Grazie a un escamotage soldi a pioggia non solo ai partiti veri e propri, ma anche alle fondazioni a essi collegate. Ecco l’elenco dei parlamentari che firmarono la proposta

Grazie a un escamotage soldi a pioggia non solo ai partiti veri e propri, ma anche alle fondazioni a essi collegate. Ecco l'elenco dei parlamentari che firmarono la proposta
Un anno fa, in Commissione Affari Costituzionali della Camera, cominciò la discussione per su una legge volta a raddoppiare il finanziamento ai partiti. Il primo firmatario del progetto di legge numero 3809, “Disciplina dei partiti politici, in attuazione dell’articolo 49 della Costituzione, e delle fondazioni politico-culturali“, era Ugo Sposetti del Partito Democratico.

Alla sua firma se ne aggiunsero subito altre, dal Pd al Pdl, dall’Udc fino all’Idv. Oggi gli stessi politici parlano di tagli e riduzioni, dopo lo scandalo Lega, ma soltanto un anno fa volevano raddoppiare il finanziamento pubblico. Quel progetto di legge mirava infatti a finanziare anche le fondazioni dei partiti.

Più nello specifico, secondo la legge, i partiti non devono più essere associazioni di fatto come oggi, bensì associazioni riconosciute iscritte in pubblici registri. Alle fondazioni il progetto di legge assegna infatti un finanziamento pubblico annuo fino a un massimo di 185 milioni di euro.

E’ l’Articolo 8 a disciplinare questa forma di finanziamento.

Contributo dello Stato al finanziamento delle attività delle fondazioni politico-culturali“.

1. A titolo di concorso alle spese per le attività di istituto lo Stato concorre al finanziamento delle fondazioni politico-culturali di cui all’articolo 5 con contributi finanziari annuali nella misura complessiva massima di 185 milioni di euro per ciascun esercizio di bilancio. Lo stanziamento è determinato annualmente dalla legge di stabilità.
2. L’erogazione dei contributi è disposta secondo le norme della presente legge, con decreti del Presidente della Camera dei deputati, a carico del bilancio interno della Camera dei deputati.
3. Hanno diritto al contributo le fondazioni politico-culturali iscritte nell’elenco di cui al comma 3 dell’articolo 2 qualora il partito politico che ha costituito la fondazione abbia almeno un eletto tra i membri del Parlamento europeo spettanti all’Italia, o nel Parlamento nazionale o nelle assemblee elettive delle regioni o delle province autonome di Trento e di Bolzano, ovvero abbia partecipato negli ultimi cinque anni a elezioni per il rinnovo di una di tali assemblee elettive ottenendo un numero di voti validi non inferiore a due volte il numero di voti richiesti per la concessione del rimborso dello Stato delle spese per le consultazioni elettorali.
4. Il contributo concesso annualmente a ciascuna fondazione politico-culturale è suddiviso in due quote:
a) un contributo per le spese di organizzazione, pari a euro 300.000;
b) un contributo per le spese di attività, determinato ripartendo proporzionalmente, tra le fondazioni che vi concorrono, la somma che residua dallo stanziamento di cui al comma 1, diminuito del totale dei contributi di cui alla lettera a).
5. La ripartizione proporzionale del contributo per le spese di attività è determinata con riferimento al totale dei voti validi ottenuti nell’elezione dei membri del Parlamento europeo spettanti all’Italia, del Parlamento nazionale e delle assemblee legislative regionali in carica al 1o gennaio dell’anno di riferimento. A tale fine, il totale dei voti validi di riferimento per ciascuna fondazione politico-culturale è costituito dalla somma dei voti validi ottenuti.

Durante i lavori lavori in commissione, nella seduta del 12 aprile 2011, si presentò pure un personaggio oggi assai noto:

Martedì 12 aprile 2011. – Presidenza del presidente Donato BRUNO. – Interviene il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio Francesco Belsito.

Proprio lui. Il tesoriere della Lega Nord, era presente alla discussione. Il progetto di legge, al momento,è ancora in discussione in Commissione. Con i recenti scandali verrà probabilmente accantonato, ma potrebbe rispuntare in futuro quando l’attenzione dell’Opinione Pubblica sarà meno desta.

Ecco l’elenco dei deputati che un anno fa firmarono quella proposta di legge: 45 PD, 5 PDL, 2 SVP, 1 FLI, 1 IDV, 1 UDC:

SPOSETTI Ugo (PD)
ALBONETTI Gabriele (PD)
BARBARESCHI Luca Giorgio (FLI)
BOCCIA Francesco (PD)
BRANDOLINI Sandro (PD)
BRUGGER Siegfried (SVP)
CAPODICASA Angelo (PD)
CECCUZZI Franco (PD)
COLANINNO Matteo (PD)
CUPERLO Giovanni (PD)
D’ANNA Vincenzo (PDL)
DI STANISLAO Augusto (IDV)
ESPOSITO Stefano (PD)
FADDA Paolo (PD)
FARINA Gianni (PD)
FLUVI Alberto (PD)
FONTANELLI Paolo (PD)
GARAVINI Laura (PD)
GATTI Maria Grazia (PD)
GIACOMELLI Antonello (PD)
GNECCHI Marialuisa (PD)
GRAZIANO Stefano (PD)
LENZI Donata (PD)
LOLLI Giovanni (PD)
LOSACCO Alberto (PD)
LOVELLI Mario (PD)
LUONGO Antonio (PD)
MADIA Maria Anna (PD)
MARCHIGNOLI Massimo (PD)
MARINELLO Giuseppe Francesco Maria (PDL)
MARINI Cesare (PD)
MERLO Giorgio (PD)
MIGLIOLI Ivano (PD)
MURER Delia (PD)
OLIVERIO Nicodemo Nazzareno (PD)
PAGANO Alessandro (PDL)
PEZZOTTA Savino (UDC)
PIZZETTI Luciano (PD)
PORTA Fabio (PD)
QUARTIANI Erminio Angelo (PD)
RAMPI Elisabetta (PD)
RUGGHIA Antonio (PD)
SANI Luca (PD)
SCHIRRU Amalia (PD)
SERVODIO Giuseppina (PD)
TIDEI Pietro (PD)
TOUADI Jean Leonard (IDV-PD)
TRAPPOLINO Carlo Emanuele (PD)
TULLO Mario (PD)
VACCARO Guglielmo (PD)
VELLA Paolo (PDL)
VELO Silvia (PD)
VIGNALI Raffaello (PDL)
ZACCHERA Marco (PDL)
ZELLER Karl (SVP)
ZUNINO Massimo (PD)

Commenta su Facebook