavolta la faccenda delle isole aveva un’importanza molto più alta per il Giappone. Poichè 40 milioni di giapponesi (residenti di Tokyo compresi) sono in estremo pericolo di vita e che in qualunque momento potrebbe rendersi necessaria un’urgente evacuazione se la situazione di Fukushima peggiorasse. E che l’unico luogo disponibile per ospitare così tante persone sarebbero appunto queste isole.

http://www.eutimes.net/

Gli stessi diplomatici avrebbero anche fatto presente di stare prendendo in seria considerazione un’offerta della Cina per ospitare sul proprio territorio milioni di sfollati giapponesi. A tale scopo potrebbero essere utilizzate alcune città completamente disabitate costruite in Cina per errore (basandosi su piani di sviluppo regionali errati, speculazioni edilizie ecc).

http://www.dailymail.co.uk/news/arti

In effetti pochi giorni dopo lo tsunami, per la prima volta nella storia, una squadra di soccorso dell’esercito cinese, aveva visitato la zona del disastro. Si trattava della prima delegazione straniera estera sul luogo dell’incidente (era il 13 marzo, due giorni dopo il maremoto). In questo modo il Giappone aveva rassicurato la Cina sulla trasparenza totale nelle informazioni sul disastro nei confronti del vicino asiatico. Sia per rassicurarlo, sia per chiedergli aiuto. La squadriglia cinese ha collaborato eroicamente al soccorso delle vittime del sisma.

http://it.sohu.com/

Ci sono scenari strategici che ipotizzano una fusione di fatto tra Cina e Giappone a causa della catastrofe nucleare. E’ un’ipotesi poco credibile e probabile ma che viene presa comunque in qualche considerazione in ambiente internazionale.

Al di la dell’attendibilità o meno di queste notizie, esse segnalano un clima non rassicurante.

Molto più documentato è il discorso del senatore americano Ron Wyden, membro della commissione energia. Sottolinea la pericolosità della situazione nipponica e sollecita l’America ad intervenire prima che accada qualcosa di irreparabile (http://blogs.wsj.com/)

Mentre il Pentagono lancia un concorso per la creazione di un robot androide, che sia in grado di operare all’interno di un ambiente analogo a quello di Fukushima. Attualmente non esiste la tecnologia adeguata, come si è visto. DARPA chiede una macchina innovativa, che sembra dovrà avere sembianze vagamente umanoidi per poter svolgere tutte quelle funzioni che oggi può svolgere soltanto una persona. (http://fukushima-diary.com )

In America intanto crescono le voci (tutt’altro che confermate) circa l’arrivo, sulle coste orientali, di scorie e liquami tossici che dal Giappone finiscono nel pacifico. Qui è tuttavia utile precisare che, a differenza che in Giappone, gli Stati Uniti sono e saranno si contaminati da Fukushima. Ma grazie alla distanza in modo molto minore. Se ci saranno danni alla salute saranno rilevabili solo tra molti anni a livello statistico.

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