Di Domenico De Simone

 Un gruppo di ragazzi, organizzati da Sebastiano Scrofina e Leonardo Perna, hanno ideato un sistema di scambio basato sui principi della Faz. Il sistema si chiama Dropis, ed è un programma nella fase di sperimentazione. Per ora ne è stata rilasciata la versione beta, ma nel giro di qualche settimana dovrebbe entrare in funzione, almeno per i suoi aspetti principali. Ci saranno poi successive release del programma, ma intanto si può cominciare da quello che c’è.

L’ispirazione del programma è data dai principi della Faz, ovvero moneta a tasso negativo e reddito di cittadinanza, emesse in un ambiente che premia la fiducia. La novità è che non c’è alcuna Banca del Movimento che emette la moneta, e che l’emissione viene fatta da ciascun componente che partecipa al progetto. Cerco di spiegarla con un esempio.

L’ambiente è fatto da gruppi di amici. Nessuno può aver più di 25 amici, però si possono raggiungere un numero elevatissimo di persone con pochi passaggi. La fiducia è essenziale perché per raggiungere l’amico del mio amico devo passare attraverso il mio amico e questi ha tutto l’interesse a presentarmi se io mi comporto bene. Altrimenti lui stesso viene cancellato dai suoi amici e quindi si ritrova fuori dal sistema. Per il grafo di facebook per raggiungere 200 milioni di persone sono necessari al massimo 6 passaggi con gruppi di 25 amici. Il che significa che in pratica possiamo contattare chiunque SE nel sistema godiamo di fiducia.

Allora, io ho bisogno di acquistare un oggetto, diciamo un mobile antico, che vende un amico di un amico di un amico a 1.000 dropis. Allora emetto 1.000 Dropis con i quali mi impegno a dare dieci ore di consulenza a 100 dropis l’una entro un anno. La mia moneta rappresenta qualcosa di mio, che io faccio, o che possiedo, ed ha una scadenza precisa. Se facessi il barista potrei impegnarmi a fare mille caffè a un dropis l’uno, e se vendessi magliette potrei metterne sul mercato cento a dieci dropis l’una. Sono io che stabilisco il prezzo e la quantità. Naturalmente, più il mio prodotto è attraente e più possibilità ho di venderlo emettendo la corrispondente moneta. Li emetto e contatto direttamente la persona che vende il mobile a mille Dropis. Questi potrà prendere informazioni dai suoi amici perché vede attraverso quale strada sono arrivato a lui. Se è interessato ai miei Dropis (che rappresentano dieci ore di consulenza) me lo venderà, oppure cercherà di negoziare se ritiene che è difficile spendere dieci ore della mia consulenza entro l’anno. Magari nel mio portafoglio, che gli appare con la mia proposta di acquisto, ci sono cento caffè, e cinque magliette, perché sia il barista che il negoziante di magliette hanno preso mie consulenze, e quindi mi chiede di diversificare la mia proposta utilizzando anche le monete del caffè e delle magliette.  Ogni passaggio ha un costo, che consiste inuna percentuale che prende il mio amico per la presentazione che mi ha fatto (anche se in realtà non ha fatto nulla, ma il sistema la calcola comunque e la detrae dal prezzo). Diciamo che ogni passaggio costa il 5% del prezzo. Se quindi voglio dare i 1000 Dropis al mio venditore e devo fare tre passaggi dovrò emettere 1.150 Dropis altrimenti non potrò darglieli . Il calcolo è fatto da programma il quale ti dice che per comprare quel mobile devi emettere mille Dropis per il prezzo e 150 dropis per le mediazioni. Di fatto, le mediazioni sono una sorta di remunerazione della fiducia che ci viene data dagli amici e costituisce quindi, una sorta di Reddito di Cittadinanza basato sulla fiducia.

Ovviamente il mondo è pieno di imbroglioni, ma qui non hanno vita facile, per la semplice ragione che è difficile per un imbroglione avere la fiducia degli altri, a meno che non siano imbroglioni anch’essi, ma alla fine per tutti loro sarà difficile entrare nel circuito. Poi, e questa è la cosa più importante, se uno imbroglia, ad esempio si impegna a dare le cento magliette e dieci Dropis e poi non le ha, viene immediatamente escluso dal circuito e con lui tutta la catena che gli ha dato fiducia. Di fatto, se ti va bene, ed è difficile, puoi imbrogliare una volta, ma poi non entri più nel sistema se nessuno si fida più di te.

Come potete immaginare, le possibilità crescono in misura esponenziale con il crescere del numero di utenti e il sistema può esapndersi in modo virale in brevissimo tempo. Per ora il programma è nella fase della raccolta di adesioni e tra un poco sarà possibile far partire la sperimentazione vera e propria. Vi chiedo comunque di andarvi ad iscrivere sul sito: http://www.dropis.com/ e di andare a cliccare “mi piace” sulla pagina facebook dell’applicazione: http://www.facebook.com/dropis. L’iscrizione è del tutto gratuita e il funzionamento comporta solo che si scelgano 25 amici, badando bene che ciascuno di essi ne abbia altrettanti. Per ora ci si iscrive, e poi si riceverà una email con le chiavi di accesso al programma. La cosa interessante è che il programma è peer to peer, il che significa che nessuno può bloccarlo. Ad un certo punto dello sviluppo del programma è prevista una release per cellulari e quindi la diffusione potrà accelerare notevolmente. L’altro vantaggio è che non c’è bisogno di un controllo della massa monetaria, perché questa viene emessa sulle attività che saranno fatte da ciascuno. La complicazione può essere semmai data dall’utilizzo da parte delle aziende di produzione che devono emettere grandi quantità di Dropis per rifornirsi (il che non è un problema) ma che potrebbero avere problemi ad accettare Dropis che gli possono arrivare da tutto il mondo, perché parecchi potrebbero rivelarsi non spendibili in concreto. Ma questo è un problema al quale si può trovare rimedio facilmente con delle strutture di cambio Dropis locali. È ovvio, ad esempio, che la mia attività di avvocato può essere richiesta soprattutto dove abito, così come molte altre attività e quindi potrebbe essere difficile per un’azienda di Pordenone, che non ha bisogno di avvocati o baristi a Roma, accettare i miei Dropis o quelli del bar di via Veneto. Tuttavia ci potrebbe essere qualcuno che si mette a cambiare i Dropis di Roma con i Dropis di Pordenone, fungendo in un certo modo da banca e favorendo gli scambi. Ed ovviamente ci guadagnerebbe ad ogni passaggio la sua percentuale. Allo stesso modo, ci potrebbe essere qualcuno che si mette a cambiare Dropis in euro o in dollari, perché trova conveniente acquistare a prezzi Dropis (che per il meccanismo del tasso negativo o della scadenza, mantengono i prezzi stabili) e rivenderli in euro o dollari. In altri termini, quando il sistema sarà cresciuto abbastanza, si potrà anche trovare qualcuno che in cambio di mille Dropis ti dà mille euro che ti servono per pagare la bolletta della luce, l’affitto o altri costi che non puoi pagare in Dropis perché non li trovi nel circuito. Gli sviluppi del programma sono imprevedibili compiutamente, ma la cosa importante è che il programma si basa sulla fiducia e quindi genera un ambiente completamente diverso da quello cui siamo abituati, e che esso contiene sia il principio del tasso negativo (la moneta emessa a scadenza è la stessa cosa), sia il principio della remunerazione della fiducia, che è in sostanza il Reddito di Cittadinanza. Proviamo.

Fonte: http://domenicods.wordpress.com/2012/04/09/dropis-e-la-faz/

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