Si fa sempre più complessa la situazione in Israele. Recentemente, il governo di Benjamin Netanyahu ha compiuto una potente virata a destra, provocando parecchie perplessità non solo nella stampa e nell’opinione pubblica ebraica, ma anche in quella internazionale.

Per esempio oggi Le Monde (versione in italiano su L’Internazionale) ha pubblicato un articolo molto duro nei confronti di Netanyahu, intitolato In Israele si teme una deriva ultranazionalista, in cui si può leggere: “La coalizione al potere in Israele, guidata da Benyamin Netanyahu, riunisce ormai tutti i partiti di destra ed esclude quelli di sinistra, il che induce molti a temere un’inquietante ‘deriva ultranazionalista’. Il timore è rafforzato dalle recenti dimissioni di due ministri e dall’inconsueta uscita di un militare di alto grado – il generale Yair Golan, aiutante del capo di stato maggiore dell’esercito – il quale ha dichiarato di scorgere nella situazione attuale di Israele qualche analogia con quella dellaGermania nazista“.

Anche il giornalista e scrittore israeliano Meron Rapoport ha denunciato in un lungo articolo l’attuale dirigenza politica israeliana, parlando apertamente di un “colpo di Stato contro l’esercito israeliano“. Secondo il giornalista, Israele si starebbe spingendo sempre di più verso una visione “etnocentrica”, a volte a discapito anche del rispetto della legge. Scrive Rapoport: “Per molti anni l’esercito, il più prestigioso e unificante organo della società ebraico-israeliana, è stato abbastanza immune da questa visione. Qualcosa ora è cambiato. Nell’ultima guerra combattuta a Gaza, nell’estate del 2014, Naftali Bennett, capo de La Casa Ebraica (partito di destra israeliano ndr) e sostenitore di questa rivoluzione ‘etnocentrica’, è diventato un forte oppositore degli alti comandi militari e del loro rappresentante nel governo, il ministro della Difesa Ya’alon“.

Non solo: ulteriori tensioni tra politici ed esercito si sono avute anche nel “caso El’or Azaria”, il soldato israeliano accusato di aver sparato ad un palestinese che giaceva a terra inerme e ferito.

Come abbiamo già avuto modo di ricordare, in quell’occasione il ministro della Difesa Ya’alon condannò l’accaduto mentre Lieberman si schierò dalla parte del militare.

Secondo Rapoport, come abbiamo detto, ci troveremmo davanti a un vero e proprio colpo di Stato contro l’esercito: “Sostituendo Ya’alon con Lieberman, la nuova destra sta facendo un grande passo verso il superamento del più grande, forse il bastione finale, degli organi dello Stato di Israele: l’esercito . Il fatto che molti dei suoi ufficiali di basso e medio rango siano già simpatizzanti di questo nuovo modo di pensare ‘etnocentrico’ potrà certamente facilitare questo processo”. Una profezia fosca. Vera o falsa? Lo scopriremo solo col tempo.

Fonte: Gli Occhi della Guerra

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