L’introduzione della Trise cancella solo di nome la tassazione. Se si fanno i conti c’è un aumento dell’imposizione sulla prima abitazione fino al 70%.

Proprietari e associazioni di settore lo denunciano da settimane. L’abolizione dell’Imu e l’introduzione della Trise cancella solo di nome la tassazione sulla casa: perché, a fare i conti, si parla di quasi dieci miliardi di tasse in più, con un aumento dell’imposizione sulla prima casa fino al 70%.
Alla fine il caso è esploso in Parlamento, tanto più che la Trise è uno dei pilastri fondamentali della manovra 2014 che per il Tesoro deve portare a una crescita del Pil dell1,1%.

IL PESO DELLA TASI Secondo l’Associazione dei costruttori edili l’arrivo della Tasi, la componente della Trise che copre i servizi indivisibili dei comuni, potrebbe generare nel 2014 un aggravio del carico fiscale fino al 72% sulla prima casa, nonostante l’eliminazione dell’Imu.
Il Governo, impegnato nella ricerca della quadratura politica sulla Legge di Stabilità, ha capito che deve correre ai ripari. “Presenterò degli emendamenti. Dovremo assolutamente migliorare la questione della casa, anche per recepire osservazioni giuste e corrette che stanno arrivando dalle associazioni e dal Parlamento”, ha detto il ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi. Nel frattempo i sindacati hanno bocciato senza appello le norme su pensioni e pubblico impiego, e hanno confermato lo sciopero: “Lo smontiamo solo se il governo cambia la manovra”, ha detto il leader della Cisl, Raffaele Bonanni.

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