L’ira dell’economista Luigino Bruni di fronte alla proposta di Giorgia Meloni di devolvere il Superenalotto alla ricostruzione: “Cureremmo una disgrazia con una tassa sui disgraziati”

Perché due volte?

“Perché l’ Enalotto è una tassa dei poveri. Incrementata da un altro terremoto, quello dell’ Aquila del 2009. La grande idea del Governo di allora (il Governo Berlusconi, di cui la Meloni era ministro, ndr) fu quella di istituire il primo “gratta e vinci” per le popolazioni sfollate dell’ Aquila. Da lì il gioco venne incentivato e si scatenò questa vera e propria epidemia di gratta e vinci”

Perché la chiama tassa dei poveri?

“Perché è scientificamente provato che più si è poveri e più si gioca. E’ una cosiddetta tassa regressiva, come attestano numerosi studi. Le sale giochi coincidono con la mappa della povertà e spopolano nelle periferie povere del Paese, anche in Italia: disoccupati, anziani, depressi, badanti, alcolizzati, sono i tipici giocatori d’ azzardo ”.

E dunque si finanzierebbero gli sfollati facendo leva sulla povera gente.

“Un Paese che sta già facendo cassa sui poveri (otto miliardi l’ anno) creando e incentivando una malattia sociale così grave, non può pensare  di curare un lutto così grave come quello delle popolazioni terremotate del Centro Italia con il sangue dei poveri. E’ di una gravità morale, di un cedimento etico impressionante. E’ come curare una disgrazia incentivando un’ altra disgrazia. Dopo le tragedie, dopo il sangue dei figli, si risponde con le virtù, non speculando sulla povera gente. Ma il guaio è che la gente nemmeno si rende conto di cosa ci sia dietro a una proposta sciagurata del genere”.

FONTE: Famiglia Cristiana

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