pubblicato: lunedì 11 aprile 2011 da Simone Muscas

Goccia d'acquaLeggevo qualche giorno fa uno studio condotto dai ricercatori dell’Università di Standford relativo allo sfruttamento dell’energia osmotica. Tempo fa anche noi di Ecoblog ci occupammo della questione; numerosi lettori in quell’occasione storcettero il naso considerando questa forma di energia ancora troppo lontana dall’essere potenzialmente sfruttabile su grande scala.

I risultati emersi dalla studio in questione sembrano però essere di tutt’altro avviso dato che, come si evince, da alcune recenti innovazioni tecnologiche compiute dai ricercatori di Standford sugli impianti a osmosi pilota (che sfruttano l’energia prodotta dal passaggio dell’acqua dolce dei fiumi in quella salata del mare) sarà ben presto possibile potenzialmente soddisfare il 13% del fabbisogno energetico mondiale. Tradotto significa che se ipoteticamente tutti i fiumi della terra si dotassero di un sistema di questo tipo sarebbe teoricamente fattibile che quasi un settimo della produzione energetica nel mondo venisse coperta da questa fonte.

In Norvegia, a Tofte, esiste un impianto pilota di questo tipo; la tecnologia è capace di sfruttare il processo di osmosi e permettere di sfruttare l’energia che si sprigiona alla foce dei fiumi, quando l’acqua dolce finisce nell’acqua salata. I ricercatori di Standford, che seguono dal loro avvio la centrale osmotica, hanno individuato nelle dimensioni della membrana utilizzata per generare elettricità il limite per questo genere di impianti. Da qui l’intuizione ovvero utilizzare una semplice batteria composta di due elettrodi che immersa inizialmente in acqua dolce e caricata elettricamente, viene poi sistemata in acqua salata, che contiene 60-100 volte gli ioni presenti nell’acqua dolce.

Questa modifica porterebbe a un incremento del potenziale elettrico tra i due elettrodi e a far sì che si possa ottenere più elettricità di quella impiegata per caricare inizialmente la batteria. Tale innovazione, sottolineano i ricercatori, potrebbe realmente dare quello slancio decisivo che da tempo si sta cercando riguardo questa forma di energia. Solo speranze? Chissà, intanto la questione merita di essere seguita nella sua evoluzione; il tempo dirà se realmente la sperimentazione potrà offrirci una nuova forma di energia pulita e rinnovabile fruibile su grande scala.

Via | Standford.edu
Foto | Flickr

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