Compagni di viaggio amanti della buona tavola, cosa avete nel piatto oggi? Domani? Settimana prossima? Per gli anni a venire una tavola sempre ricca e imbandita di leccornie è qualcosa che si può dare
davvero per scontato?
Stiamo vivendo gli anni di apertura del terzo millennio, un millennio che vede una popolazione esponenzialmente in aumento e i risultati sempre più rassicuranti della ricerca scientifica e tecnologica.
Questo appare dai risultati degli esperimenti di un ricercatore che non si arrende di fronte alle sfide: David Tilman.

Chi è David Tilman?
Premio Balzan 2014 per l’ecologia delle piante (pura/applicata), i suoi studi sono finalizzati alla comprensione della struttura delle comunità vegetali e della loro interazione con l’ambiente esterno.
Uno dei risultati dei suoi interessantissimi studi esamina la teoria secondo cui le piante sono in competizione tra loro per lo sfruttamento delle risorse, soprattutto nei casi in cui queste sono esigue, dando luogo sia alla soluzione della coesistenza sia a quella dell’esclusione reciproca.

La scienza è predittiva per la risoluzione dei problemi, in particolare quelli relativi all’ambiente.
Stiamo vivendo una nuova era di emissione di massa, circa il 25%, delle specie animali dai sistemi moderni di agricoltura, in quanto inquinati. Si pensi al disboscamento per scopo agricolo, vero e proprio trauma ecologico.
La scienza si trova oggi di fronte alla necessità quanto mai urgente di fornire una risposta al tentativo di nutrire 9 miliardi di persone.
Quali potrebbero essere gli impatti di una domanda così numericamente numerosa?
Una delle possibili risposte potrebbe essere l’adozione dell’agricoltura di “precisione”: l’uso del fertilizzante viene
previsto solo quando strettamente necessario. Questa modalità di coltivazione è già in uso in Messico, Francia, Germania e Italia.
Un’altra soluzione potrebbe essere quella di incentivare la biodiversità, infatti più biodiversità significa più produttività e più resilienza, in pieno significato di “complementarietà di nicchia”.
Si parla di un incremento del 211% rispetto alla monocultura. Un numero, che è un dato, su cui riflettere, per poi agire con coscienza.
Il consiglio di David Tilman è quello di essere più pragmatici per convincere gli agricoltori ad agire.

Una frase di Platone può apparire provocatoria, eppur veritiera: “Una vita senza ricerca non è degna per l’uomo di essere vissuta”.

FONTE: Peregrinando

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