Debito insostenibile, senza riduzione massiccia niente aiuti. Fondo chiede periodo di grazia di 30 anni. Ue sapeva dell’analisi. LEGGI REPORT TOP SECRET
Il numero uno del Fondo Monetario Internazionale, Christine Lagarde.

Il numero uno del Fondo Monetario Internazionale, Christine Lagarde.

NEW YORK (WSI) – Il Fondo Monetario Internazionale non può fornire prestiti a un paese il cui debito ritiene sia insostenibile.

Lo ha detto chiaramente lo stesso istituto in un report top secret, in cui precisa di essere pronto a collaborare con le autorità greche e in cui di fatto dichiara guerra alla Germania, che continua a opporsi a una svalutazione del passivo statale ellenico.

A meno che l’Europa non finisca per accettare la realtà e ridurre il debito da 320 miliardi di euro, che secondo l’Fmi è insostenibile, da Washington non ci sarà nessun aiuto finanziario.

Nel rapporto si avverte che il debito nazionale potrebbe presto raggiungere il 200% del Pil, raggiungendo livelli ancora più insostenibili.

Nel rapporto, che è stato consulato dall’agenzia Reuters, si dice che “il deterioramento drastico della sostebilità del debito indica il bisogno di una riduzione del debito che vada molto oltre quello che è stato preso in considerazione sinora e quello che propone il piano di salvataggio tramite l’ESM”.

Al momento i paesi dell’area euro hanno parlato di un allungamento delle scadenze del debito e di un taglio degli interessi sui prestiti.

Ma l’Fmi chiede un periodo di grazia di 30 anni. Solo così il debito diventerebbe sostenbile.

In alternativa, l’area euro potrebbe attuare trasferimenti espliciti di denaro con cadenza annuale alla Grecia oppure accettare una svalutazione massiccia e diretta del debito.

Quel che è peggio in tutto questo è che i leader dei paesi Ue sapevano dell’ultima spietata analisi sul debito greco targata Fmi ben prima di accettare le condizioni del piano di salvataggio.

(DaC)

[Potete aiutare i blogger a sopravvivere anche con una piccolissima donazione di 1€ ciascuno]
L’informazione libera non può accedere ai finanziamenti statali ma vive di pubblicità… USALA




Commenta su Facebook