12 Aprile 2011


L’Agenzia per la sicurezza nucleare e industriale del Giappone ha innalzato da 5 a 7 il livello di gravità della crisi nell’impianto di Fukushima

Ad un mese dal doppio cataclisma che ha sconvolto il Giappone e dopo settimane di minimizzazione da parte delle autorità nipponiche circa i rischi connessi all’incidente nucleare della centrale di Fukushima, arriva oggi dall’Agenzia giapponese per la sicurezza nucleare una comunicazione che non lascia spazio alle più ottimistiche previsioni riguardo alle conseguenze del disastro atomico.

L’Agenzia per la sicurezza nucleare e industriale del Giappone ha infatti innalzato da 5 a 7 il livello di gravità della crisi nell’impianto di Fukushima Daiichi, ponendolo di fatto allo stesso livello della catastrofe nucleare di Chernobyl del 1986. L’agenzia ha però precisato che le radiazioni uscite dall’impianto sono pari al 10% di quelle della tragedia Ucraina.

Il grado 7 è il massimo possibile secondo gli specialisti dell’energia atomica che hanno stilato la Ines, International Nuclear Event Scale. Creata nel 1989 dall’Agenzia internazionale per l’energia atomica, la scala Ines classifica gli incidenti nucleari e radiologici in base a 7 livelli: i più bassi (da 1 a 3) vengono definiti come guasti, mentre quelli più alti (da 4 a 7) sono classificati come incidenti. Il livello 1 indica un’anomalia, mentre il 2 e il 3 sono utilizzati per i guasti semplici e quelli gravi. Il livello 4 è un incidente con conseguenze locali, mentre il 5 indica un incidente con conseguenze più estese. Il 6 e il 7 indicano incidenti gravi e catastrofici. 

In merito all’incidente della centrale di Fukushima, un funzionario della Tepco ha oggi evocato la possibilità che i livelli di radioattività siano addirittura superiori a quelli relativi al peggior disastro nucleare sinora conosciuto: “la perdita radioattiva non si è ancora arrestata completamente”, ha spiegato, “e la nostra preoccupazione è che possa anche superare Chernobyl”.

Sebbene la comunicazione ufficiale da parte dell’Agenzia giapponese per la sicurezza nucleare sia arrivata soltanto oggi, già alcune settimane fa uno studio commissionato da Greenpeace Germania al Dr. Helmut Hirsch, esperto di sicurezza nucleare, rivelava che l’incidente alla centrale giapponese di Fukushima aveva già rilasciato un tale livello di radioattività da essere classificato di livello 7.

“Il dramma ora è innegabile, è sotto gli occhi di tutti. Si è atteso fin troppo: ora è necessario portare tutti gli abitanti lontano dai reattori, al riparo dalle radiazioni”. Ad affermarlo è il Comitato ‘Vota Sì per fermare il nucleare’ che chiede al governo giapponese di fare “quello che avrebbe dovuto fare da tempo” ovvero “portare al sicuro tutti gli abitanti del distretto di Fukushima”. Secondo il Comitato, infatti, “la gestione improvvida di questa crisi e la natura stessa degli incidenti nucleari rendono assolutamente imprevedibile quanto può accadere nelle prossime ore e nei prossimi giorni in Giappone”.

Nelle prime ore di questa mattina, intanto, al reattore numero 4 di Fukushima è scoppiato un incendio. Le fiamme si sono sviluppate in un edificio e il fumo è stato notato da un operaio che ha avvertito i pompieri, subito intervenuti.

Nelle stesse ore un sisma di magnitudo 6.3, con epicentro proprio nella prefettura di Fukushima, ha fatto tremare ancora una volta il Paese del Sol Levante.

Tratto da Il Cambiamento

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