Di  giellegi

I giornali di centro-destra si sono distinti nel non aver celebrato con tonnellate di ipocrisia e di silenzi (omissioni) quello che definiscono il peggiore presidente della Repubblica, appena morto. Siamo d’accordo con l’assenza di ipocrisia, non circa la definizione. Ciampi non è stato migliore; quanto al presente, ci si pronuncerà quando sarà possibile definirlo con i termini adatti. Senza dubbio la mia opinione, sul politico (innanzitutto) e sull’uomo, non è comunque mutata da quarant’anni (e passa) a questa parte. Non è però questo il dato essenziale.

Sottolineo solo che di Scalfaro tali giornali parlano in definitiva male perché hanno il dente avvelenato dall’atteggiamento di colui che fu tra gli antiberlusconiani di ferro, non invece per essere stato complice di quell’operazione che Berlusconi ha intralciato – ma non certo per aver nutrito idee politiche veramente divergenti – e di cui oggi si fa non a caso complice aperto e scoperto. Qualcuno (ad es. Belpietro, ma non solo) si spinge fino a paragonare l’attuale presdelarep a Scalfaro. Bene, ma fino ad un certo punto. Entrambi hanno “santificato”la Costituzioneper meglio aggirarla e farne scempio. Giusto. Tuttavia, l’altro ieriLa Russa, ieri addirittura Alfano (dietro cui c’è Berlusconi “il nano”, inteso in senso politico), hanno dichiarato che il Pdl è per (e con) Monti “senza ma e senza se”. Monti è una semplice pedina di Napolitano e costui è sempre l’“ambasciatore” piciista del 1978 negli Usa (in colloquio con gli ambienti democratici).

Non si può paragonare l’attuale presidente a Scalfaro senza esprimersi “senza ma e senza se” sulla vigliaccheria di Berlusconi e dei pidiellini. Non si possono appoggiare manifestazioni contro le presunte “toghe rosse” (una vergogna continua, questa assurda definizione) per i processi all’ex premier. Se il fifone ha tradito tutti per la sua paura (che ha fatto 180 e non solo 90 come per gli altri individui normali), va accomunato a chi sta manovrando l’attuale governo (e le manovre “ultime” partono da oltreatlantico); altro che manifestare a suo favore. Si dice che ha fatto quel che ha fatto per mettere termine ai processi e per salvare le sue aziende. E allora, dato il suo attuale comportamento, mi auguro venga invece perseguito senza sosta (cosa di cui invece dubito; e vedremo, fra qualche mese o un anno, se sono in errore, comunque non essenziale). Personalmente penso che abbia agito da perfetto vigliaccone per la sua pellaccia; ma se fosse per i processi e le aziende, sarebbe augurabile che non riuscisse in nessuno dei due intenti.

Comunque, Berlusconi e i suoi tirapiedi sono interamente complici di questo “governo del presidente”, il quale sta finalmente realizzando in pieno ciò che aveva iniziato appunto con il suo viaggio del 1978. Quindi non è concesso a nessuno di scrivere sui (giusti) parallelismi tra Napolitano e Scalfaro, se prima non dice apertamente che l’appoggio del Pdl a Monti è totale complicità con lo sconquasso da questo governo iniziato nella società italiana, usando della solita strategia del caos. Quella cioè applicata, mutatis mutandis, nella “primavera araba” e in modo tutto particolare in Libia; con tentativo attuale di ripetere il crimine in Siria. Qui siamo oltre il divide et impera; si provoca il disfacimento del tessuto sociale per arrivare a imporre il completo dominio dello straniero, e dei settori industrial-finanziari italiani loro correi, con un corteggio di ceti sociali parassitari, completamente mantenuti dal “pubblico”; e che continueranno per l’essenziale ad esserlo (pur con qualche modesta riduzione), aggredendo con la scusa del Debito e della crisi finanziaria i ceti (di lavoratori autonomi e salariati) produttivi di ricchezza e, come minimo, indebolendo e forse svendendo i pochi settori industriali strategici rimasti.

I tre quarti (o quattro quinti) della popolazione dovrebbero reagire o l’intero paese si disgregherà nella sostanza. Non si tratta semplicemente di depressione economica: questa è appena iniziata e sarà tutt’altro che breve. Il problema non è sperare in chissà quale crescita economica nel mentre l’insieme languirà a lungo; è, più semplicemente, uscire da tale periodo con una certa compattezza sociale – che deve per forza avere anche caratteri nazionali; è ora di smetterla di fingere che esiste una Europa unita e unitaria – oppure essere, come sempre, una mera “espressione geografica”, il solito pauvre pays.

Ultima notazione. Basta con la balla del “cattocomunismo”, che mostra l’ignoranza di questo centro-destra, ottuso oltre i limiti del tollerabile; il che favorisce il ceto medio semicolto di sinistra nel suo totale parassitismo a danno, e spese, della ricchezza italiana. Il cattocomunismo fu un altro filone culturale, dotato di una sua dignità, che comunque non ha poi gran che attecchito nell’agone politico italiano, da molto tempo deteriorato. Qui abbiamo a che fare con un processo di tradimento e mutamento della politica seguita da certi settori democristiani (più che cattolici) e da altri detti ancora comunisti, che già non lo erano di fatto più prima ancora dell’aperto rinnegamento di ogni principio anche soltanto nominalmente rifacentesi alla corrente politica in questione.

C’è senza dubbio da rifare una storia; e bisognerebbe impegnarsi allo spasimo per correggere tutte le menzogne accumulate dalla falsa sinistra italiana, in specie quella uscita dal sessantottismo e seguenti, la più corrotta di tutte, una vera infezione sociale che dura da quarant’anni. Qui basti ricordare che Scalfaro (come rappresentante di certi “cattolici”) ha avuto alla fine ben poco a che vedere con altri democristiani, non a caso colpiti da “mani pulite” (quelli non uccisi prima come Mattei o Moro); e lo dico avvertendo che non sto per nulla idealizzando, come spesso si fa acriticamente, certi personaggi, assai più avvolti in ombre di quanto non si dica (soprattutto lo statista diccì, ucciso sempre nel 1978). Così pure si smetta di ritenere anche soltanto comunisti “revisionisti” quelli affermatisi in Italia negli anni ’70 (e protagonisti del già citato viaggio nell’“anno di grazia” 1978). Questi “(euro)comunisti” erano ormai passati di campo, imboccavano vigliaccamente quelle “vie segrete”, poi venute alla luce con il crollo dell’Urss favorito dal gorbaciovismo; e anche su quest’ultimo, e i suoi legami con i settori che tramavano in tutti i partiti comunisti per il cambio di campo (lo tentarono perfino in Cina, e furono per fortuna schiacciati, in senso non soltanto metaforico, nella Tiananmen), è tutto da (ri)scrivere.

Mi fermo per il momento a queste poche verità. Peste e corna sulla falsa sinistra; ma altrettanto sul “nano fifone” e il suo partito di poltiglia fangosa. Abbiamo bisogno di una vera “catarsi” politica. Siamo molto meschini, al momento.

Fonte: http://www.conflittiestrategie.it/2012/01/31/dente-avvelenato-di-giellegi-31-gen-12/

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