L’Italia rischia di perdere di colpo la sua flotta mercantile. Oggi in Senato dovrebbero essere discussi alla XIV Commissione  due emendamenti presentati dal senatore Roberto Cociancich (Pd), relatore del ddl 228-Legge Europea 2015, che di fatto limiterebbero i benefici del Registro Internazionale alle sole navi che imbarcano in via esclusiva equipaggi italiani o comunitari. A raccontarlo è il quotidiano economico Milano Finanza.

di Nicola Capuzzo

Almeno l’80% del tonnellaggio navale battente bandiera italiana (500 navi per circa 16 milioni di tonnellate di stazza lorda su 17,2 complessivi) dall’oggi al domani potrebbe finire all’estero, portando con sé occupazione, entrate fiscali e indotto economico. Il rischio è concreto e urgente perché oggi dovrebbero essere discussi alla XIV Commissione del Senato due emendamenti presentati dal senatore Roberto Cociancich (Pd), relatore del ddl 228-Legge Europea 2015, che di fatto limiterebbero i benefici del Registro Internazionale alle sole navi che imbarcano in via esclusiva equipaggi italiani o comunitari.

L’ allarme è stato lanciato da Confitarma, secondo cui, nell’ipotesi in cui questi due emendamenti fossero accolti, tutte le aziende che svolgono traffici internazionali e traffici misti troverebbero più convenienza a iscrivere le navi in altri registri comunitari, se non addirittura, ipotesi peggiore ma probabile, procedere alla delocalizzazione delle aziende. Resterebbero in Italia invece solo le aziende che svolgono esclusivamente traffici di cabotaggio e quelle dei servizi in concessione (come il rimorchio portuale).

Dalla Confederazione Italiana Armatori non lo dicono esplicitamente ma si intuisce che nella presentazione di questi emendamenti c’è lo zampino di Vincenzo Onorato, patron di Moby e Tirrenia, che su questo tema ha in corso una dura battaglia con Emanuele Grimaldi (amministratore del Gruppo Grimaldi) e con la stessa Confitarma. Proprio Grimaldi si esprime su questo rischio dicendo che gli effetti di un’eventuale modifica al Registro Internazionale sono scontati: «Prima che il Registro fosse istituito la flotta mercantile italiana era ridotta al minimo e il numero di occupati era molto inferiore a oggi. Proprio grazie all’istituzione della Tonnage Tax e del Registro è stato possibile rendere la bandiera nazionale competitiva rispetto ad altre di comodo, come Liberia o Panama, ma anche rispetto a Singapore, Malta e altre. In Europa l’unico Paese che non si è adeguato è stata la Svezia, che infatti ha perso completamente la flotta mercantile».

Si rischia che lascino immediatamente l’Italia più di 500 navi (bulk carrier, cisterne, navi da crociera, roro, traghetti, porta contenitori e mezzi offshore), con tutto ciò che ne deriverebbe in termini di occupazione diretta e indiretta.

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