di Anna moffa
ilupidieinstein.blogspot.com

ortoQuante volte, in questi ultimi tempi, avete sentito qualcuno dire: “Dobbiamo decrescere, fatevi l’orto!”?

Purtroppo, un giorno non lontano (negli Stati Uniti già succede), non sarà più possibile “farsi l’orto” o prendere qualunque altra iniziativa che possa sollevare la terra dal peso degli arroganti, dei disonesti, degli inquinatori e dei manipolatori.

Tanto meno sarà possibile realizzare una “Green Economy” accettabile, ma solo qualcosa che di verde avrà solo il nome, mentre servirà ad un’elite di pirati per mettere le mani su tutto quello che consideriamo natura, sull’acqua, sull’aria e persino sul nostro respiro.

Ci sono nuovi regolamenti emergenti, scritti sotto la dettatura delle corporazioni, che tentano di vietare proprio la libera iniziativa riguardo a coltivazioni, allevamenti e via dicendo.

Questi tentativi di introdurre leggi restrittive, servono a concentrare tutta la proprietà nelle mani di corporazioni senza scrupoli

Il furto di risorse naturali da parte delle multinazionali è diventato un problema enorme e andrebbe denunciato come una violazione dei diritti umani e un attacco illegale ai beni comuni.

Il Gruppo ETC ha rilasciato un nuovo rapporto che denuncia la presa di potere da parte di grandi multinazionali che, attraverso la manipolazione della vita in ogni campo, lo sfruttamento delle risorse naturali della terra, nuove tecnologie invasive e pericolose, e cavalcando la “Green Economy”, si stanno appropriando di tutte le risorse fondamentali per la vita.

Queste corporazioni senza scrupoli inquinano, distruggono e quello che vogliono è proprio che qualcun altro venga accusato al posto loro. Chiunque pensi di poter difendere l’ambiente senza un minimo di conoscenza di come vanno le cose a questo mondo, farà solo danni

Il nuovo rapporto ETC, 60 pagine, si intitola “Chi controllerà la Green Economy?”

Ecco come la parola “verde” è diventata sinonimo di inganno, a servizio di approfittatori senza scrupoli:

Dalle parole del gruppo, nell’introduzione:

“Dall’inizio del millennio, la visione di bio-economia che ha preso forma; con la sua promessa di risolvere i problemi del picco del petrolio e dei cambiamenti climatici e per inaugurare un’epoca di sviluppo sostenibile, ha rapidamente acquisito una patina di ‘verde’. Nuove tecnologie, soprattutto la biologia sintetica o ingegneria genetica estrema, rese possibili dalla bioinformatica avanzata e dalla genomica, sono il motore della bioeconomia, mentre le materie prime agricole sono il suo carburante.

Per quanto possano sembrare seducenti, le nuove tecno-soluzioni verdi sono pericolose perché stimolano ancora una convergenza e una concentrazione ancora più grande del potere delle corporazioni e scatenano tecnologie private all’interno di comunità che non sono state consultate su – o preparate per – i loro impatti. Se la “Green Economy” sarà imposta senza alcun dibattito intergovernativo e un’ampia partecipazione di organizzazioni popolari e della società civile, il Summit della terra che si terrà a Rio de Janeiro il 20-22 giugno 2012 rischia di diventare il più grande furto di terra in più di 500 anni.”

Il Rapporto in sintesi:

– Rivelare l’identità dell'”Un per cento” della Green Economy

Il rapporto ‘Chi controllerà la Green Economy?’ fornisce dati concreti sui più grandi attori aziendali e sulle potenti corporazioni che controllano 25 settori dell ‘economia reale’. Questo è l’unico rapporto liberamente disponibile che raccoglie le principali liste di 10 aziende (per quota di mercato) da 18 principali settori economici inerenti alla Green Economy. Questi elenchi comprendono i primi 10 protagonisti nel campo dell’Acqua, Energia, Semi, Pesca e Acquacoltura, Vendita al dettaglio e trasformazione degli alimenti, prodotti chimici, fertilizzanti, pesticidi, Industria mineraria, prodotti farmaceutici, biotecnologie, commercio del grano e altro ancora. Il rapporto identifica anche i protagonisti in una manciata di nuovi settori industriali ed emergenti tra cui la biologia sintetica, Big Data, alghe e produzione di alghe e Genetica del bestiame (pp.1-2).

– Concentrazione aziendale incontrollata

Il Gruppo ETC  ha monitorato l’andamento delle proprietà delle corporazioni per 30 anni e la linea di tendenza è rimasta stabile: più monopolio ovunque. Per esempio le prime 10 aziende multinazionali sementiere ora controllano il 73% del mercato delle sementi commerciali del mondo, in aumento dal 37% nel 1995 (p. 22). Le 10 più grandi aziende di pesticidi al mondo ora controllano un enorme 90% del mercato mondiale di pesticidi che ammonta a 44 miliardi di dollari (p.25). 10 compagnie controllano il 76% delle vendite di farmaci per animali (p.34). 10 compagnie di mangimi per animali controllano il 52% del mercato globale dell’alimentazione animale (p. 33), 10 aziende chimiche controllano il 40% del mercato chimico (p.11), 10 aziende forestali controllano il 40% del mercato forestale (p. 31 ), 10 compagnie minerarie controllano un terzo del mercato minerario (p. 29) e le prime dieci aziende energetiche controllano un quarto del mercato dell’energia (p.10).

– Dimenticate i Mulini a vento, Pensate  ai mulini per il grano

Il termine  ‘Green Economy’ può evocare immagini iconiche di pannelli solari e turbine eoliche, ma questo in realtà non è il settore sul quale si concentra l’attività delle corporazioni. Mentre l’energia ‘rinnovabile’ non-idro e non nucleare è solo un piccolo frammento (1,8%) del consumo globale di energia – la quasi totalità di questa consiste nella raccolta e combustione di biomassa per l’energia e i combustibili e ora anche prodotti chimici. Questo rapporto mostra come i principali riallineamenti delle corporazioni nella nuova ‘green economy’ si stanno verificando intorno alla biomassa vegetale (p.8-12, 18-21).

– I nuovo oligopoli ‘verdi’

Questo rapporto rivela nuove convergenze aziendali nei diversi settori industriali mentre i grandi attori si posizionano per dominare la Green Economy. Un esempio calzante è la società DuPont – la seconda azienda di sementi più grande al mondo, la sesta più grande azienda chimica e sesta più grande compagnia di pesticidi, che sta emergendo come un attore importante nel biotech, biocarburanti e bioplastiche, biologia sintetica, alghe, ingredienti ed enzimi, mentre sviluppa relazioni con la terza più grande società energetica mondiale, la BP (pp. II-III).

– Dollari di Alimenti trionfano sui Dollari di Energia

La saggezza popolare dice che le dimensioni del mercato globale dell’energia ammontano a 7.000 miliardi di dollari e fanno sembrare insignificante ogni altro settore economico. Secondo la nostra ricerca, tuttavia, il mercato alimentare globale sovrasta quello dell’energia – anche quando si prendono in considerazione i sussidi governativi pagati ai produttori per l’energia e l’agricoltura(p.37).

– Ascesa della biologia sintetica

Nei primi anni ’90 la commercializzazione rapida di tecnologie di ingegneria genetica ha guidato la riorganizzazione massiccia dei settori dei semi, dei prodotti agrochimici e farmaceutici e l’emergere di giganti della ‘scienza della vita’ come la Monsanto e Novartis. Oggi le nuove tecnologie di biologia sintetica stanno stimolando un altro delirio di fusioni, acquisizioni e joint venture, intorno all’economia della biomassa, che spinge i giocatori della grande energia e della chimica come Dow, DuPont, BP, Shell, Exxon, Chevron e Total a nuove alleanze con i giganti del grano, delle foreste e dei semi come la Monsanto, Cargill, Bunge, ADM e Weyerhaeuser. Al centro di queste nuove alleanze ci sono sorprendentemente le nuove aziende di Biologia Sintetica come Life Technologies Inc, Amyris, Solazyme e Evolva – tutti rapidamente promossi a ruoli significativi nel campo dell’alimentazione mondiale, dell’energia, della farmaceutica e dei prodotti chimici (pp.8-12) .

– Controllare anche la Blue Economy.

La Biomassa che si trova negli oceani e negli ecosistemi acquatici rappresenta il 71% della superficie del pianeta. Ecco perché le aziende energetiche e chimiche come Du Pont, Statoil, DSM, Exxon, Mitsubishi, Monsanto, Chevron e il gigante delle spedizioni Stolt Nielsen guardano a nuove aree sperimentali incontrollate da sfruttare per nuovi zuccheri e oli per alimentare la bio-economia, proponendo lo sfruttamento su larga scala delle alghe, alghe marine, pesci e tutta la biomassa acquatica che si trova in laghi, fiumi ed estuari della costa. (Pp. 18-21)

Potete scaricare il rapporto “Who will control the Green Economy?” quì

Anna Moffa per i ilupidieinstein.blogspot.com
17 Dicembre 2011

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