Di No Big Banks

Sta arrivando rapidamente il momento della separazione bancaria, l’obiettivo posto daNoBigBanks che garantirebbe la fine dei salvataggi degli squali della finanza e la protezione della gente normale.

Da qualche settimana le richieste di questa riforma rapida e a costo zero crescono velocemente, di fronte all’evidente incapacità delle istituzioni di fermare la crisi.

Perfino chi è dentro, soggetti che fino a ieri hanno seguito dogmaticamente le regole della nuova economia di mercato, non riesce più ad ignorare la realtà: senza la separazione tra le banche ordinarie e quelle speculative sul modello della legge Glass-Steagall varata sotto Franklin D. Roosevelt nel 1933 la crisi non si fermerà mai: sempre più austerità, sempre più crisi bancarie, sempre più miseria per la gente, fino al punto in cui la situazione non sarà più gestibile.

Ed è sicuramente questo che ha portato ad alcune prese di posizioni sorprendenti in questi giorni.

fonte: http://www.lettera43.it/economia/finanza/barclays-la-tela-dei-tassi_4367556519.htm

Il Financial Times, quotidiano portavoce della City di Londra, casa dei pionieri della finanza speculativa che saccheggia le nazioni, non ce la fa più: dopo le rivelazioni sulla manipolazione del tasso di interesse LIBOR gli editori del Financia Times hanno dovuto ammettere che la soluzione morbida, il ring-fencing dellaCommissione Vickers con cui le funzioni commerciali e d’investimento coesisterebbero da separati in casa, non può bastare.

L’editoriale del quotidiano della City conclude così:
“Mentre l’FT ha sostenuto quelle conclusioni [ndr – della Commissione Vickers], ora siamo pronti a fare un passo in più. Nonostante tutti i benefici della diversificazione, le tensioni culturali tra le attività bancarie retail e d’investimento possono essere risolte soltanto con la separazione totale tra le due, sulle linee formali della Glass-Steagall”.

http://www.ft.com/intl/cms/s/0/498248bc-c518-11e1-b8fd-00144feabdc0.html#axzz207fpAFfx

Insomma, quelli della City ora sono “pronti a fare un passo in più”; la soluzione era evidente anche prima, ma speravano di cavarsela senza intaccare troppo il sistema che fa così comodo agli squali. Ormai quel sistema non regge più.

La seconda citazione, meno netta ma più vicina a casa, appare nel Corriere della Sera del 12 luglio, nel corso di un’intervista al Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco, che si legge a questo link

http://www.corriere.it/economia/12_luglio_07/intervista-visco-governatore-bankitalia-de-bortoli_e779b78c-c87c-11e1-9d90-c5d49ff3a387.shtml

Dopo le lodi di Visco a Mario Monti e le pressioni per andare avanti con le pesanti cessioni di sovranità agli organismi sovrannazionali, Ferruccio De Bortoli pone la questione Glass-Steagall:

Ignazio Visco

Quello della banca universale è un modello in crisi, da più parti si invoca un ritorno allo spirito del Glass-Steagall Act, la legge americana del ’33 che separava l’attività bancaria da quella d’investimento?

Così risponde Visco: “Se ne parla. In Europa nel fare un’unione bancaria dobbiamo mettere insieme istituti di natura diversa, credo che molto stia nei dettagli. Secondo alcuni aver separato la banca d’investimento dalla banca commerciale, come è accaduto in America, ha creato le condizioni per la nascita di giganti mondiali d’investimento che sono stati all’origine della crisi. Lehman Brothers ottemperava al Glass-Steagall Act, come anche Merrill Lynch, poi finita in Bank of America. Meglio la trasparenza e l’assenza di commistioni fra attività di trading e di prestito“.

Risposta sibillina quello del Governatore, con una dose forte di confusione e/o disonestà.

Attribuire alla Glass-Steagall la colpa della crisi sarebbe assurdo, considerando la stabilità del sistema fino all’abrogazione graduale della separazione bancaria negli anni Ottanta e Novanta.

Ma conclude chiedendo di evitare commistioni tra le attività di trading e di prestito, dopo aver anche detto prima che bisogna vigilare contro la vendita di prodotti rischiosi.

Quella di Visco non sembra certamente una conversione, ma ormai la questione Glass-Steagall non può essere ignorata da nessuno.

Continuiamo a salvare le banche che hanno giocato alla bisca mondiale, facendo pagare alle famiglie e alle imprese.

Neanche gli esecutori del sistema riescono a fare finta di non vedere la soluzione.

E’ l’occasione di mobilitarsi ancora di più. Separiamo le banche; salviamo la gente.

Continua la campagna di raccolta firme per Glass-Steagall, vi invitiamo a diffonderla e socializzarla tra i vostri contatti: http://www.firmiamo.it/nobigbanks

Salviamo la Gente. Riformiamo la finanza.

Questi alcuni tra i commenti più recenti che accompagnano le firme:

Riccardo Maestrone: ma farlo subito….

Maura Berenzi: Se le banche commerciali (che prestano denaro a famiglie e imprese) sono anche banche d’investimento (che giocano in borsa), allora i risparmi dei cittadini non possono essere garantiti.

Renzo Pietro Beltramo: Le banche hanno sempre esercitato una attività speculativa che non rientra nell’oggetto dell’attività bancaria . I risultati negativi sono sotto gli occhi di tutti. Se la separazione delle attività non avverrà , occorre ritirare tutto il contante dalle banche. E’ l’unica via per farli cambiare.

Fabio Fiorillo: Se le banche commerciali (che prestano denaro a famiglie e imprese) sono anche banche d’investimento (che giocano in borsa), allora i risparmi dei cittadini non possono essere garantiti.

Giuseppe Esposito spero non sia troppo tardi.
Filed under: Glass-Steagall No Big Banks

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