Non ne abbiamo parlato ieri perchè il dato è stato ignorato quasi da tutti, in fondo stanno aspettando la droga di Draghi, un mondo di illusioni che va avanti ormai solo se viene rifornito di liquidità da parte delle banche centrali.

Nel breve dell’economia reale, della macroeconomia importa poco o nulla, nel medio lungo, la verità è figlia del tempo!

Cina, a febbraio esportazioni crollate del 25,4%

L’economia cinese mostra ulteriori segnali di frenata dopo che il Congresso nazionale del popolo ha ufficializzato il taglio delle stime di crescita per il 2016. L’export di febbraio ha registrato un tonfo del 25,4% su base annua, contro il -11,2% del mese precedente, mentre l’import ha ceduto il 13,8% contro il -12% precedente. Conseguenze, entrambe, delladebole domanda mondiale e del fermo dovuto alla festività del Capodanno lunare, che quest’anno è iniziato l’8 febbraio. Il valore totale del commercio estero cinese è invece sceso del 15,7% su base annua a 1,43 trilioni di yuan (220 miliardi di dollari) a febbraio dalla contrazione del 9,8% del mese precedente. Gli analisti si attendevano rispettivamente un -14,5% per l’export e un -12% per le importazioni.

Dati, quelli diffusi oggi dalle autorità cinesi, a cui se ne aggiunge un’altro: si tratta del peggior calo dal 2009, cioè dall’inizio della crisi finanziaria globale, elementi che alimentano le preoccupazioni sul rallentamento della Repubblica popolare. Lunedì l’agenzia Fitch ha tagliato le previsioni di crescita del pil per quest’anno dal 6,3 al 6,2%. La bilancia commerciale si contrae a +32,59 miliardi di dollari, sotto i 51 miliardi stimati dal mercato.

Per quest’anno non sono stati fissati, contrariamente al passato, obiettivi specifici per l’export, dopo la frenata del 2,8% registrata nel 2015 e con gli sforzi di Pechino diretti al riorientamento dell’economia da esportazioni e investimenti verso servizi e consumi.

Sia ben chiaro non è la fine del mondo, la Cina ha davanti tutta l’eternità per dominare il mondo, per riprendersi ma non nei prossimi anni, no il prossimo anno.

Non stiamo qui a fare analisi approfondite sulle dinamiche macroeconomiche, squilibri e conseguenze, avremo modo di parlare di flussi, oggi molto più importanti nel prossimi Machiavelli ma una delle prime sintesi è tutta qui, chi ha tutto da perdere dal crollo delle importazioni cinesi?

Sono troppo pessimista? Giudicate Voi guardando questo grafico…

E per favore non parliamo di decoupling dell’America o come fa il Governo italiano di crescita al 1,6 % prevista per il 2016, perchè allora ci trasferiamo tutti nel Paese delle Meraviglie e ci sediamo a tavola con il Cappellaio Matto.

Premetto che nelle nostre visioni più avanti accadrà qualcosa che dopo un’incenerimento risolleverà per l’ultima volta le sorti dei mercati, forse l’intervento della banca centrale americana, non certo quello di Draghi, il fallimento della BCE è tutto qui…

Continuiamo ad ignorare tutto questo…

Fonte: IcebergFinanza

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