Ecco il grande fratello militare. «We are watching you»: “Ti stiamo osservando”. Dallo spazio, infatti, qualcuno ci spia. Non si tratta di extraterrestri in questo caso, ma di satelliti controllati segretamente dai governi.
A confronto le intercettazioni telefoniche di spioni pubblici e privati che hanno coinvolto la Telecom dei tempi di Tronchetti Provera (Tavaroli e soci), sembrano una bazzecola. L’aria e il cielo sono intrisi di segnali elettronici. Intercettarli è facile come raccogliere la pioggia con un secchio.

Le strutture più potenti mai realizzate in Italia su pressione del governo USA in merito allo spionaggio italiano sono Echelon ed Enfopol. Milioni di persone schedate nel Belpaese da una rete riservata sulla quale il Parlamento non ha il diritto di sapere nulla.

Intercettati abusivamente dal RIS (Reparto Informazioni e Sicurezza), senza un mandato della magistratura: giudici non malleabili, giornalisti indomabili, ma anche industriali, politici, ecologisti, ambasciatori, contestatori sociali, prelati come don Gallo, chi si oppone alla guerra o all’installazione di basi militari straniere, chi combatte civilmente l’alta velocità. Non mancano poliziotti, carabinieri e finanzieri non allineati alle direttive supreme del sistema di potere. Una branca supersegreta al di sopra della legge proprio come Eurogendfor.

Echelon 
Ideato nel 1947. E’ un sistema di sorveglianza mondiale realizzato da alcuni Stati durante la Guerra fredda. Viene gestito da Usa, Regno Unito, Australia, Canada e Nuova Zelanda (accordo Ukusa). L’infrastruttura spaziale è stata insediata nei primi anni ’60, lanciando in orbita un gran numero di satelliti spia.

Il termine ECHELON è il nome in codice di questa organizzazione mondiale, una rete informatica rimasta segreta fino al 1997: dal 1998 in poi hanno pensato bene di tenerla segreta solo ai cittadini. Echelon aveva l’ordine di registrare ogni comunicazione elettronica, la loro strumentalizzazione composta da satelliti artificiali dei super computer (definiti “dizionari”) e un certo numero di stazioni a terra in grado di ricevere informazioni dai satelliti artificiali presenti in orbita.

All’inizio tale organizzazione si occupava soprattutto di “ affari di stato “ ovvero, spiava e intercettava i governanti, o esercitava dello spionaggio aziendale, per dirla in breve. Col tempo, la nostra comunità d’affari, ha usato tale organizzazione per ben altri scopi: intercettare i tribunali, i magistrati e i giudici e chiunque indagasse in cose che non andavano indagate. Alcuni di questi apparati son finiti dapprima nell’inchiesta Poseidone e infine in quella di Why-Not.

Responsabile di questi progetti è la National Security Agency (NSA), la più grande agenzia di intelligence nordamericana, in collaborazione con la Cia e la Nro. I centri elaborazione dati terrestri sono ubicati a Menwith Hill (Gran Bretagna) ed a Pine Gap (Australia). Anche l’Italia ha ospitato una struttura di questa rete spionistica – orecchio poi trasferita a Gioia del Colle – nella base di San Vito dei Normanni, dal 1964 fino al 1994. Negli Usa è nata nel 2001, la “Total information awareness”, una banca dati unica che ha lo scopo di raccogliere informazioni sui cittadini di tutto il mondo dal comportamento sospetto.


Enfopol 
L’organizzazione, in collaborazione con l’Fbi americana, è nata ufficialmente il 23 novembre 1995 grazie a un accordo di cooperazione europeo per un sistema di controllo totale di tutti i mezzi di comunicazione. Le radici sono state sviluppate fin dal 1991 nell’ambito della conferenza di Trevi, dai ministri dell’Ue e si sono concretizzate nel 1993 a Madrid. Secondo l’associazione inglese per i diritti civili Statewatch esistono intese segrete sotto forma di “Memorandum of Understanding Concerning the LawfulInterception of Telecommunications” (Enfopol 112, 10037/95). L’Italia svolge un ruolo di primo piano all’interno del programma, perché ospita, in provincia de L’Aquila, la base terrestre di Iridium, la rete di satelliti per le comunicazioni cellulari. Enfopol coordina la collaborazione europea dei ministeri degli interni e della giustizia. E’ al di fuori dei controlli parlamentari europei.

Numerosi cittadini con la fedina penale immacolata, a loro insaputa sono schedati elettronicamente, grazie ai prodigi di un braccio supersegreto dell’ex Sismi, specializzato in spionaggio d’ogni genere e guerra elettronica. E’ tutto documentato nei fascicoli personali: dalle credenze religiose a quelle politiche, fino alle attività professionali e del tempo libero. Siamo controllati e sorvegliati da tempo a nostra insaputa. Il presidente del Consiglio Monti, se non fosse troppo distratto dalle pressioni estere, dovrebbe informare subito le Commissioni parlamentari competenti: Affari costituzionali e Difesa.

Esistono fondati sospetti che tale sistema di spionaggio al di fuori del controllo parlamentare, possa venire utilizzato per fini difformi da quelli della sicurezza e della pace? Ma di che si tratta? Proviamo a spiegarlo, poiché il responsabile della Difesa – passato e presente – tace inspiegabilmente.

I carabinieri non c’entrano anche se hanno accumulato illegalmente decine di milioni di fascicoli e detengono illecitamente migliaia di tracce biologiche (Dna) su ignari cittadini. Allora, di che si tratta? Semplice: della struttura supersegreta e più potente mai realizzata in Italia, nata anche per intercettare – senza alcuna autorizzazione della magistratura e all’insaputa del Parlamento italiano – particolari soggetti non addomesticabili. Una rete riservata che non fa capo ad apparati pubblici dello Stato, ma al Reparto Informazioni e Sicurezza, il servizio segreto che raggruppa i tre vecchi SIOS di forza armata e che ha il compito di accedere, captare ed elaborare qualsiasi forma elettronica di comunicazione in transito nel Mediterraneo ed anche oltre.

E’ un’attività così gelosamente custodita che qualche tempo fa, l’allora capo di Stato Maggiore della Marina, Paolo La Rosa, interpellato da due parlamentari della commissione Difesa, negava addirittura l’esistenza, trincerandosi dietro il segreto di Stato.

Il cuore dell’Intelligence fantasma – collegato a varie stazioni di ascolto distribuite capillarmente nella Penisola – è mimetizzato all’interno di una caserma dell’esercito nel territorio di Cerveteri in provincia di Roma. Un lungo recinto e poi un muro protetto all’interno da un terrapieno, filo spinato e telecamere difendono due palazzine basse, una decina fra antenne paraboliche – in collegamento col sistema satellitare Sicral – e alcune casematte per la sorveglianza.

I messaggi vengono trasferiti, trascritti e analizzati a Roma, all’aeroporto militare di Ciampino e a Forte Braschi. Ovviamente, tutto in nome della lotta al terrorismo internazionale e della sicurezza generale. Ma al servizio di chi? In Italia non si può intercettare nessuno senza l’autorizzazione della magistratura. Nel caso dei Servizi segreti occorre il nulla osta delle Procure Generali della Repubblica presso le Corti d’Appello. L’assoluta discrezionalità e l’assenza di regole democratiche sembrano essere i tratti essenziali del Reparto informazioni e Sicurezza, peraltro mai sottoposto finora ad un controllo parlamentare.

Sembra un scherzo: un organo dello Stato non sottoposto a controlli, che occupa due interi edifici a 37 chilometri da Roma. Ma la faccenda diventa seria se si pensa che il RIS è la mente operativa dell’Intelligence italiana dove si concentra la massima mole di notizie riservate esistente nel Paese: informazioni particolari su aziende e privati cittadini.

Computer di ultima generazione sono la mente operativa. Software ultraveloci in grado di entrare nelle nostre case, ascoltare e registrare le telefonate, setacciare la posta elettronica e le altre forme di comunicazione che viaggiano su Internet, aprire e decifrare tutto quanto viene trasmesso dalle banche dati. Penetrare nel mondo della finanza, svelare i movimenti di denaro, individuare le scelte strategiche dei gruppi industriali, rivelare notizie riservate sulle indagini giudiziarie in corso, sui politici sotto inchiesta, sui boss mafiosi sotto controllo, sui giornalisti ficcanaso.

Una concentrazione senza precedenti di informazioni sensibili – inaccessibile ai parlamentari della Repubblica – gestita da un ramo speciale dei servizi segreti e conservate senza limiti di tempo. Il sistema è attualmente in grado di captare e analizzare miliardi di comunicazioni private al giorno che passano attraverso il telefono, il fax, la rete internet. Le voci ben mimetizzate di spesa sui bilanci dell’ultimo decennio del ministero della Difesa ne documentano inequivocabilmente l’attività.

Quali satelliti utilizzano i servizi segreti? Il SICRAL (Sistema italiano per comunicazioni riservate ed allarmi) – costato 500 milioni di euro – è il primo satellite italiano per telecomunicazioni ideato completamente dalla Difesa e sviluppato dal consorzio Sitab (Alenia, Fiat Avio, Telespazio).

Quando l’Intelligence si interessa a personaggi su cui non avrebbe titolo per indagare, usa la tecnica dei galleggianti: si apre cioè un fascicolo genericamente intestato a un certo affare, o ad una fonte, e poi si allegano ad esso i fascicoli galleggianti sul personaggio che interessa. Un calcolo preciso è impossibile farlo. E’ possibile ipotizzare che circa 1 milione di persone siano state schedate dai nostri infaticabili 007 con la divisa.

Molto in voga è l’abitudine di archiviare fascicoli particolarmente delicati non a Forte Braschi, ma in uffici di copertura dislocati in tutto il territorio nazionale. Tali operazioni non richiedono e nemmeno presumono che chi è oggetto delle intercettazioni stia violando la legge.

Attualmente, gli archivi dei Servizi Segreti presentano un’estensione sempre più smisurata. Nonostante il trascorrere dei decenni e malgrado ripetuti segnali d’allarme che hanno rivelato l’accumulo disinvolto di milioni di fascicoli e la loro illegale e spregiudicata utilizzazione, il materiale scottante ora viene depositato in banche dati elettroniche.

Lo “zio Sam” con Echelon ha fatto scuola anche in Italia: la base di ascolto di San Vito dei Normanni (attualmente dismessa e recentemente incendiata), in provincia di Brindisi ha registrato istante per istante la strage di Ustica (27 giugno 1980) e intercettato i sequestratori dell’Achille Lauro nel 1985. Eppure, nessuno ha mai chiesto conto in sede ufficiale alle autorità Usa il chiarimento dei misteri d’Italia.

Intercettare, catalogare ed archiviare la vita di chiunque è una violazione dei diritti umani. La democrazia è costruita su diritti che prevalgono su qualsiasi interesse collettivo, individuale, economico politico e di sicurezza. Il vero problema è che si sta sistematicamente smantellando il concetto di privacy individuale, uno dei diritti umani più basilari. [Fonte]



Echelon e i segreti di stato

Esistono molti sistemi di spionaggio, ma la peculiarità di Echelon sta negli obiettivi che non sono solo militari, ma anche civili, come ad esempio spiare quel che avveniva nei governi, nelle ambasciate, o lo spiare cittadini comuni con particolari caratteristiche.

Tutto registrato, controllato, ascoltato spendendo miliardi e miliardi di denaro.

Echelon è riuscita a proteggere nell’infamia tutti i processi; deviandoli, bruciando archivi, innescando tritolo sotto i ponti, comprando il silenzio, avvalendosi dell’ignominia umana.

Echelon in Italia e nei tribunali si trasformava nei “ pizzini “o nelle mediazioni massoniche. Messaggi e passaparola che percorrevano i corridoi della giustizia, tra le mani e le bocche degli uomini che davano pacche sulla schiena ai nostri magistrati speciali, che sorridevano vigliaccamente ai Falcone, ai Borsellino ai de Magistris, perchè è in questi corridoi che si eseguivano gli omicidi eccellenti.

Ora usano i potenti mezzi elettronici, ora, le esecuzioni di morte viaggiano sulle e-mail. Da una scrivania all’altra, da una stanza all’altra. Immaginatevi ci sia qualcuno dietro un gigantesco e potente computer, questo personaggio, come fosse una partita di scacchi, decide dopo aver spiato il nemico quale pedina muovere: quella pedina siamo noi. Dall’esito di questa partita dipenderanno le nostre vite, come hanno dipeso le vite di tanti morti.

Echelon non è una struttura virtuale ma composta da uomini che gestiscono e ubbidiscono, con archivi pieni di rivelazioni scottanti, cassetti che potrebbero una volta per tutte fare luce su tutti i misteri d’Italia.

I misteri irrisolti:

Strage del treno Italicus

Strage di Bologna

Strage di Ustica

Strage di Piazza Fontana

Strage del rapido 904

Omicidio Calvi

Omicidio Pecorelli

Omicidio Olof Palme

Omicidio Semerari

Colpo di stato militare in Argentina

Tentativo di colpo di stato di Junio Valerio Borghese

Tentativo di colpo di stato della Rosa dei Venti

Caso dei dossier illegali del SIFAR

Operazione Minareto

Falso rapimento Sindona

Tentativo di depistaggio durante il rapimento Moro e la sua uccisione diretta

Rapimento Bulgari

Rapimento Ortolani

Rapimento Amedeo

Rapimento Danesi

Rapimento Amati

Rapporti con la banda della Magliana e con i crimini commessi dalla banda

Rapporti con la banda dei marsigliesi

Inchiesta sul traffico di armi e droga del giudice Carlo

Palermo

Riciclaggio narcodollari (caso Locascio)

Caso Cavalieri del Lavoro di Catania

Fuga di Herbert Kappler

Crack Sindona

Crack Banco Ambrosiano

Crack Finabank

Scandali finanziari legati allo IOR

Caso Rizzoli-Corriere della Sera

Caso SIPRA-Rizzoli

Scandalo dei Petroli

Caso M. Fo. Biali

Caso Eni-Petronim

Caso Kollbrunner

Cospirazione politica e truffa di Antonio Viezzer

Cospirazione politica di Raffaele Giudice

Cospirazione politica di Pietro Musumeci

Cospirazione politica e falsificazione documenti di Antonio La Bruna

Finanziamenti FIAT alla massoneria

E chissà quanti altri…

Gli italiani hanno il diritto di pretendere l’abolimento del segreto di Stato, di chiedere vengano resi pubblici gli atti nascosti negli archivi di tutte le strutture facenti capo ad organizzazioni private e dei servizi segreti, passati e presenti, chiedendo la riapertura di tutti i processi rimasti insabbiati e incoclusi e privi di responsabili. Gli italiani hanno capito che non esiste lotta per la democrazia e la libertà se prima non si vince la battaglia sulla legalità.

Gli italiani sanno che nei processi sulle stragi politiche e sui processi per mafia esistono patti inviolabili che non permettono giustizia alcuna, che non permettono libertà ad indagare senza rischiare la pelle.

Vecchi poteri che hanno imprigionato e inscatolato e impossibilitato ogni via di fuga, poteri che hanno fatto della giustizia in Italia una terra di conquista, stringendola in una morsa invisibile ma mortale.

Gli italiani hanno il dovere morale di fermare questa armata che avanza e divora i nostri soldi, i nostri diritti, la nostra giustizia. Che specula sulle nostre case rendendole trappole mortali alla prima scossa tellurica, che rende trappole le nostre scuole mettendo a rischio la vita dei nostri figli, che gioca in borsa con i nostri risparmi costringendoci all’accattonaggio, che ci scaglia contro il recupero credito ma dopo averci messi in cassa integrazione.

Da sempre la prima difficoltà per ogni popolo oppresso è stato quello di identificare il nemico, oggi noi sappiamo esserci qui e oltremanica un pugno di uomini che destabilizza le nostre procure, che impedisce gli estremi di reato, che trasforma reati in doveri di Stato. [Fonte]

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