fonte: http://riecho-economiaeliberta.blogspot.com

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Spesso abbiamo ripetuto che l’Irlanda vive una situazione completamente differente da quella degli altri paesi periferici con problemi di stabilità dei conti pubblici.

Il debito pubblico di Italia, Grecia, Portogallo e Spagna è il risultato di decenni di spesa pubblica in eccesso rispetto alle entrate. Questi quattro paesi soffrono degli stessi sintomi (bassa crescita, alta corruzione e pressione fiscale) dovuti alle stesse cause (burocrazia, mercato del lavoro bloccato, assistenzialismo, sistemi pensionistici insostenibili, mercato dei servizi non liberalizzato ecc).

Non è il caso dell’Irlanda. L’economia irlandese, rinominata “Tigre Celtica“, dal 1995 ha rappresentato una degli migliori storie di successo di capitalismo nel mondo. La ricchezza media è raddoppiata dal 1994 al 2006. E triplicata se partiamo dal 1986.


Frutto di bassa spesa pubblica, bassa tassazione, efficienza regolatoria, apertura dei mercati, sistema legale ancorato ai principi della rule of law. 9° posizione nel rank mondiale per la libertà economica.

Soprattuto l’odiata (dagli altri paesi europei) corporation tax al 12.5% ha reso l’Irlanda il paese in cui tutte lemultinazionali hanno posto la propria base legale.

Tutto ciò ha portato grande benessere.


I problemi sono nati con la crisi finanziaria del 2008, quando cioè sono venuti al pettine i nodi dell’interventismodel governo americano nell’economia. Il settore finanziario irlandese era enorme rispetto all’economia reale del paese stesso.

Quando il fallimento di Lehman Brothers ha causato il domino globale, il governo irlandese si è fatto garante del proprio settore bancario ed ha quindi dovuto contabilizzare in bilancio le perdite delle banche. Ecco perché, come mostra il grafico, dal 2008 si ha un’impennata del rapporto Debito/Pil.

Ed ecco perché fanno bene gli irlandesi a ritenere illegittimo quel debito. Sono perdite di banche private socializzate. I cittadini devono pagare il prezzo degli errori di banchieri privati.

Qualche settimana fa parlando di Schaeuble e Portogallo, vi avevo promesso un video di un giornalista che finalmente incalzasse i tecnici e i burattini commissari rappresentanti della Troika su tali questioni. E in particolare sul fatto che il salvataggio dei paesi eurodeboli abbia come unico obiettivo salvare il sistema bancario europeo. Con i nostri soldi ovviamente.

Il giornalista è Vincent Browne.
I pagliacci:
Klaus Masuch, head of EU Countries Division at the European Central Bank
Istvan Szekely, director of economic and financial affairs at the European Commission
Craig Beaumont, mission chief for Ireland at the IMF.
Barbara Nolan, head of the European Commission representation in Ireland.

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