Di Daniele Di Luciano

Vi ricordate Sakineh Mohammadi Ashtiani, la donna iraniana che l’anno scorso rischiava la lapidazione perché adultera?

Il suo caso divenne noto a livello mondiale, tanto da mobilitare diverse organizzazioni per i diritti umani tra cuiAmnesty International. Moltissime le proteste organizzate nelle piazze di grandi città come Roma, Parigi, Londra, Beverly Hills e Washington DC. Ovviamente non sono mancate le petizioni per la sua liberazione firmate da tantissime persone, tra cui Carla Bruni. Anche il Segretario di Stato americano, Hillary Clinton, si è detta profondamente scossa circa l’intenzione di una possibile esecuzione di Sakineh: “Ancora una volta i leader iraniani dimostrano di non sapere proteggere i diritti fondamentali dei loro cittadini, in particolare delle donne”.

Tranquillo caro lettore, Sakineh non è stata lapidata, è ancora viva. A quanto pare è ancora incarcerata ma non per adulterio, bensì per l’omicidio del marito. Diversa è stata la sorte di Teresa Lewis, la donna americana ritardata mentale che era accusata di aver pianificato l’omicidio del marito e del figliastro e giustiziata in Virginia il 23 Settembre 2010.
“La morte di Teresa mediante iniezione letale si è guadagnata soltanto qualche distratto trafiletto. Per lei, neanche una candela in piazza.” (cit. “Barack Obush” di Giulietto Chiesa e Pino Cabras).
Il Presidente della Repubblica islamica dell’Iran Mahmud Ahmadinejad non poteva non denunciare questa diversità di peso mediatico. “Secondo uno studio, sono tre milioni e settecentomila le pagine pubblicate su Internet che riguardano Sakineh, il cui dossier è tuttora in fase di esame. Mentre nessuno protesta contro l’esecuzione di Teresa Lewis. Questa è una campagna mediatica contro l’Iran!”
Altra notizia degna di nota, Ahmadinejad affermò addirittura che Sakineh Mohammadi Ashtiani non fu mai condannata alla lapidazione.

Morale della favola: la storia della donna iraniana che rischiava una morte violenta e che aveva “inorridito” il mondo intero è stata dimenticata, mentre il messaggio di odio verso un intero paese è penetrato nel profondo del nostro inconscio. Un sentimento di rancore che potrebbe arrivare addirittura a giustificare una guerra che, ufficiosamente, è già iniziata.

[Laura Caselli]

Fonte: http://lalternativaitalia.blogspot.com/2011/12/che-fine-ha-fatto-sakineh.html

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