Il Meclemburgo-Pomerania Anteriore è una regione della Repubblica Federale Tedesca situata nella parte nord-orientale della Germania, nata dopo la seconda guerra mondiale dalla fusione delle regioni storiche del Meclemburgo e della parte occidentale della Pomerania rimasta in mano tedesca. Ha la più bassa densità di popolazione di tutta la Germania ed è una delle cinque regioni che ha fatto parte della DDR fino alla riunificazione nel 1990. Ha subito tutta la crisi economica derivante dai problemi della riunificazione, sfociati in un’elevata disoccupazione, ed ancora oggi ne risente (ne abbiamo parlato anche qui, recensendo Anschluss di Vladimiro Giacché): la poca industria rimasta si concentra nelle città sulla costa del Mar Baltico ed è praticamente specializzata nella cantieristica, anche se ultimamente in Pomerania si stanno facendo largo le biotecnologie. Nel complesso, la regione del Meclemburgo-Pomerania Anteriore è rimasta praticamente una zona dedita agli allevamenti, ma grazie alla natura quasi del tutto incontaminata, da dopo la riunificazione ha avuto un buon sviluppo il settore del turismo.

Quello che però ci interessa di più di questa regione è che proprio qui la Cancelliera tedesca, Angela Merkel, ha il suo collegio elettorale. Le elezioni regionali che si sono tenute oggi, 4 settembre 2016, acquistano per la Cancelliera un valore politico particolare.

I risultati (ancora non definitivi, ma ormai certi) vedono tutto sommato confermati i sondaggi della vigilia: vince il Partito Socialdemocratico (Spd) con il 30,4% dei voti, secondo si attesta clamorosamente Alternative für Deutschland (AfD) con il 21,1%, mentre solo terza arriva l’Unione dei Cristiano Democratici (Cdu) della Merkel che si ferma al 19,1%, di seguito arrivano Linke (13%), Grüne (4,7%), NPD (3,1%), e FDP (3%).

La camera che governa la regione è composta da 71 seggi, che dovrebbero essere così ripartiti: Spd 26 seggi, AfD 18 seggi, Cdu 16 seggi e Linke 11 seggi. Spd non riuscirà a raggiungere i 36 seggi necessari per comporre una solida maggioranza e quindi sarà costretto a scendere a compromessi con la Cdu o con la sinistra di Linke.

Boccone abbastanza amaro per Angela Merkel , la quale nel suo collegio elettorale vede la Cdu perdere circa il 3,5% dei voti rispetto alle elezioni regionali del 2011. Voti che confluiscono praticamente tutti in AfD, il partito euroscettico e anti-immigrazione guidato da Frauke Petry, che è il vero vincitore di queste elezioni regionali. Il 21% conquistato da Alternative für Deutschland è praticamente composto da tutti i voti degli elettori che a questa tornata elettorale hanno deciso di abbandonare i vecchi partiti: se la Cdu perde il 3,5%, Spd perde il 5,1%, Linke quasi il 6%, Grüne meno del 4% e NPD perde circa il 3%.

A determinare il risultato del voto c’è sicuramente la contrarietà dell’elettorato alla gestione maldestra del fenomeno dell’immigrazione da parte del governo federale. Ricordiamo che fu proprio Angela Merkel a invitare i profughi siriani ad andare in Germania, invito che è stato poi ritirato quando l’immigrazione ha cominciato  a crescere in modo esponenziale, coinvolgendo anche il continente africano destabilizzato, oltre che dai soliti problemi economici e dai conflitti politici, anche dalla situazione libica del dopo Gheddafi, che è diventata terreno fertile per terroristi e la criminalità. Soprattutto poi, in una regione come il Meclemburgo-Pomerania Anteriore che sta tentando di far ripartire la propria economia basandola sul turismo, l’aumento dell’immigrazione e dei disordini ad essa legata non può certo giovare.

Ma come abbiamo sempre cercato di farvi capire, i problemi della Germania non sono solo legati all’immigrazione, ma sono anche economici. Sembrerebbe strano che ci siano problemi economici in un Paese che grazie ai vantaggi della moneta unica cresce ormai da diversi anni e raccoglie un surplus commerciale che sfora di molto i limiti imposti dai Trattati europei. Tuttavia, questa crescita economia tedesca non è andata a confluire nei salari delle classi medio-basse, i quali, grazie alla riforma Hartz 4, sono tenuti volontariamente bassi per favorire ancora di più la competitività del prodotto tedesco e le esportazioni. Le classi medio-basse, quindi, sono fortemente disagiate e vivono praticamente in uno stato precario e di povertà. Per farvi comprendere meglio cosa significa vivere sotto la Hartz 4, vi consigliamo la visione di questo reportage.

Solo per fare un esempio, ricordiamo che il tedesco-iraniano autore della strage al centro commerciale di Monaco di Baviera viveva col sussidio governativo previsto dalla Hartz 4. Per cui è evidente che il disagio economico-sociale, assieme alla massiccia e mal gestita immigrazione, può essere la causa della diffusione del terrorismo e dell’aumento degli attentati.

Gli elettori tedeschi che queste cose le vivono sulla pelle, ormai hanno capito meglio dei loro governanti quali sono i problemi della Germania. Alternative für Deutschland è la loro ultima speranza.

Marco Muscillo.

FONTE: opinione-pubblica.com

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