È vero c’è il tramonto, c’è il lago, c’è il bosco
ma c’è anche il silenzio e c’è l’altro…
c’è anche l’altra…
viso disincantato,viso tirato,persona che mi strilla addosso
E mi vuole!
Dolcezza di mia madre che si prende cura di me
e non lasciarci mai
ma anche disdegno da parte mia
se mi hai voluto abbandonare…!
Biondo offuscato, tu volente di dolore, me…
sogni e mi dici solo alcune cose
vuoi che io sogni con te!
Cuore fragile, mente debole e forte, finito, con i miei limiti, portatore di
richieste d’aiuto…in cammino per la strada, amante…
Consegno alcune volte me stesso all’altro, senza orgoglio, ma dando me,senza
fidarmi?
Dolce cuore disperato, naufragato, sporcato, che tocca la fanghiglia che da ribrezza,
immerso nel sangue cadaverico
cuore malmenato,violentato e fuori di sé!

Abbiamo bisogno di dolcezza
di riscaldarci il cuore con il fiato
di amarci limitatamente
e di baciarci
amare, toccare, baciare, far sentire il proprio respiro
esplorare il corpo altrui
“avere paura di avvicinarsi troppo”
metterti un dito in gola per sentire se ti fidi di me

 

Emanuele Sanetti poeta laziale

Ricevuta dall’autore che ne ha autorizzato la pubblicazione in esclusiva per Cogito Ergo Sum. Opera letteraria coperta da copyright. Per qualsiasi ripubblicazione chiedere il consenso dell’autore a: sanetti_emanuele@virgilio.it

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