Zapatero racconta della sua preoccupazione per l’incontro con il cancelliere tedesco, in occasione del summit del G20 a Cannes nel 2011. “Merkel mi salutò cordialmente e mi presentò, quasi senza preamboli, una proposta della quale non avevamo avuto alcun indizio, né nel decisivo vertice dell’Eurogruppo di pochi giorni prima (26 ottobre ) né nei contatti precedenti all’incontro di Cannes [ … ]. Merkel mi domandò se ero disposto a chiedere una linea di aiuto preventivo di 50 miliardi di euro al Fondo Monetario Internazionale, aggiungendo che all’Italia sarebbe stato corrisposto un ammontare di 85 miliardi di euro. La mia risposta è stata diretta e chiara: no. Le ho detto che da agosto avevamo riguadagnato la fiducia nei mercati, che le nostre istituzioni finanziarie erano già impegnate nella ricapitalizzazione concordata all’Eurogruppo il 26 ottobre [ .. ]. Nei rapporti personali Angela Merkel è corretta e diretta. Lo è stata anche allora, nella conversazione del 3 novembre“, ricorda ora Zapatero. “Dopo aver detto perché la Spagna non avrebbe accettato il salvataggio, ho ricordato alla Merkel che il mio paese era in piena campagna elettorale. Abbiamo inoltre aggiunto che la questione centrale era ancora la Grecia e che c’era l’idea di un possibile abbandono della moneta unica da parte della nazione ellenica.”
Il presidente ricorda inoltre amaramente un episodio analogo con Strauss-Kahn, l’allora direttore generale del FMI, che offrì anche lui un aiuto finanziario internazionale, che Zapatero rifiutò. “Non ho mai chiesto a Dominique Strauss-Kahn il motivo per cui mi ha suggerito quel giorno di giugno di richiedere assistenza finanziaria. Ho scelto di non farlo, forse come difesa psicologica. Come se questo potesse servire. In qualche modo, perché lui lo dimenticasse. Ma io non ho dimenticato. ”
Nel libro, l’ex presidente avvalora l’idea che tutti i suoi sforzi per evitare il salvataggio hanno dato i loro frutti e, grazie a questo, l’uscita della crisi sarà più facile. “Per me“, egli scrive, “portare a termine la legislatura senza un programma di intervento è stato un motivo di soddisfazione, perché ero molto consapevole sia dei rischi che abbiamo potuto evitare che delle conseguenze che il salvataggio avrebbe portato con sé.” E aggiunge: “Per superare questa crisi ci vorranno degli anni , [ MA ] con un piano di salvataggio sarebbero stati decenni” .
Il Presidente Zapatero include negli allegati al suo libro un documento riservato di cui si è fatto un gran parlare alla fine del suo mandato. Si tratta della lettera che il presidente della Banca Centrale Europea inviò nel mese di agosto 2011, in cui richiedeva una serie di severe misure di bilancio e sul lavoro che Zapatero non accolse. “Si consiglia di rivedere presto le regole del mercato del lavoro al fine di accelerare il reinserimento dei disoccupati. Vediamo significativi benefici nell’adozione di un nuovo contratto di lavoro eccezionale in cui le indennità per il licenziamento siano molto basse e che siano applicabili per un periodo limitato di tempo. Suggeriamo inoltre di rimuovere per un certo tempo tutte le restrizioni alla proroga dei contratti a tempo determinato” questo affermava nella lettera Jean-Claude Trichet, lettera firmata anche dall’allora governatore della Banca di Spagna, Miguel Angel Fernandez Ordonez.
Zapatero resistette e si rifiutò di approvare questo contratto eccezionale con indennità di licenziamento molto basse, anche se abolì le restrizioni alla proroga dei contratti a termine.
Ed ecco i passi più significativi della lettera pubblicata da El Paìs:
Nella congiuntura attuale, consideriamo essenziale l’adozione delle seguenti misure:
1. Consideriamo necessario adottare misure addizionali che migliorino il funzionamento del mercato del lavoro allo scopo di ottenere miglioramenti nella riduzione del tasso di disoccupazione.
a) Il decreto-legge di riforma della contrattazione collettiva approvato dal governo spagnolo il 10 di giugno avrebbe dovuto rinforzare in maniera più efficace la parte degli accordi a livello aziendale allo scopo di garantire un reale decentramento della contrattazione dei salari. Durante il prossimo passaggio parlamentare si dovranno approvare degli emendamenti volti a ridurre la possibilità che accordi industriali di settore (in ambito nazionale o regionale) limitino la applicabilità di accordi a livello aziendale.
b) Inoltre, ci preoccupa moltissimo che il governo non abbia adottato nessuna misura per eliminare le clausole di indicizzazione all’inflazione. Dette cklausole non costituiscono un elemento adeguato nei mercati del lavoro dell’unione monetaria, dato che pongono un ostacolo strutturale all’aggiustamento del costo del lavoro, e, per questo, contribuiscono a rendere difficile la competitività e la crescita. Incoraggiamo il governo ad adottare misure audaci e eccezionali per escludere il ricorso a queste clausole in ragione della crisi attuale.
c) Il governo dovrebbe altresì prendere delle misure eccezionali per promuovere la moderazione salariale nel settore privato, in accordo con le riduzioni significative dei salari nel settore pubblico decise un anno fa. Invitiamo il governo a esplorare tutte le vie possibili per realizzare questi obiettivi.
d) Ugualmente, suggeriamo di rivedere a brevela regolamentazione del lavoro allo scopo di accelerare la reintegrazione dei disoccupati nel mercato del lavoro. Vediamo grandi vantaggi dall’adozione di un nuovo tipo di contratto di lavoro eccezionale in cui gli indennizzi per il licenziamento siano molto bassi, e che si applichino per un periodo limitato di tempo. Inoltre, suggeriamo di eliminare tutte le restrizioni alla proroga dei contratti a termine per un certo periodo di tempo.
Considerata la gravità della situazione dei mercati finanziari, consideriamo fondamentale che le misure, nella materia di cui sopra, siano prese nel minor tempo possibile, al massimo alla fine di agosto.
….Seguono le coraggiose misure da adottare per garantire la sostenibilità delle finanze pubbliche, e i saluti affettuosi della BCE.