Gli 007 del Mossad, facendosi passare per uomini della Cia, hanno reclutato oppositori iraniani coinvolti nella guerra segreta. Una classica operazione di «falsa bandiera» condotta nel periodo 2007-2008 e che ha portato gli israeliani ad aiutare «Jundallah», movimento sunnita del Baluchistan coinvolto in numerosi attentati in Iran. La rivelazione, apparsa sul sito diForeign Policy racconta come il Mossad abbia agito «sotto il naso della Cia» arruolando i separatisti a Londra. Si muovevano con passaporti statunitensi ed avevano le tasche piene di dollari.
LA REAZIONE USA – Un’attività che è stata segnalata, con una serie di memo, al vertice dell’intelligence Usa così come alla Casa Bianca dove allora c’era George W. Bush. E l’amministrazione non l’ha presa troppo bene perché – riferisce l’articolo – temeva di pagarne le conseguenze. Ma alla fine, nonostante le pressioni, «non si è fatto nulla». Si è trattato di un’iniziativa «stupida e pericolosa», ha dichiarato una fonte statunitense a Foreign Policy.

IL MOVIMENTO – Jundallah, un piccolo quanto combattivo movimento irredentista, si è trasformato in un avversario insidioso per l’Iran. La fazione ha usato i kamikaze per colpire pasdaran, moschee e obiettivi governativi. Attacchi che avevano fatto ipotizzare ad un sostegno americano a Jundallah: un paio di storie uscite sul New Yorker e sulla rete Abc parlavano di un appoggio della Cia. Notizie alle quali gli iraniani hanno reagito con durezza e in diversi casi hanno mandato sul patibolo i dirigenti della fazione catturati. Nel febbraio 2010 Jundallah ha poi perso, in circostanze misteriose, il suo leader, Abdolmalek Rigi. Gli iraniani hanno sostenuto di averlo arrestato mentre era in viaggio da Dubai al Kirghizistan. Ma secondo un’altra ricostruzione, l’estremista è stato fermato dai pachistani che lo hanno poi consegnato all’Iran. Prima, però, hanno chiesto agli Usa se erano d’accordo e la Cia avrebbe dato luce verde. Un sì motivato dal fatto che Jundallah era una carta del Mossad. Finito sotto processo, Rigi ha sostenuto in una intervista di aver incontrato in Marocco «i contatti Nato», in realtà 007 israeliani. Il 20 giugno 2010 lo hanno impiccato.
RAPPORTI TRA INTELLIGENCE – L’articolo di Foreign Policy – basato su fonti statunitensi – può essere interpretato come un segnale di Washington all’Iran all’indomani dell’uccisione dello scienziato nucleare. Guardate che non c’entriamo – è il messaggio – e anche se catturate qualcuno che sostiene di lavorare per noi non è detto che lo sia. Questo non significa che l’intelligence americana e quella israeliana non collaborino in chiave anti-Iran. I rapporti sono stretti, la consultazione è cresciuta. Ma gli Usa vogliono sempre essere padroni del proprio gioco. In altre parole temono che Israele possa forzare la mano. Quanto al Mossad è dovuto ricorrere al trucco della Cia perché era l’unico modo per ottenere la cooperazione di un gruppo musulmano sunnnita, tattica spesso impiegata per agganciare informatori in Medio Oriente.
fonte: tonerok.it/Falsi-passaporti-Usa-e-tasche-piene-di-dollari-Così-il-Mossad-reclutò-oppositori-iraniani

Pubblicato da Daniele
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