FAME, CONTROINSURREZIONE E BLOCCO DEGLI AIUTI ALIMENTARI IN ETIOPIA
Mentre il Programma Alimentare Mondiale dell’ONU emette rapporti urgenti sul fatto che milioni di etiopi muoiono di fame nell’Ogaden popolato da somali, il Comitato Internazionale della Croce Rossa dichiara che il governo etiope si rifiuta di dare all’associazione un permesso per portare soccorso nella regione. Che alla Croce Rossa non si permetta di svolgere lavori in una qualunque parte del mondo è quasi inaudito, ma quando si tratta dell’Etiopia, guidata dallo “statista” del G-20, Meles Zenawi, è usuale.

Thomas Mountain

Counterpunch

I militari etiopi hanno impedito durante gli ultimi 4 anni a tutte le organizzazioni umanitarie, tra cui la Croce Rossa, Medici senza Frontiere e agenzie umanitarie dell’ONU, di sfamare la gente che muore di fame in Ogaden. Milioni di persone soffrono la fame, forse fino a 6 milioni, anche se nessuno lo può dire con sicurezza…perché non si permette a nessuno di entrare nella regione.
Perché succede una cosa del genere? Perché non c’è una protesta contro questo enorme crimine contro l’umanità, il blocco degli aiuti alimentari a milioni di persone affamate?
La risposta è davanti agli occhi di questi “interventisti umanitari”, i paesi occidentali e i loro burattini nelle Nazioni Unite che pompano migliaia di milioni di dollari l’anno per rafforzare il regime di Meles Zenawi in Etiopia.
Per diversi anni, l’Etiopia ha superato l’Egitto come principale beneficiario del denaro dell’Occidente in tutto il continente americano.

Anche se la quantità esatta si nasconde bene nei documenti opachi che accumulano polvere negli uffici dei cartelli finanziari internazionali, il FMI ha informato che nel 2010 il conto sulle importazioni dell’Etiopia è stato di 8.700 milioni di dollari mentre l’export di 1.700 dollari.

7.000 milioni di dollari l’anno, in aiuti diretti in denaro, prestiti che sono inevitabilmente dimenticati (la massa del cosiddetto aiuto al debito africano) o vari metodi che includono trucchi finanziari. Bisogna pagare il conto e l’Occidente sa troppo bene con quale velocità i seguaci del loro uomo di fiducia in Africa Orientale, Meles Zenawi, lo abbandoneranno. Se Meles Zenawi se ne va, chi sarà l’agente occidentale in Africa Orientale che farà il lavoro sporco affinchè l’Occidente possa mostrare al mondo quanto pulite siano realmente le sue mani?

La siccità, la carestia e una controinsurrezione sempre più brutale delle forze armate etiopi, le più grandi in Africa, il popolo di Ogaden è dimenticato dal mondo,soprattutto grazie ai media occidentali e alle corporazioni dei “diritti umani”. In un momento di disperazione ho inviato una mail ad un giornalista del Los Angeles Times nella capitale dell’Etiopia, Addis Abeba, per informare sulla situazione e per ricevere come risposta che non possono coprire questa questione a causa delle “difficoltà di acceso e di logistica”. Almeno non possono dire che non lo sapevano.
Tuttavia in mezzo a tutta questa oscurità c’è luce, perché il popolo di Ogaden è sempre più efficace nella sua autodifesa armata ed è passata all’offensiva contro i militari etiopi e agli squadroni della morte paramilitari. Nonostante tutto, rimane ben al di là dei mezzi di migliaia di combattenti del Fronte Nazionale della Liberazione di Ogaden la possibilità di sfamare milioni di cittadini,  mentre combattono alcunebattaglie molto disperata contro i loro nemici, armati e finanziati dall’Occidente, dalle forze armate etiopi.
Il Corno d’Africa è una delle regioni del mondo più colpite dalla guerra e dalla fame, o forse la più colpita, e questi disastri ricorrenti possono essere ricondotte ai signorioccidentali che pagano il conto.
L’Occidente, e in particolare la Casa Bianca di Obama può pretendere che questo crimine venga ignorato, ma resta il fatto che un’alta consigliera di Obama, Gayle Smith, nella sua opposizione, prima di Obama, alla politica di Bush, ha scritto su questa situazione nel 2007 e 2008 nel cosiddetto progetto Basta.
Quindi quelli che comandano sanno, troppo bene, che sono direttamente responsabili della morte per fame di milioni di persone, ma non aspettatevi alcunaazione da parte loro. Il mandato dei dirigenti delle “democrazie” occidentali, non è quella di salvare le vite, tutt’altro.
E’ quello di proteggere il loro impero.
Cosa importa quindi se i loro capi in Africa Orientale causano la morte per fame a centinaia di migliaia, e forse milioni, di persone?
Il diritto internazionale è davvero la legge della giungla dove sopravvive solo il più forte, e il popolo di Ogaden, che soffre da tanto tempo, è l’ultima vittima. La gente di Ogaden ha poche alternative se non quella di lottare per la propria vita, almeno fino a quando il regime gangster genocida di Meles Zenawi sarà espulso e Meles fuggirà al suo palazzo londinese verso le sue migliaia di milioni mal guadagnati. Fino ad allora non bisogna che aspettarsi lacrime di coccodrillo da parte degli “interventisti umanitari” dell’Occidente.

Scelto e tradotto per Voci Dalla Strada da VANESA

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