Di No Big Banks

Ed Miliband al congresso laburista ha rivolto un messaggio diretto al settore finanziario responsabile della crisi: «O cambiano da sole e una volta per tutte, in modo che le banche retail non facciano più parte della divisione casinò, oppure il prossimo Governo laburista approverà una legge per forzare la separazione. C’è bisogno di un profondo cambiamento reale e culturale». di Nicol Degli Innocenti – Il Sole 24 Ore – leggi su http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-10-01/leader-laburista-ed-miliband-attacco-banche-094621.shtml?uuid=Ab2RdUmG

Vero è che Miliband non fa alcun cenno alla vera separazione bancaria secondo lo standard Glass-Steagall, ma prende a riferimento la soluzione morbida del ring-fencing della Commissione Vickers, che farebbe coesistere le funzioni commerciali e d’investimento come dei separati in casa.

Ma il messaggio politico è chiaro.
Ed Miliband intende portare il Labour party alla guida del Paese, e per farlo vuole convincere gli elettori delusi colpiti dalla crisi economica a sostenere la linea contro la finanza casinò che sottrae risorse per l’economia reale.
Lo scandalo Libor pone l’urgenza di una nuova regolazione bancaria, d’altra parte con alcuni editoriali dell’influente Financial Times, la City di Londra ha dimostrato di aver compreso l’urgenza della riforma bancaria prima che la situazione sfugga completamente di mano. (vedi il post Dal Financial Times alla Banca d’Italia, le istituzioni (in ginocchio) guardano a Glass-Steagall)

Le difficoltà aumentano per la gente e purtuttavia il cambiamento non assume quella intensità che ci si attende. La stessa commissione Vickers che aveva elaborato le raccomandazioni per la riforma del settore bancario, indicò un orizzonte per le riforme che arriva al 2019.

Miliband intende accelerare la riforma, giacchè serve un ritorno alle migliori tradizioni, “le banche servono i clienti, non i mercati internazionali”.
Prendiamo per buone le sue dichiarazioni, ma permetteteci di dubitare sia sulla debolezza della soluzione indicata, che sulla determinazione ad affrontare il toro per le corna.

Resta comunque il fatto che il Labour party inglese mette in agenda tra le sue priorità la riforma del settore bancario.
In Italia, al contrario, non si ha notizia di prese di posizione al riguardo dei candidati alle primarie del centrosinistra, che sfuggono dalla realtà e dalla responsabilità di prendere la difesa della popolazione contro il casinò delle borse che sottraggono risorse a Pmi e famiglie.

In Italia si preferisce parlare della malapolitica dei consigli regionali, ma chiediamo: gli italiani hanno una minima idea dell’ordine di grandezza dei problemi finanziari rispetto alle ruberie dei ladri di polli?

E’ forse il Governo dei banchieri la soluzione omeopatica alla crisi provocata dal settore finanziario ormai in default?

http://www.telegraph.co.uk/news/politics/ed-miliband/9386417/Ed-Miliband-we-must-break-up-our-big-banks.html

http://www.labour.org.uk/ed-milibands-message-for-banks-provide-real-change-or-well-break-you-up-by-law

 

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