Di Domenico De Simone

Ogni rivoluzionario sa che è il popolo a decidere i tempi ed i modi della rivoluzione. Il compito di un rivoluzionario è capire quali sono questi tempi e questi modi e quando il popolo non lo segue, non deve prendersela con il popolo ma con sé stesso. Non basta evidentemente dirsi rivoluzionari e desiderare ardentemente un cambiamento radicale perché la rivoluzione avvenga realmente. Il nostro sentimento non è necessariamente condiviso, e la nostra percezione individuale non necessariamente coincide con la percezione degli altri. Perciò se io decido che è arrivato il momento di fare la rivoluzione, prima di scendere in piazza dovrei interrogarmi su che cosa mi spinge a formulare questo pensiero, per evitare di trovarmi da solo o con due gatti che si sono convinti della stessa cosa come me, e non subire la delusione che ne può conseguire.

E invece, sulla vicenda dei quindici ragazzi che stanno “assediando” il Parlamento, dopo un’autoconvocazione sulle pagine di facebook che ha raggiunto oltre trentamila “like”, leggo improperi contro il popolo bue che vuole fare la rivoluzione seduto nel salotto di casa, sulla comoda poltrona e spigrendo un tasto sul pc per aggiungere il proprio gradimento, ma che quando si tratta di scendere in piazza non ci pensa nemmeno. In queste ore, le piazze della Spagna, del Portogallo e persino di Parigi sono state invase da gente che contesta il sistema e le misure di austerità adottate dai governi dietro i soliti diktat dell’Unione Europea e della BCE, mentre in Italia si fotografavano le file degli entusiasti acquirenti del nuovo gingillo della Apple. A dimostrazione del fatto che il popolo italiano è fatto da smidollati egoisti che non pensano al bene comune ma al proprio orticello personale, e che in fondo siamo un popolo bue che si merita quello che ha, ovvero Monti, il governo dei banchieri, Berlusconi, Casini, Bersani e tutto il caravan serraglio della casta al potere.

Beh, non sono per niente d’accordo, ma nemmeno un po’. A Roma la gente è scesa in piazza e pure con numeri consistenti quando è stato il momento. Per rimanere in tempi recenti, a ottobre di due anni fa a Roma c’erano un milione di persone in piazza contro il governo e le politiche di austerità  e il 15 ottobre dell’anno scorso duecentomila persone hanno seguito il movimento “Occupy” nell’invadere la città per occuparla “permanentemente” fino alle dimissioni del Governo. E che è successo? Che al posto di Berlusconi abbiamo Monti, e francamente non mi sembra un gran risultato. E se fosse venuto un governo Bersani il risultato sarebbe stato identico. O no?

La manifestazione del 15 ottobre scorso finì con sanguinosi scontri tra un gruppetto di black Block con annessi infiltrati dei servizi (come insegnava Cossiga) che hanno battagliato per ore finché la gente non è tornata a casa, delusa e impotente. Era il risultato che tutti volevano, i ragazzotti disperati della periferia che pensano che fare la rivoluzione sia saccheggiare il supermercato per ricchi o devastare l’agenzia di una Banca, il Ministero dell’Interno e il Governo che certamente temevano un movimento di duecentomila persone che minacciavano di occupare pacificamente la città fino alle loro dimissioni. Entrambi cercavano per le proprie ragioni, il morto che non c’è stato per puro caso a differenza di Genova nel 2001 dove pure c’erano trecentomila persone e la cosa finì nello stesso identico modo.

C’era anche io, a Genova come a Roma l’anno scorso ed ho visto con i miei occhi ed ho provato la stessa delusione che provavo nel ’68 quando le manifestazioni finivano in scontri provocati da qualcuno che vi aveva interesse. Alla faccia del movimento, del pacifismo, delle belle intenzioni, del servizio d’ordine e della rivoluzione. C’è da aggiungere altro sulle ragione per cui la gente non è scesa in piazza ad assediare il Parlamento seguendo i trentamila “like” di facebook? Che non significano niente se non che alla gente piace l’idea, ma da qui a muoversi da casa ce ne corre! L’efficacia della pubblicità su facebook è di circa uno su mille. I trentamila significano trenta aderenti, questa è la verità. Se all’inizio ce n’erano davvero trecento, è stato un successone!

Anche la manifestazione di Roma del 15 ottobre scorso ha avuto la sua coda di “occupazione” della città. Un gruppo di circa trecento irriducibili ha occupato pacificamente, prima piazza San Giovanni, poi, dopo qualche ora, sono stati consigliati di spostarsi a Piazza Santa Croce in Gerusalemme. Lì sono rimasti un mesetto, con tanta gente che portava viveri, faceva concerti, dibattiti, seminari, discorsi, feste, e quant’altro occorresse. Ci sto anche io in diversi dibattiti sull’economia, sulla società e sul movimento “Occupy”. Stanno su questo sito i filmati relativi. E poi? Tanta solidarietà e tanto amore, ma la vita è ricominciata per tutti come al solito e lì sono rimasti quelli che non avevano niente da fare e nemmeno un posto dove andare. Poi da lì, gli occupanti, nel frattempo ridotti ad una cinquantina di “stabili” e un centinaio di “itineranti”, sono stati consigliati di andare alla passeggiata archeologica, dove la visibilità era zero. Un bel campeggio tra le rovine che il generale inverno ha spazzato via con le sue nevicate, e con i litigi seguiti all’arrivo della “marcia” che doveva arrivare fino in Grecia e che ha pensato bene di andare ad “occupare” il Vaticano. Per carità, splendida idea, ma iniziative concrete niente. I seminari ed i corsi accelerati di economia dovevano portare a formulare proposte da presentare alla gente per cambiare realmente la situazione, e sono invece finiti in litigi, discussioni chilometriche e del tutto inutili, mille idee diverse e nessuna iniziativa reale.

E allora perché non ci chiediamo che cosa vuole il popolo realmente prima di insultarlo? Forse vorrebbe che gli si proponesse un’alternativa. Ma non a parole, ma con i fatti. Se ci fosse un’altro mondo possibile, probabilmente molti lo sceglierebbero e lo difenderebbero con le unghie e con i denti dagli attacchi del sistema. Il movimento “Occupy” sull’onda delle suggestioni indotte dal film “V come vendetta” ha disseminato molti sogni. È stato certamente importante e utile ed ha fatto capire che c’è molta gente pronta al cambiamento. Ma questo cambiamento deve essere offerto, e non basta chiedere le dimissioni del Governo, se dopo non si offre niente. Oppure se la prospettiva è di avere altre facce che fanno lo stesso tipo di governo, spacciando sé stessi per onesti e buoni senza dare una svolta reale alla situazione.

Vi faccio due esempi. Il Fiorito che giusto ieri è stato arrestato per lo scandalo dei fondi pubblici della Regione Lazio, era uno di quelli che era andato a tirare le monetine a Craxi all’hotel Rafael. Come dice Crozza, poi è andato a riprendersele con gli interessi. Lo considero una sorta di emblema della situazione, magari allora ci credeva, ma poi la politica si sa com’è, quella concreta, degli inciuci, della corruzione, dei finanziamenti ai partiti, del collegio elettorale, della gente che ti chiede il posto di lavoro, il favore nell’amministrazione, di scavalcare la fila, di fare le analisi all’ospedale per primo, eccetera eccetera. Ed è poi la stessa gente che quando si tratta di dire ladri ai politici è quella che strilla più forte, ma perché coltiva il desiderio intimo di stare al loro posto ed ha il rammarico di non averlo potuto fare. O sbaglio? C’è qualcuno su facebook che confessa di aver rubato, o di essersi fatto raccomandare, o di aver avuto qualche privilegio? A parole sono tutti santi, ma poi in concreto le cose sono un po’ diverse. Il problema non sono gli italiani, ma un sistema che è corrotto e corruttore. E che deve essere cambiato alla radice, se non vogliamo che al Governo Monti segua un altro governo Berlusconi, o Bersani, o Casini, o Renzi o Fini, o Vendola. Che farebbero esattamente le stesse cose che hanno fatto i governi precedenti, rubando un altro po’ che c’è da rubare perché è la forma di governo che rende gli uomini ladri, ed è il potere che li rende ciechi.

Ho il massimo rispetto e nutro molto affetto verso i ragazzi e non che stanno occupando il Pincio per manifestare a Montecitorio. In fondo sono stati molto più bravi di noi che da San Giovanni siamo stati sbattuti alla passeggiata archeologica. Il Pincio è molto più bello e centrale. Ma poi che si fa? Le proposte dove stanno? Ho letto sul sito della “catena umana” di una petizione da presentare ai due Presidenti delle Camere in cui si chiedono le dimissioni di tutti. A parte il velleitarismo, ma anche se lo facessero, poi che si fa? Nuove elezioni? Tranquilli, non c’è bisogno di occupare Roma per questo, si faranno in primavera comunque, e nel Lazio entro Natale. E per eleggere chi? Ancora elezioni? Ancora partiti? Ancora, ancora, ancora?

Votiamo 5Stelle. Ok sono d’accordo. Il buon Pizzarotti diventato sindaco di Parma ha fatto quello che una persona per bene deve fare. Ha tagliato i costi inutili, risparmiando sulle auto blu, su qualche dirigente, su qualche spesa del Comune, e se ne va a fare il sindaco in bicicletta. Il debito di Parma non è stato scalfito di una virgola, ovviamente. Ma non perché lui non voglia, ma perché non ha gli strumenti. Ed è certamente una persona per bene ed uno che sembra capace a fare l’amministratore di un Comune. Certo meglio lui che questi ladri. Ma è questo ciò di cui abbiamo bisogno o ci vorrebbe dell’altro per cambiare realmente le cose? I cinquecento o seicento miliardi di euro di interessi sul debito aggregato chi li paga? E i duemila miliardi del debito pubblico come si affrontano? E i soldi alle imprese chi glieli da? E alla gente, per campare, per il diritto allo studio, per il diritto all’abitazione, ad una vita dignitosa, come recita la Costituzione, da dove si prendono? Un governo non di ladri sarebbe immediatamente preso d’assedio dai ladri internazionali e buttato giù con le loro armi che, comunque la mettiamo, sono molto più potenti delle nostre.

È questo ciò che la gente vuole sapere. Dopo, che si fa? Si continua con i tagli, con la (s)vendita del patrimonio pubblico, con la riduzione dei servizi, con la privatizzazione pure della polizia, con la disoccupazione, con lo stesso andazzo di oggi? Monti si presenta con la faccia onesta ed efficiente. E lo è effettivamente. Lui è un onesto rappresentante dei poteri forti che sta in modo efficiente depredando il nostro paese. Ma se ci fosse un altro al Governo, potrebbe fare meglio? O non sarebbe costretto a fare le stesse cose, con il consenso del popolo perché dobbiamo fare i sacrifici?

Sono d’accordo, è arrivato il momento di fare la rivoluzione. Che significa, però, rovesciare le radici stesse di questo sistema.Ho immaginato la Faz come un laboratorio per cambiare il paese, per far nascere una rivoluzione, che deve essere pacifica e efficace. E per esserlo deve cambiare pochissimo, giusto quelle due o tre colonne sulle quali si fonda il sistema capitalistico. Anche perché quelle colonne sono marce e se non le cambiamo l’intero edificio ci crolla addosso, e sarebbe ora di muoversi. Altrimenti cambieremo tutto per non cambiare niente, come dice Tancredi nel Gattopardo.

Fonte: http://domenicods.wordpress.com/2012/10/03/facebook-la-rivoluzione-le-poltrone-e-il-popolo-bue/

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