Immagino che i media sussidiati non vi abbiano informato che negli ultimi due giorni è successo qualcosa di enorme nel mondo. Un evento geopolitico di portata massima, che ha già cambiato i rapporti di forza.

Le Filippine abbandono il patto di alleanza con l’occidente e in particolare con gli Stati Uniti (e con il dollaro) e si alleano con la Cina (e con la Russia).

Partiamo dalla notizia ben nascosta da Repubblica, (notate il taglio rabbioso e la bile del così detto giornalista nostrano, ho evidenziato alcuni passaggi di stile)

PECHINO – America lo senti? “Annuncio la mia separazione dagli Stati Uniti”, diceRodrigo Duterte, fresco caudillo delle Filippine, e i delegati accorsi ad omaggiare il nuovo nemico numero uno dell’Occidente nella Grande Sala del Popolo, qui all’angolo con Tiananmen, sbottano in un applauso frenetico che accoglie come una liberazione quelle parole che il presidente ha appena improvvisato, inutile cercarle nel discorso già preparato. Il momento è a suo modo storico. Fino a qualche minuto prima le Filippine erano il baluardo della Pax Pacifica, l’assicurazione dell’Occidente contro la prevalenza del Dragone, le cinque basi americani sul suo territorio a frenare l’espansionismo dell’ultimo impero almeno formalmente comunista. E ora?

La visita del populista di Manila era attesissima, e guardata con curiosità non solo dagli esperti di geopolitica. Nello spicchio di mesi dalla salita al potere, Mister Duterte ha già detto e fatto di tutto e di più, ha chiamato Barack Obama “figlio di…” e dichiarato letteralmente guerra ai tossicodipendenti, uccidendone almeno tremila elogiando l’insegnamento di Adolf Hitler (non è vero, Duterte non ha mai elogiato Hitler, n.d. fk), che di ebrei, ha più o meno detto, ne trucidò tre milioni. Ma sbaglia chi appiccica la troppo facile maschera di Capitan Fracassa all’uomo che ha scalzato da Manila l’ultimo Aquino, Beniamino, ennesimo rampollo della famiglia che a sua volta scalzò la dinastia dittatoriale dei Marcos. Duterte i suoi conti li sa fare benissimo e sa che ha bisogno della Cina per continuare a far viaggiare il suo Paese sul treno di uno sviluppo che nell’ultimo trimestre ha fatto comunque registrare la velocità del 7 per cento di crescita del Pil. Un dato che sta a cuore al presidente e al suo governo, tant’è vero che il ministro del Commercio Ramon Lopez ha chiarito a stretto giro di posta che la separazione dagli Usa “non riguarda quanto è in piedi a livello di commerci e investimenti”. Insomma, non ci sarà nessuno strappo nei rapporti economici con Washington?. Non sembra proprio…….

Tanto per capirci, il capo di stato democraticamente eletto delle Filippine in questi mesi nell’ordine ha:

  • Dato pubblicamente del Figlio di Puttana a Obama
  • Urlato davanti al Parlamento Cinese che le Filippine NON sono più un paese allineato all’occidente ma che diventano organici ad una alleanza con la Cina (e la Russia…. scommettiamo che le Filippine stanno per comprare sistemi di arma russa? E tanti.)

Conseguenze Economiche: una in particolare, aumenteranno ancora gli scambi diretti in Yuan e Peso Filippino fra le due nazioni, estromettendo il “Dio Dollaro” dal gioco. Peraltro se osserviamo i tassi di cambio:

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Si potrà osservare che il Peso Filippino di fatto è già peggato allo Yuan e non al dollaro da almeno 2 anni. Segno che la sceneggiata di ieri è stata in realtà ben preparata.

A livello militare è facile immaginare che la Cina (e la Russia?) impianterà presto basi militari con le Filippine le quali peraltro nel 2016 hanno già vietato esercitazioni “occidentali” nelle proprie acque.

Siate Consapevoli, Siate preparati.

p.s. gli americani si confermano specialisti nel farsi odiare in tutto il mondo, non vorrei che qualcuno pensasse che da quelle parti il “popolo” sia pronto alla “rivolta colorata” per i valori dell’occidente. La cosa veramente sconcertante che caratterizza l’attuale dirigenza americana è la profonda ignoranza e mancanza di capacità di capire i popoli. Dunque mancando forza economica e militare per soggiogarli è ovvio che alla prima occasione buona vengono mandati a fare in culo come dei “figli di puttana”.

p.p.s. Cudillo, Populista, elogiatore di Hitler….. sicuramente il fatto che le Filippine non vogliano più il dollaro è una coincidenza

FONTE: rischiocalcolato.it

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